Terapia endovenosa proattiva e tecnica “One Shot”

Tecnica infusionale proattiva e tecnica One Shot
Tecnica infusionale proattiva e tecnica One Shot

Da qualche anno a questa parte, un po’ di attenzione, comincia ad essere dedicata alla tutela del patrimonio venoso dei pazienti, prefiggendosi come target, quello di ridurre il più possibile i numerosi tentativi da ripetute venipunture e le loro relative gravi complicanze.

Con l’avvento dell’ utilizzo degli UltraSuoni (U.S.) per il reperimento di un accesso venoso stabile e sicuro, applicando la tecnica ecografica vascolare a fini non diagnostici ma solo esplorativi dei vasi delle braccia, da parte degli infermieri, abbiamo assistito ad una rivoluzione nel mondo vascolare, per quanto riguarda l’ambito della incannulazione delle vene, non più solo superficiali e palpabili ma anche profonde e visibili solo ecograficamente in quei pazienti denominati “senza vene”, applicando la “teoria ecocentrica”.

Guida al monitoraggio  in Area Critica

Guida al monitoraggio in Area Critica

a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton, 2015, Maggioli Editore

Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.Verrebbe da dire che non esiste area critica senza monitoraggio intensivo. Il monitoraggio non serve per curare, ma fornisce informazioni che permettono o...



Il posizionamento, di tutti gli accessi vascolari periferici (ago cannule, cannule lunghe, midline e PICC) in Italia, è consentito anche agli infermieri, soltanto se adeguatamente formati ed addestrati, attraverso la frequenza di Master Universitari e Corsi di Perfezionamento sugli accessi vascolari e terapia endovenosa.

La tecnica One Shot

Uno step ancora da compiere, per poter risparmiare in toto il patrimonio venoso dei pazienti, sarà quello, che porterà a posizionare fin da subito, al momento
dell’ingresso degli utenti presso il Dipartimento di Emergenza ed Accettazione (DEA), un accesso venoso appropriato.

Questa tecnica, “One Shot” (di una sola puntura), è conosciuta anche come terapia endovenosa proattiva. Nella vision proattiva, l’intera terapia infusionale viene eseguita attraverso un unico dispositivo vascolare, a differenza della vision reattiva, dove, dopo che si è esaurito tutto il patrimonio venoso periferico da eccessi di aghi cannula, si giunge al posizionamento di un accesso venoso centrale.

Un esperienza reale della terapia endovenosa proattiva

Durante la prima ondata della pandemia da Sars Covid 2, un gruppo di infermieri del Team di accessi vascolari dell’ Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Melegnano e Martesana, in provincia di Milano, ha applicato questa tecnica ai pazienti ricoverati presso le OBI (Osservazione Breve Intensiva) dei Pronto Soccorso aziendali.

Ciò ha favorito un netto miglioramento dell’ outcome azzerando i tentativi da ripetute venipunture ed incrementando la compliance dei degenti durante il percorso clinico assistenziale.

Per un approfondimento di questa esperienza, è possibile proseguire tramite questo link.

Autore: Pompeo Cammarosano, Segretario Nursind Brescia

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