Tamponi auto prelevati efficaci quanto quelli fatti dagli infermieri

Tamponi auto prelevati efficaci quanto quelli fatti dagli infermieri
Tamponi auto prelevati efficaci quanto quelli fatti dagli infermieri

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Microbiology diffonde i dati di una revisione sistematica sull’efficacia dei tamponi auto prelevati dai pazienti stessi o prelevati dai caregiver rispetto a quelli fatti da sanitari esperti nella procedura di raccolta di un tampone nasofaringeo.

L’obiettivo non è certo far sfigurare infermieri, medici e assistenti sanitari, ma poter dimostrare come anche i pazienti siano in grado di eseguirsi un tampone auto prelevato efficace per la diagnostica (Covid o batteri patogeni) e che questi sanitari potrebbero essere ricollocati dove c’è ne più di bisogno. Riassegnati dove la loro specificità è più imprescindibile, come i reparti covid.

Tamponi auto prelevati efficaci quanto quelli fatti dagli infermieri

Joshua Osowicki, dottorando, medico specializzato nelle malattie infettive pediatriche del Murdoch Children’s Research Institute in Australia e co-autore dello studio, afferma: “In tutta la gamma di agenti patogeni e tipi di tampone, c’è stato un alto accordo tra i risultati dei tamponi eseguiti dai pazienti o dai caregiver e quelli eseguiti da un operatore sanitario, anche quando sono stati tamponati punti diversi, come rinofaringe rispetto al naso”

Le conclusioni dei ricercatori si basano su una revisione sistematica di 20 studi e una metanalisi di quindici, che mettono a confronto i risultati, la sensibilità e la specificità riscontrata tra i tamponi prelevati dagli operatori sanitari (tra cui infermieri) e quelli auto prelevati dai pazienti. Non solo Sars-Cov-2, ma altri virus influenzali e agenti batterici come Neisseria gonorrhoeae, Staphylococcus aureusChlamydia trachomatis faringea.

Guida al monitoraggio  in Area Critica

Guida al monitoraggio in Area Critica

a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton, 2015, Maggioli Editore

Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.Verrebbe da dire che non esiste area critica senza monitoraggio intensivo. Il monitoraggio non serve per curare, ma fornisce informazioni...



Inoltre un sondaggio online, riportato dal gruppo di ricercatori, rileva una percentuale più elevata di persone disposte ad autoprelevarsi campioni biologici piuttosto che essere sottoposto a tampone da un sanitario (88% contro il 71%).

La sensibilità complessiva dei tamponi raccolti dai pazienti rispetto al personale sanitario è stata del 91% (IC 95%: 87-94) e la specificità del 98% (IC 95%: 96-99). Escluso uno studio, tutti gli altri hanno concluso che i tamponi auto raccolti erano compatibili per il rilevamento di agenti patogeni. Anche le percentuali rilevate sui dati relativi alla ricerca di Sars-Cov-2 confermano gli stessi risultati.

Quali sono i vantaggi di optare per l’auto prelevamento dei campioni biologici da parte dei pazienti? Una riduzione del rischio biologico per i sanitari, economicità, migliore impiego delle risorse e maggior comfort per il paziente.

La fine delle file di macchine e di pazienti pronti per farsi fare un tampone Covid? Vedremo!

Autore: Dario Tobruk (Profilo Linkedin)

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Fonti scientifiche:

  • A systematic review and meta-analysis of upper airways swab collection for detection of viral and bacterial pathogens by individuals or caregivers compared to healthcare workersCiara HarrisonDaniel E LindholmAndrew C SteerJoshua Osowicki

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Procedura infermieristica per eseguire un tampone naso faringeo

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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