Legge 502/92 – Riassunto della prima riforma del Sistema Sanitario Nazionale

Dopo la creazione del Sistema Sanitario Nazionale passarano solo pochi anni prima di una prima riforma la Legge 502/92

Quasi quattordici anni dopo la creazione del Sistema Sanitario Nazionale con la 833/78, con cui si voleva rimediare ai gravi problemi economici del sistema assicurativo delle mutue, si diede una seconda risposta forte all’insostenibilità del sistema di finanziamento e ai problemi del SSN con il decreto legislativo che ha configurato questo assetto: la Legge 502/92 e tutte le sue successive modificazioni.

La Legge 502/92: un riassunto semplice

La legge 502 del 1992 si può quindi riassumere in pochi principi:

  • l’aziendalizzazione degli ospedali;
  • l’orientamento al “mercato”;
  • la creazione dei dipartimenti;
  • la distribuzione di responsabilità alle regioni.

L’aziendalizzazione con la Legge 502/92

Le USL vengono dotate di personalità giuridica in quanto aziende, i cui organi di rappresentanza sono il direttore generale e il collegio dei revisori (ed ulteriori figure). Il direttore generale ha potere gestionale e di rappresentanza legale. E’ coadiuvato da un direttore sanitario e da un direttore amministrativo.

Il direttore generale è nominato dal presidente della giunta regionale, e i suoi doveri sono il buon andamento economico-amministrativo e tecnico-funzionale per i successivi cinque anni in cui è in carica.

Il collegio dei revisori, nominato invece dal direttore generale da una lista di membri designati da altri enti (ministero competente, sindaco, regione), si occupa di verificare la tenuta della contabilità, la risultante delle scritture contabili ed esamina il bilancio di previsione. In poche parole si preoccupa che i conti tornino.

Il Mercato libero nel settore sanitario e l’intramoenia

Viene prevista l’intramoenia per la libera professione dei medici, e circa il 10% delle camere presentano servizi aggiuntivi dietro un corrispettivo pagamento a carico del paziente. E in breve: le aziende vengono pagate per paziente.

Regionalizzazione dei servizi sanitari

Le USL, ridotte di numero e non riferendosi più ai comuni, vengono delegate direttamente dalla regione che li sostiene economicamente. La regione, dopo l’avvento della Legge n.502 del 30 dicembre 1992, non può più avvalersi sullo Stato per i propri disavanzi, per cui, le responsabilità ricadono soltanto sulla governance della singola azienda.

La regione, da questo momento, ha quindi tutto l’interesse nell’osservanza e la cura dei conti economici del servizio sanitario regionale fornito ai cittadini, perché ne risponde politicamente.

Nuovi modelli di finanziamento della sanità nazionale e regionale

Lo Stato attraverso il Piano Sanitario Nazionale (stabiliti i livelli essenziali di assistenza) definisce, in base ai bisogni dei cittadini e alle risorse disponibili (ricavate dalla fiscalità generale), una programmazione economica per distribuire alle regioni una quota capitaria pesata.

La regione, in seguito ad un proprio piano sanitario regionale, distribuisce queste risorse alle aziende. In caso di richieste di ripianamento di disavanzi da parte delle aziende, le regioni possono avvalersi di strumenti di finanziamento quali l’uso di proprie risorse economiche e dei contributi sanitari IRAP, oltre alle entrate dirette delle strutture (ticket).

Un ulteriore cambiamento: vengono istituiti i dipartimenti

Un dipartimento è una federazione di reparti affini e complementari secondo settore specialistico o specifico bisogno del paziente (esempio dipartimento di chirurgia o dipartimento materno-infantile). Lo scopo è quello di organizzare e ottimizzare al meglio le risorse strutturali e umane, migliorando il servizio al cittadino e riducendo i costi.

Autore: Dario Tobruk (Facebook, Twitter)

Aggiornato il 05/07/2020

Fonti:

Continua a studiare con la Riforma Bindi:

Il Sistema Sanitario Nazionale – La riforma-Ter, la 229/1999, la Riforma Bindi

 

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Garda, frequenta il Master in Tecniche ecocardiografiche presso UniCattolica di Brescia. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

4 Commenti

  1. scusate sono un OSS che sta studiando per alcuni concorsi pubblici, vorrei dei chiarimenti se è possibile perché le ricerche sul web e sui libri di testo il Decreto Bindi lo riportano come terza riforma detta anche TER e come Dlgs 229/99, voi riportate il Dlgs 502/92;.quindi qual’è quello giusto ?

  2. Buongiorno. In realtà la mia è una richiesta di chiarimento. Sono iscritto al FASI come dirigente pensionato. Dal FASI mi dicono che i contributi da me versati al loro Ente non sono deducibili dal mio imponibile, ai sensi dell’art 51 comma 2 lettera a) del T.U.I.R.; articolo che a mesembra dire esattamente il contrario. Così sembra pure a favore della deducibilità l’art.10, comma 1, lettera e-ter del T.U.I.R. citato nelle istruzioni al 730. Cosa ha di speciale il Fasi? lo stesso quesito si pone da parte mia per l’ASSIDAI. Vi ringrazio per l’attenzione. S.B.

    • Salve, Caro Sebastiano,

      purtroppo non sappiamo rispondere alla sua domanda ma siamo certi che presso un sindacato o un consulente del lavoro avrà le risposte che cerca. Ma grazie di averci preso in considerazione.

      La redazione.

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