“Servono infermieri e se non sono preparati non fa niente”

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La questione dei Super OSS (alias pseudo infermieri a basso costo, VEDI) continua a far discutere e non c’è giorno in cui qualcuno non si esprima sulla grottesca vicenda. Stavolta è stato il turno della deputata del movimento “Alternativa” Arianna Spessotto, le cui parole (riportate da Treviso Today) hanno duramente attaccato il presidente della Regione Veneto.

“Infermieri preparati? Poco interessa…”

Zaia vuole fare apparire dal nulla centinaia di infermieri. Che siano adeguatamente preparati o meno poco interessa ha tuonato la deputata. Che ha poi azzardato un’inquietante previsione: Si preannuncia un nuovo grande caos nella sanità veneta se la delibera della Regione sugli Oss, già sospesa da Tar e Consiglio di Stato, dovesse essere approvata nelle prossime settimane”.

“Super OSS? Un affare per i datori di lavoro…”

Addentrandosi ancora di più nella spinosa vicenda, Spessotto ha spiegato: “La Giunta regionale del Veneto, dopo decenni di (s)programmazione sanitaria vuole trasformare gli Oss in infermieri con un semplice corso di 150 ore: più responsabilità per loro allo stesso prezzo di prima.

Un affare per datori di lavoro privati e gestori di strutture residenziali in carenza di infermieri e con difficoltà a far quadrare i conti.”

Un affare rischioso per i cittadini

Un affare che, però, mette a serio rischio la qualità delle cure erogate. Perché se è vero che il Super OSS (o OSS fc) sarà ‘solo’ un aiutante dell’infermiere e che teoricamente potrà svolgere determinate mansioni solo ed esclusivamente sotto la sua supervisione, la realtà ci sussurra inesorabile che viviamo in Italia e che all’interno delle aziende vi saranno ben pochi controllori pronti ad assicurarsi (per il bene degli assistiti) che ciò avvenga senza divagazioni o pericolose ‘autonomie de facto’.

Minori costi

“Se questa delibera va in porto”, ha concluso la deputata,l’operatore socio sanitario potrà svolgere molte funzioni che adesso svolge l’infermiere dopo aver fatto solo 150 ore di corso, mentre un infermiere, dopo il diploma, ha seguito un triennio universitario e fatto un concorso.

Una scelta che consentirà alle strutture, soprattutto quelle private, di poter operare con meno infermieri e con minori costi e profili professionali più bassi e che metterà in conflitto i lavoratori tra di loro.”

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