Tre semplici cose da fare per ridurre lo stress lavoro-correlato al Covid-19.

Tre semplici cose da fare per ridurre lo stress lavoro-correlato al Covid-19.
Tre semplici cose da fare per ridurre lo stress lavoro-correlato al Covid-19.

Abbiamo tutti fatto esperienza della carica a inizio emergenza coronavirus. La paura e la confusione si mescolavano al coraggio e alla voglia di combattere, e questo è stato ammirevole. Ciononostante siamo persone, non supereroi e se sottoposti per troppo tempo ad un elevato e intenso livello di stress, per un periodo troppo prolungato, sarà normale sentirsi esausti e demoralizzati.

Quello che stiamo vivendo è un periodo tra i più difficili degli ultimi decenni e per questo motivo abbiamo voluto raccogliere per tutti gli operatori coinvolti nella difficile battaglia contro il Coronavirus, una lista di tre semplici cose da fare per ridurre lo stress lavoro correlato al Covid-19 e che miglioreranno la nostra qualità di vita.

Ma prima prenditi un minuto per capire cosa ti sta succedendo: se anche tu ti senti stanco ed esausto seguici nella lettura prima di scoprire cosa fare per ridurre lo stress.

Dallo stressor all’esaurimento

Uno stressor (l’agente che provoca lo stress, nel nostro caso l’emergenza sanitaria) attiva nel corpo umano una serie di neurormoni (catecolamine) che inducono una reazione di “attacco o fuga” o anche detta reazione acuta da stress. Tutte le energie che spendiamo per fronteggiare questo nemico invisibile sono favorite proprio da questo meccanismo biologico vecchio quanto il mondo.

Lo scopo di una reazione acuta da stress

Quando la tribù o il singolo primitivo venivano attaccati e cacciati da animali predatori, questa reazione di attacco o fuga permetteva ai nostri antenati di sopravvivere ai leoni e ai pericoli della savana per ore o anche giorni, perché questo li costringeva alla fuga o alla lotta pur di non farsi sbranare.

Fin lì le cose andavano splendidamente, anche perché, per quanto il pericolo potesse prolungarsi nel tempo, era piuttosto difficile che un ambiente fosse così ostile, per così tanto tempo. Nei peggiori dei casi, ci si spostava verso territori più tranquilli in fretta, in quanto le popolazioni preistoriche erano nomadi.

Quando lo stress non termina si rischia l’esaurimento

Poi la società si è evoluta e i nemici non più stati i predatori ma le crisi economiche, i cambiamenti climatici, le pandemie. Nemici invisibili che, a differenza delle tigri e dei leoni, non smettono di minacciarci da un momento all’altro. Del resto non è nemmeno possibile spostarsi in un altro luogo sperando di risolvere così il problema perché oggi i problemi sono globali.

Ma se i nemici non sono più le tigri di una volta (quelle con i denti a sciabola per farci un’idea), noi invece siamo rimasti gli stessi, con gli stessi meccanismi progettati per durare qualche ora, al massimo qualche giorno. Non mesi e men che meno anni!

Cosa succede se lo stressor dura più di qualche giorno: una settimana, un mese o peggio un anno?

Inizialmente l’organismo per ristabilire l’omeostasi rilascia alcuni ormoni come il cortisolo che aiutano ad affrontare la maggiore richiesta di energia, ma se la situazione rimane prolungata nel tempo ecco che il rischio a cui incorriamo è l’esaurimento fisico e mentale.

Cosa succede al corpo e alla mente?

Ci sentiamo tesi, iperattivati e iperreattivi, con difficoltà a prendere sonno o perfino insonnia. La stanchezza si protrae anche fuori dal lavoro e durante il giorno siamo assoggettati alla fame nervosa (cercando dolci e cibo-spazzatura). Trascuriamo la cura di noi stessi e spesso cessa il desiderio d’intimità con il partner.

