Nuove linee guida triage intraospedaliero: funzioni proprie dell’Infermiere e umanizzazione.

nuove linee guida triage intraospedaliero
nuove linee guida triage intraospedaliero

Nuove linee guida triage intraospedaliero: manca il definitivo via libera da parte della Conferenza Stato-Regioni, ma la bozza (che in realtà circola da circa due anni) del Ministero della Salute presto porterà novità importanti di interesse, in particolare, per gli Infermieri di Pronto Soccorso e DEA in tutti gli Ospedali italiani.

Le nuove linee guida del triage intraospedaliero

L’aggiornamento delle Linee Guida tiene conto delle annose problematiche che affliggono il Pronto Soccorso quali il sovraffollamento (overcrowding) e il boarding, cioè lo stazionamento dei pazienti in PS a causa della mancanza di posto letto.

Pur nella consapevolezza che la riorganizzazione dettata dalle nuove Linee Guida non comporterà l’annullamento di queste problematiche, certamente si potranno razionalizzare maggiormente alcuni aspetti fondamentali come la definizione delle priorità, la gestione attiva dei tempi di attesa, i percorsi dei pazienti (patient flow) sulla base dei loro bisogni e dei diversi livelli di intensità di cura, sviluppando percorsi dedicati per Fast Track, See and Treat, patologie tempo dipendenti e condizioni particolari (fragilità, vulnerabilità).

Ma quali sono le novità più rilevanti?

Certamente l’impatto maggiore è determinato dalla nuova codifica: diremo addio ai noti codici colore che saranno sostituiti da 5 codici numerici, per ognuno dei quali è definito il tempo massimo di attesa per l’accesso alle aree di trattamento

CODICE

DENOMINAZIONE

DEFINIZIONE

TEMPO MASSIMO

DI ATTESA

1

EMERGENZA

Interruzione o compromissione di una o più funzioni vitali

Accesso immediato

2

URGENZA

Rischio di compromissione delle funzioni vitali.

Condizione stabile con rischio evolutivo o dolore severo

Accesso entro

15 minuti

3

URGENZA DIFFERIBILE

Condizione stabile senza rischio evolutivo con sofferenza e ricaduta sullo stato generale che solitamente richiede prestazioni complesse

Accesso entro

60 minuti

4

URGENZA MINORE

Condizione stabile senza rischio evolutivo che solitamente richiede prestazioni diagnostico terapeutiche semplici mono-specialistiche

Accesso entro

120 minuti

5

NON URGENZA

Problema non urgente o di minima rilevanza clinica

Accesso entro

240 minuti

Tempistiche garantite

Viene inoltre definita una tempistica anche per l’inizio del Processo di Triage, che dovrà essere garantito, di norma, entro 5 minuti dall’ingresso del paziente in PS.

Puntuali, poi, le indicazioni sulle rivalutazioni dei pazienti in attesa e il relativo monitoraggio clinico per cogliere precocemente significative variazioni dello stato di salute.

CODICE

DENOMINAZIONE

TEMPO
MASSIMO

DI ATTESA

MODALITA’ DI RIVALUTAZIONE

1

EMERGENZA

Accesso immediato

Accesso immediato
alle aree di trattamento:

nessuna rivalutazione

2

URGENZA

Accesso
entro

15 minuti

Osservazione diretta o video
mediata con monitoraggio costante delle condizioni

3

URGENZA DIFFERIBILE

Accesso
entro

60 minuti

RIPETIZIONE
DI PARTE O TUTTE LE

FASI
DI VALUTAZIONE:

– A
GIUDIZIO DELL’INFERMIERE DI TRIAGE

– A
RICHIESTA DEL PAZIENTE

– UNA VOLTA TRASCORSO IL TEMPO DI
ATTESA MASSIMO RACCOMANDATO

4

URGENZA MINORE

Accesso
entro

120 minuti

5

NON URGENZA

Accesso
entro

240 minuti

 

Altre indicazioni delle nuove linee guida triage intraospedaliero riguardano l’Iter del paziente fini alla definizione dell’esito che può essere costituito da:

• Ammissione in Osservazione Breve Intensiva (O.B.I.);

• Ricovero presso una unità di degenza della struttura ospedaliera mediante attivazione della relativa procedura con apertura della scheda di ammissione;

• Trasferimento presso altra struttura per acuti o post acuti con l’attivazione della relativa procedura;

• Invio al domicilio con affidamento alle strutture territoriali prevedendo, se necessario, il controllo presso strutture ambulatoriali ospedaliere.

La responsabilità dell'infermiere e le sue competenze

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Il Triage come funzione propria dell’infermiere

Vengono fissati in modo puntuale gli standard organizzativi, tecnologici e strutturali del PS/DEA in funzione dell’attività di Triage che, viene ribadito, è propria dell’Infermiere.

La formazione richiesta per poter svolgere efficacemente tele attività viene classificata dalla Linea Guida come

  • formazione d’accesso (Corso Residenziale della durata minima di 16 ore e periodo di affiancamento, non meno di 36 ore, a tutor esperto);
  • formazione permanente (con piano di attività formative triennale) a livello aziendale e regionale.

I pre-requisiti sono:

• titolo di studio ed abilitazione alla professione di infermiere, infermiere pediatrico, ostetrico;

• esperienza lavorativa in Pronto Soccorso (una volta assolto il periodo di prova) di almeno sei mesi;

• titolo certificato alle manovre di Supporto Vitale di Base nell’adulto e nel bambino.

Umanizzazione del servizio di Pronto Soccorso

Particolare enfasi viene data alla Presa in carico del paziente e dei suoi familiari nell’ottica della “umanizzazione” e della gestione di situazioni particolari come i maltrattamenti sui minori, sulle donne o sugli anziani e i disturbi acuti del comportamento sia negli adulti che nei minori.

Augurandoci che l’implementazione di queste nuove Linee Guida consenta di raggiungere gli obiettivi prefissati rendendo davvero più efficienti ed efficaci i processi di Triage e la gestione complessiva delle attività di PS/DEA, non ci resta che prepararci al cambiamento.

Autore: Filippo Di Carlo

Studio Infermieristico DMR

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