Scritte no vax allo Spallanzani di Roma, un infermiere: “Ho versato lacrime”

Ha combattuto il Sars-Cov2 guardandolo negli occhi, come tanti altri professionisti. Ha rischiato per sé e per i propri cari, sfidando il virus, non tirandosi indietro di fronte alle situazioni complicate e vedendo morire tante persone.

E ieri, nel trovare i muri del proprio ospedale imbrattati da ingiustificabili scritte no vax, non è riuscito a trattenere le emozioni. Riportiamo qui lo sfogo di Nicola De Marco, infermiere allo Spallanzani di Roma.

La lettera: “Ho versato lacrime”

«Oggi dopo aver visto i muri dell’Ospedale L. Spallanzani di Roma  imbrattati con scritte orribili contro la vaccinazione e classificando “Mostri Assassini” chi ha lottato in prima linea, vanificando tutto quello che noi Medici, Infermieri e Operatori Sanitari, mi sento terribilmente ferito.

Ho versato lacrime vedendo quelle scritte rosse, mi sono venuti alla luce tutti i duri momenti passati nelle corsie, i riposi saltati, le dure notti insonne e la paura di contrarre il virus e trasmetterlo a nostri cari.  

La lotta contro il virus

Ricordo i lunghi mesi senza poter vedere la mia famiglia perché loro ammalati di patologie croniche ed io tra i più esposti al Virus Sars Cov-2.

La mia storia  con il Virus, simile sicuramente a quella di tanti altri colleghi della Sanità, iniziò il 6 Marzo 2020 quando lavoravo presso una clinica privata. Il giorno successivo ero pronto ad ospitare i miei genitori nella mia nuova casa a Roma che, con non poche difficoltà, sono riuscito ad acquistare.

Ma la sera del 6 Marzo 2020 venni convocato d’urgenza e mi fu comunicato che io ed altri miei colleghi avevamo avuto un contatto diretto con una paziente che, successivamente, era risultata positiva al Covid (la paziente poi morì).

Di quella sera ricordo che la prima cosa che feci fu bloccare la partenza della mia famiglia per proteggerla da una mia eventuale positività al Covid-19.

La scelta di lavorare con pazienti Covid

Da quel giorno presi forza e coraggio e continuai la mia attività lavorativa con pazienti Covid. Partecipai alla missione della Protezione Civile “Infermieri per Covid” di 28 giorni in Liguria, rientrai a Roma e a distanza di pochi giorni chiesi alla mia Azienda di proseguire l’attività lavorativa con pazienti positivi al Covid 19.

Il 1 Gennaio 2021 iniziò la mia nuova esperienza lavorativa presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma e naturalmente la mia richiesta fu da subito quella di lavorare ancora con pazienti Covid.

Altresì, sono un infermiere appartenente alle Usca-R della Regione Lazio e dedico i miei riposi lavorativi a questa attività per contrastare e combattere il Covid 19.

L’importanza di educare e sensibilizzare

Da questa mia esperienza ho scritto diverse lettere ai giornali per educare e sensibilizzare la popolazione circa la vaccinazione anti-Covid, mettendoci sempre la faccia. Perché credo nella Scienza, nella Ricerca e se oggi respiriamo un’aria di libertà lo dobbiamo soprattutto alla Vaccinazione anti Covid.

Nicola De Marco 

Infermiere»

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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