Il tubo endotracheale Spritztube: il presidio che può essere gestito dall’infermiere

L'inventore dello Spritztube Dott. Stefano Checcacci Carboni e l'Infermiera Coordinatrice della Centrale di sterilizzazione Violeta Urukalo

Il racconto dei protagonisti, il Medico Anestesista ideatore Dott. Stefano Checcacci Carboni e l’Infermiera Coordinatrice della Centrale di Sterilizzazione Violeta Urukalo entrambi dipendenti dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza, nell’esperienza d’equipe che ha contribuito alla nascita di questo nuovo, versatile e indispensabile dispositivo: il tubo endotracheale Spritztube.

Questo strumento dalle caratteristiche uniche è il protagonista dello studio comparativo di ultima pubblicazione di dicembre su European Journal of Anaesthesiology.

L’ideatore del nuovo presidio ci illustrerà le caratteristiche e le modalità della sua invenzione, mentre la nostra collega Violeta ci porterà, a comprendere la minuziosa ed interessante attività svolta in un ambiente avvertito da tutti distante dal setting assistenziale abituale per il paziente, che ha rivestito un ruolo importante e specifico nell’elaborazione del nuovo tubo endotracheale: la Centrale di sterilizzazione.

Il tubo endotracheale Spritztube – Parola agli esperti

Qualcosa mancava forse, se un bel giorno un Medico Anestesista si mise in testa l’idea di superare e risolvere alcune problematiche nel suo campo, costruendo ad arte uno strumento geniale: il tubo endotracheale Spritztube.                                                La necessità di migliorare la gestione del paziente nelle emergenze respiratorie, la immediatezza nelle intubazioni difficili, la possibilità di poter ampliarne l’utilizzo anche al personale infermieristico e tanto altro, sostenne e attivò l’ingegno del Dott. Stefano Checcacci Carboni, nella sperimentazione di questo nuovo tubo endotracheale denominato Spritztube, nato circa 6 anni fa.

Cosa è lo spritztube? 

Intervenire nelle urgenze specialmente in quelle extraospedaliere, senza spreco di tempo, è indispensabile per la sopravvivenza del paziente. Proprio in questo lo Spritztube può rappresentare la svolta, mettendo in atto tutta la sua versatilità, tanto da coniugare in unico presidio le già note procedure di intubazione oro-tracheale e ventilazione sovraglottica, per applicazioni a breve termine.

tubo endotracheale spritztube

Il tubo endotracheale, brevetto di Med Europe, è un presidio sovraglottico, con il corpo in silicone armato e mandrinato, risterilizzabile fino a 30 volte; presenta due distinte cuffie di gonfiaggio dedicate: una distale che viene riempita con circa 10 cc di aria per l’occlusione esofagea, ed una prossimale riempita con circa 60 cc di aria per stabilizzare, centrare la cannula e permettere la ventilazione sovraglottica durante la procedura di intubazione fibroscopica.

Il posizionamento di questo dispositivo richiede l’aiuto di un mandrino, che mantiene le cuffie sulla stessa linea, ed è abbastanza rigido da consentire di poter spingere la cuffia distale in esofago oltre il piano glottico. Può essere inserito alla cieca come dispositivo extraglottico o attraverso l’uso di laringoscopia diretta.

È proprio questa la particolarità del prodotto: la possibilità straordinaria ed unica di ventilare il paziente pur non avendo inserito il tubo nel lume endotracheale, ma in modalità sovraglottica ed alla cieca. Ci spiega infatti il Dott. Checcacci Carboni:

Lo Spritztube è un presidio che si utilizza in maniera alla cieca e in modalità sovraglottica, può essere gestito anche dall’infermiere. E’ un presidio che vuole proprio ottenere questo, cioè vuole essere facile da posizionare e riuscire rapidamente a ventilare, in quanto il paziente muore, non perché non si intuba ma perché non si riesce a ventilare.

Ci parli della versatilità del nuovo tubo endotracheale.

Per le intubazioni difficili, questo tubo endotracheale è molto versatile perché permette di utilizzare qualunque presidio presente in commercio: dal laringoscopio, a quello a fibre ottiche, dagli stiletti a f.o. rigidi quali il Bonfils e Video Stiletto Storz, a quelli flessibili. Quindi, non si rinuncia a nulla, e quando si utilizzano ottiche come il Video Stiletto Storz e fibroscopi, il presidio garantisce la permanenza della ventilazione, quindi aumenta il tempo necessario per fare la manovra e permette all’Operatore esperto di insegnarla al meno esperto, quindi di fare scuola in sicurezza per il paziente.

Dottor Checcacci Carboni, molto spesso la fretta può giocare a sfavore, qui ci sono delle novità?

