OMS: screening su malattie cardiovascolari non riduce la mortalità

OMS screening su malattie cardiovascolari non riduce la mortalità
OMS screening su malattie cardiovascolari non riduce la mortalità

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel mondo. Ogni anno 17 milioni di persone muoiono per questo tipo di patologie. Purtroppo però, nonostante tutti gli sforzi, lo screening per rilevare i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari ( ipertensione arteriosa, fumo, diabete, ipercolesterolemia, ecc..), a conti fatti, non riduce statisticamente la mortalità e nemmeno il numero di nuovi ammalati.

OMS: necessario rivedere i programmi di screening

Il rapporto dell’OMS Health Evidence Network pubblicato recentemente, ha evidenziato che, nonostante le prove di efficacia degli attuali programmi di screening non siano efficaci nel ridurre mortalità e morbilità, non ci sono motivazioni valide per un abbassamento del livello di guardia. Sulla base dei risultati del rapporto HEN è più prudente:

  • evitare di avviare nuovi programmi analoghi ai precedenti e considerare metodi e prove alternative per raggiungere i risultati desiderati nella riduzione delle malattie cardiovascolari;
  • attendere i risultati delle attuali prove di efficacia dello screening prima di implementare nuovi programmi di prevenzione e screening.

Rapporto Health Evidence Network: cosa dicono le prove?

Lo screening di massa è un protocollo di valutazioni cliniche-diagnostiche, utilizzato per identificare in una popolazione, i soggetti con patologia o a rischio di svilupparla. Nel caso specifico, rilevare tutti i fattori di rischio tipici delle malattie cardiovascolari: fattori sia intrinseci e non modificabili (età, sesso, familiarità) sia estrinseci e quindi modificabili (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, fumo, obesità e sedentarietà, alcool, stress). Patologie che causano gravi perdite ogni anno, con un notevole carico economico per i sistemi sanitari.

Il Rapporto Health Evidence Network, targato OMS/ Europa, ha sintetizzato diversi studi randomizzati e controllati di alta qualità, confermando che le attività di screening non hanno avuto alcun effetto sul ridurne l’impatto.

Qualche effetto positivo è stato riscontrato sullo screening dell’aneurisma aortico addominale ma, l’evidenze ormai obsolete, a causa di cambiamenti nei fattori di rischio e alcuni miglioramenti nel trattamento, ne inficiano il risultato.

Lo scopo di queste rapporto di evidenze scientifiche però, non deve risultare la conferma di un fallimento, ma bensì il motore di azione per indirizzare meglio il timone dell’efficacia.

Lo screening di massa è ancora uno strumento potentissimo per migliorare lo stato di salute mondiale: pertanto uno sforzo collettivo di tutti i paesi sarà sempre incoraggiato per trovare nuove alternative e nuove evidenze scientifiche.

Autore: Dario Tobruk (FacebookTwitter)

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Fonte:

  • www.euro.who.int
  • What is the effectiveness of systematic population-level screening programmes for reducing the burden of cardiovascular diseases? (2021). Health Evidence Network synthesis report 71 By Christian Ulrich Eriksen, Oxana Rotar, Ulla Toft, Torben Jørgensen [apps.who.int]
  • Fotocredit: Gerd Altmann/ Pixabay

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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