Obbligo vaccinale, sanitari di nuovo in piazza al grido di: “Non sono un sorcio!”

È così che una donna, urlando come un’invasata e con la mascherina abbassata, ha spiegato (VEDI VIDEO) ai giornalisti di LaPresse.it il suo punto di vista sull’obbligo vaccinale:

Noi siamo le cavie di una terapia genicaaaa!”

Sarà stata un medico o un infermiera? Già, perché secondo quanto riportato, per l’appunto, dalla suddetta agenzia di stampa (notizia rilanciata poi da Il Messaggero, VEDI), a scendere in piazza Montecitorio a Roma sarebbero stati medici e infermieri.

Diverse centinaia provenienti da tutta Italia che, nonostante l’apparenza e le modalità indiscussamente no vax, ci tengono a sottolineare che loro in realtà sono qualcos’altro: Non siamo negazionisti del Covid e nemmeno contrari ai vaccini, asseriscono. E una sedicente infermiera aggiunge:Non è un vaccino, è un farmaco generico sperimentale”. Prima di concludere con un emblematico e folkloristico:

Ma che te sembro un sorcio, io?

Affermano di non essere negazionisti del Covid, eppure una di loro (medico o infermiera anche lei?) ha provato ad abbracciare e baciare un giornalista non si sa bene per dimostrare cosa. Hanno Parlato di diritti civili, di libertà, di dittatura, di danni dei vaccini, dicono di sentirsi delle cavie, ma di non essere antiscientifici: Io credo alla scienza, esatto, non a questa scienza qui che non c’è niente di scientifico, assolutamente niente” afferma uno dei manifestanti.

C’è addirittura chi, dando una ‘ritoccata’ al significato del termine ‘no vax’, prova ad arricchire di sacralità la manifestazione: Sono gli stessi eroi di un anno fa, che adesso sono diventati reietti perché non vogliono sottostare al crimine dell’obbligo vaccinale. Dovreste guardare i loro libretti vaccinali, sono tutti iper vaccinati. E questo sconfessa chi strumentalmente vorrebbe farli passare per antivaccinisti o no vax. No vax è un termine che non esisteva, è un espediente dialettico che serve al potere per strumentalizzare, depravandola, una battaglia di civiltà assoluta che è quella della libertà di scelta”.

Per ciò che concerne i professionisti infermieri, con ogni probabilità vi saranno nuove ed inevitabili conseguenze, così come annunciato giorni fa (VEDI) dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle professioni Infermieristiche. Cosa ne pensano gli scienziati, invece? Beh, sbirciando i tweet del noto virologo e accademico italiano Roberto Burioni, ad esempio, non si nota una particolare tolleranza:

Il bello è che per il 30 aprile, sempre a Roma, è annunciata una vera e propria ‘Marcia della liberazione’ degli operatori sanitari contro l’obbligo vaccinale. Speriamo che chi scenderà in piazza per manifestare il proprio libero pensiero (anche se contro la propria deontologia professionale)  lo faccia sempre con civiltà, rispetto, comportamenti adeguati e magari con qualche fondata argomentazione.

 

Autore: Alessio Biondino

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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