Mentalmente siamo distratti, non riusciamo a mantenere la concentrazione perché i nostri pensieri sono occupati da immagini e preoccupazioni innescate da quello che abbiamo visto durante il turno. Ci sentiamo arrabbiati, insicuri, impotenti. Potremmo provare inquietudine, con la costante sensazione di dover fare qualcosa, anche se non sappiamo esattamente cosa. E quando finalmente a fine turno ritorniamo a casa potremmo sentire la necessità d’isolarci e ritirarci per restare soli con sé stessi.

Ginnastica mentale

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Tre semplici cose da fare per ridurre lo stress lavoro-correlato da Covid-19

Ed ecco come promesso una breve lista di cose da fare per contrastare lo stress di questi orribili giorni. Sono precauzioni semplici, oseremo dire anche banali, eppure seguire questi piccoli e preziosi gesti di autocura ci renderà le cose più facili.

Dormire

Abbiamo già detto che il sonno è uno dei primi aspetti che peggiorano durante un periodo di stress prolungato, quindi è bene attivare tutte le migliori strategie possibili per riuscire a riposare bene. Il sonno permette al cervello e alla mente di ristabilizzarsi dopo un turno particolarmente difficile, eliminando tutti quegli input e quelle informazioni raccolte durante il giorno che non ci sono più necessarie. Dormire è senza dubbio una delle principali cose da fare per ridurre lo stress lavoro-correlato al Covid-19. Ricorda: meglio dormire poco che dormire male!

Se ti risulta difficile prendere sonno leggi anche questo articolo / Consigli per affrontare il turno di notte e riprendersi bene dopo.

Nutrirsi bene

Per quanto possa sembrare consolatorio ingurgitare un grosso pacchetto di patatine o un’intera torta dal frigo è necessario essere consapevoli che mangiare questi prodotti non ci aiuterà a diminuire lo stress lavoro-correlato al Covid-19. L’unico modo in cui possiamo usare il cibo per combattere lo stress è quello di mantenere una sana nutrizione (cedendo meno alle ghiottonerie):

  • Non saltare i pasti (il digiuno provoca l’aumento del cortisolo), piuttosto è maglio mangiare meno ma frequentemente.
  • Evitare i cibi che aumentano lo stress: caffeina, bevande gassate ricche di zucchero o bevande energetiche.
  • Scegliere alimenti con azione anti-stress: ricchi in omega-3 (pesce, frutta secca), latte o the caldo, o addirittura il cioccolato fondente se mangiato con moderazione riuscirà ad aumentare la serotonina e ridurre il cortisolo.

Prendersi cura della vostra mente

Durante i turni di riposo concedete tempo alle vostre passioni, ai vostri interessi o alle persone che volete bene. Distogliete l’attenzione dai pensieri castranti e stressanti per reindirizzarli consapevolmente verso le cose che più vi rendono felici è la cosa giusta da fare per prendersi cura della propria serenità mentale. Accettiamo inoltre i nostri limiti fisici e psicologici perché, come abbiamo già detto, i supereroi esistono solo nei fumetti!

Per approfondire l’aspetto psicologico e capire come affrontare lo stress causato dal Covid-19, vi consigliamo la lettura dell’articolo della Dott.ssa Claudia Vincis, psicologa e psicoterapeuta e autrice del blog www.beneficamente.it che ci spiega nel dettaglio a quali conseguenze può portare una situazione simile.

I Guaritori feriti: l’impatto psicologico del coronavirus sugli operatori sanitari

Autore: Dario Tobruk (Facebook, Twitter)

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Fonti e approfondimenti:

  • http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4229
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Reazione_di_attacco_o_fuga
  • https://www.auxologico.it/approfondimenti/cortisolo-lormone-stress
  • https://www.mangiarebene.com/blog/magazine/i-10-migliori-cibi-antistress
  • https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-gestione-stress-operatori

Foto di 1388843 da Pixabay

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Garda, frequenta il Master in Tecniche ecocardiografiche presso UniCattolica di Brescia. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

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