Ministero della Sanità a Ordini e Collegi sui selfie in corsia e il decoro professionale infermieristico

decoro professionale infermieristico, allert del ministero

 

Fotografie, video, selfies pubblicati e diffusi attraverso i social network, che ritraggono operatori sanitari all’interno di strutture pubbliche e private durante l’attività lavorativa sono ormai all’ordine del giorno.

Ecco che l’obiettivo degli ultimi tempi da parte del Ministero della Salute è divenuto la costante vigilanza su questi fenomeni. Questa attenta attività di osservazione ha indotto la Direzione Generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del SSN ad intervenire direttamente attraverso segnalazioni e richieste di chiarimenti ai vari Ordini e Collegi competenti.

I limiti del decoro professionale infermieristico

Il rischio che vede superare i limiti del decoro professionale infermieristico e sanitario si accresce sempre di più, tanto da spingere la Direttrice Generale delle professioni sanitarie, Rossana Ussenti, a rivolgersi direttamente agli organi centrali delle rappresentanze professionali (IPASVI, Ordine dei Medici, Federazione delle Ostetriche) al fine di sollecitarne la partecipazione attiva attraverso:

specifiche raccomandazioni nelle quali si evidenzi la problematica e si sottolinei la necessità del rispetto dell’etica professionale.”

Strutture Sanitarie 2.0? Ma anche no…

Che la nuova dimensione della circolazione di informazioni sia sotto la tirannia dei social network è noto a tutti, ciò che probabilmente non è altrettanto noto è quanto tale canale sia vulnerabile agli eccessi ed agli utilizzi impropri; stiamo facendo crescere in seno a questa società un enorme cancro in merito a sicurezza e privacy, i cui effetti sono squisitamente reali, sebbene la matrice sia virtuale.

Il delicato tema dell’utilizzo dei social network e dei nuovi strumenti comunicativi all’interno delle professioni sanitarie è stato l’oggetto di un interessante convegno svoltosi a Milano intitolato: “La professione ai tempi di Internet, mass media & social network”.

A prendere la parola nella tavola rotonda formatasi in tale evento appare Barbara Mangiacavalli, Presidente della Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI, che sostiene come:

Si è professionisti non solo quando si indossa la divisa. Siamo professionisti sempre. Se sui nostri profili Facebook ci presentiamo come infermieri, dobbiamo ricordarci che ogni cosa che postiamo dice ai cittadini qualcosa della professione. Correttezza, trasparenza, rispetto, veridicità: le parole che devono guidare la comunicazione da parte nostra.”

Questo solenne invito alla ponderazione e all’appropriatezza dei contenuti che gli infermieri, in servizio e fuori servizio diffondono sui social network, anche – o forse soprattutto – attraverso gli spazi personali sembra cogliere in pieno le preoccupazioni e le conseguenti raccomandazioni del Ministero.

Decoro professionale, dignità e riservatezza del paziente richiedono cure attente!

La distinzione (per molti banale ma che in realtà si rivela tristemente disattesa) che vi è tra l’esorcizzazione del “peso” di alcuni contesti lavorativi nel quale si è chiamati ad operare e la spettacolarizzazione, il dispregio della riservatezza altrui (a maggior ragione in contesti in cui l’altro versa in una situazione di vulnerabilità e debolezza tanto fisica, quanto psicologica) non è poi cos’ trasparente a quanto pare.

L’errore comune ed insidioso che spesso si tende a fare, è quello di considerare la rete come “anonima”, spersonalizzata e spersonalizzante, questo sebbene sia vero in certe sfumature della complessa questione, è quanto meno fuorviante per ciò che stiamo cercando di analizzare: la responsabilità che ogni individuo ha nella risposta di quanto scrive pubblicamente.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



L’immagine della professione viene percepita anche (e questo anche è così denso ed intricato che di certo un articolo non basterebbe a spiegare) da come ci si mostra e ci si propone in questo “mondo virtuale”. Ecco che il convegno tenutosi a Milano si conclude con una proposta-invito di istituire in un prossimo futuro un Tavolo tecnico per la stesura di specifiche linee guida condivise per il corretto uso dei nuovi mezzi e strumenti di informazione e comunicazione. È questa la sfida al quale gli infermieri di questo NUOVO millennio non possono sottrarsi venendo pedissequamente accompagnati in ciò da una VECCHIA e consolidata coscienza etico-professionale.

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Esperta di bioetica e neuroetica, web writer. Particolarmente affascinata a conferire valore a ciò che la moltitudine delle persone considera inutile e ad acquisire sapere non riconosciuto ufficialmente come conoscenza.

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