Partorisce in macchina e l’infermiere assiste la donna “come in un film”

Redazione 14/06/22
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Un imprevisto ha reso un infermiere protagonista di una scena da film: una donna in travaglio avanzato ha partorito in macchina prima di riuscire a raggiungere l’ospedale anche grazie all’assistenza del collega.

Infermiere assiste una donna che partorisce in macchina

Il fatto è avvenuto ieri mattina a Pedemonte, in provincia di Vicenza. La coppia di origine straniera stava cercando di raggiungere l’ospedale di zona per l’incombente parto della donna quando lo stato avanzato della gravidanza ha costretto l’uomo a parcheggiare, fermarsi per strada e chiedere aiuto.

Il destino ha voluto che sia proprio un infermiere residente a passare di lì mentre accompagnava la figlia all’asilo. Attirato dalle urla, il sanitario si è avvicinato alla coppia mentre l’uomo gli arrivava in contro chiedendo aiuto.

L’assistenza è stata sin da subito efficace: il sanitario infatti ha avuto il sangue freddo per chiamare i soccorsi e assistere la donna che nel frattempo era già sdraiata sui sedili posteriori in posizione, in quanto il parto era in corso e si vedeva la testolina emergere.

“Come in un film”

È stato come in un film, con la gente che usciva di casa e sui balconi a vedere cosa stesse succedendo, e con gli altri genitori dei bimbi dell’asilo a darmi una mano. Un’altra mamma, infermiera come me, ha assistito al parto; un’altra ancora è corsa a procurarci dei guanti sterili e degli asciugamani; una terza si è piazzata all’incrocio per accogliere l’ambulanza” sono le parole dell’infermiere raccolte da lArena.it.

Sembra che l’infermiere in vent’anni di professione abbia già affrontato situazioni simili. “Nonostante la concitazione“, afferma ancora il collega, “tutto si è svolto nel migliore dei modi. Ho adagiato il neonato sul ventre della donna. Mamma e piccolo, un bel maschietto, stavano bene. Abbiamo anche reciso il cordone, e all’arrivo dell’ambulanza sono stati portati in ospedale. Il papà, che inizialmente era nel panico e nella disperazione più totali, scoppiava di gioia e non sapeva più come ringraziarmi“.

Episodio che si aggiunge alla lunga schiera di interventi nelle più disparate situazioni, e che, speriamo, mettano, ancora una volta in luce la dedizione e la professionalità degli infermieri. O almeno fino a quando non verrà riconosciuto loro tutto quello che si meritano.

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Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.

Riconosciuto come fondamentale, in questo contesto, il ruolo dell’infermiere, per precisione, accuratezza, abilità nell’uso della strumentazione, conoscenza e interpretazione dei parametri rilevati, questo volume è rivolto al professionista esperto, che mette alla prova nelle sue conoscenze e aggiorna nel suo lavoro quotidiano, fornendo interessanti spunti di riflessione, ma anche al “novizio”, a cui permette di comprendere e di utilizzare al meglio le modalità di monitoraggio.

Guida al monitoraggio in Area Critica

Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.Non può esistere area critica senza monitoraggio intensivo, che non serve tanto per curare quanto per fornire indicazioni necessarie ad agevolare la decisione assistenziale, clinica e diagnostico-terapeutica, perché rilevando continuamente i dati si possono ridurre rischi o complicanze cliniche.Il monitoraggio intensivo, spesso condotto con strumenti sofisticati, è una guida formidabile per infermieri e medici nella cura dei loro malati. La letteratura conferma infatti che gli eventi avversi, persino il peggiore e infausto, l’arresto cardiocircolatorio, non sono improvvisi ma solitamente vengono preannunciati dal peggioramento dei parametri vitali fin dalle 6-8 ore precedenti.Il monitoraggio è quindi l’attività “salvavita” che permette di fare la differenza nel riconoscere precocemente l’evento avverso e migliorare i risultati finali in termini di morbilità e mortalità.Riconosciuto come fondamentale, in questo contesto, il ruolo dell’infermiere, per precisione, accuratezza, abilità nell’uso della strumentazione, conoscenza e interpretazione dei parametri rilevati, questo volume è rivolto al professionista esperto, che mette alla prova nelle sue conoscenze e aggiorna nel suo lavoro quotidiano, fornendo interessanti spunti di riflessione, ma anche al “novizio”, a cui permette di comprendere e di utilizzare al meglio le modalità di monitoraggio.   A cura di:Gian Domenico Giusti, Infermiere presso Azienda Ospedaliero Universitaria di Perugia in UTI (Unità di Terapia Intensiva). Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Master I livello in Infermieristica in anestesia e terapia intensiva. Professore a contratto Università degli Studi di Perugia. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane ed internazionali. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.Maria Benetton, Infermiera presso Azienda ULSS 9 di Treviso. Tutor Corso di laurea in Infermieristica e Professore a contratto Università degli Studi di Padova. Direttore della rivista “SCENARIO. Il nursing nella sopravvivenza”. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.

a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton | 2015 Maggioli Editore

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