Semplicemente non si ha la fretta di eseguire la manovra per paura che il paziente desaturi, questo consente due aiuti: da una parte il paziente rimane ventilato e quindi non ha problemi, si esegue la manovra con più facilità e più serenità; dall’altra, continuando a ventilare il pz., si crea la camera aerea che generalmente viene perduta quando questi va in apnea, quindi permette a strumenti come il fibroscopio (che perdono parte della loro fruibilità, quando il paziente viene curarizzato ed è in apnea), di essere invece utilizzati in sicurezza e soprattutto al pieno delle loro prestazioni.

Nelle intubazioni difficili lo Spritztube facilita la procedura?

In caso di intubazione non prevista, difficile (quando si esegue laringoscopia, non avendo degli indici predittivi di difficoltà prima della procedura), il presidio permette di essere posizionato come sovraglottico anche sotto visione laringoscopica: io non vedo le corde vocali, ma vedo dov’è l’esofago, quindi lo spingo giù sotto visione, e questo mi permette di essere molto plastico. Oppure nel caso di una laringoscopia su di un’intubazione già prevista difficile (ma che poi alla fine non si rivela tale), basta togliere la parte distale dello strumento con la cuffia e usare il mandrino come il Frova per spingere la parte prossimale in trachea.

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Lo Spritztube protagonista dello studio comparativo

Dott. Checcacci Carboni, lo Spritztube è il protagonista di una pubblicazione sul numero di dicembre di European Journal of Anaesthesiology.                              La sua invenzione, evoluzione specialistica e particolareggiata di un classico tubo laringeo, è stata messa a confronto con la maschera laringea Airway Supreme, in pazienti adulti anestetizzati, riscontrandone l’efficace quanto quest’ultima nel mantenere le vie aeree, con successo e senza difficoltà.

Da dove nasce l’idea dello studio?

L’esigenza era verificare se l’idea sulla quale si basa lo Spritztube, ossia ottenere rapidamente una ventilazione sovraglottica fosse vera, verificabile, fattibile.

Perchè la necessità di tale paragone?

E’ stato comparato con la Maschera laringea Supreme perchè al momento dello studio era il gold standard per quanto riguarda la ventilazione sovraglottica. Per cui si sono voluti constatare gli aspetti, sia di posizionamento, quindi tempistiche e qualità di ventilazione ed anche eventuali complicanze come per esempio dolore, disfagia, dispnea oppure presenza di striature ematiche alla rimozione. Il confronto era valutare anche proprio il posizionamento alla cieca, quindi, valutare il presidio dal punto di vista di inserzione e poi qualità di ventilazione.

Il ruolo della Centrale di sterilizzazione

Procediamo ora ad analizzare il lavoro di un settore forse a molti di noi sconosciuto e sottovalutato, come è stato quello della Centrale di Sterilizzazione coordinata dalla nostra collega Violeta, prima di arrivare al brevetto dell’innovativo presidio.

Violeta, qual’è stata la parte svolta e l’obiettivo che si doveva raggiungere nella Centrale di Sterilizzazione?

Era arrivare alla definizione di una corretta procedura di ricondizionamento del Dispositivo medico Spritztube brevettato; stabilire un processo di analisi attraverso diverse fasi peculiari della prova del riutilizzo: dal lavaggio al confezionamento, dalla sterilizzazione alla tracciabilità, ecc..

Allora questo tubo endotracheale non è come gli altri, non si smaltisce dopo l’uso?

No non è il “solito” tubo oro-tracheale: attraverso opportuni passaggi di ricondizionamento, si arriva al riutilizzo fino a 30 volte.

Un lavoro minuzionso ed impegnativo immagino, con un percorso lungo e non facile.  

Infatti, in accordo con l’azienda produttrice del Dispositivo e l’anestesista inventore, il Dott. Stefano Checcacci Carboni, è iniziato un percorso di collaborazione durato quasi 2 anni.

Ha parlato giustamente della collaborazione sua e del suo staff con l’ideatore dello Spritztube e con l’Azienda produttrice, ma vorremmo sapere se vi sono stati altri protagonisti nel progetto.

Certo, è stata una sinergia e un impegno di diversi attori. La grande sensibilità dimostrata dall’Ente ospedaliero nel quale mi pregio di lavorare, ha permesso che la collaborazione di diverse figure professionali ottenesse il raggiungimento degli obiettivi comuni:

  1. il Comitato Etico per la parte clinica;
  2. gli Anestesisti hanno applicato il dispositivo sul campo selezionando i pazienti;
  3. i Tecnici di Radiologia hanno effettuato i controlli di posizionamento;
  4. la Centrale di sterilizzazione ha eseguito diverse prove di ricondizionamento per definire quello più idoneo.

Ora addentriamoci nel percorso effettivo. Ci illustri brevemente le fasi del progetto.

In Centrale di sterilizzazione sono state fatte le prove di lavaggio con l’utilizzo delle lava strumenti, e diversi prodotti disinfettanti e decontaminanti a lungo e breve termine per identificare quelli più idonei. Le valutazioni riguardavano le eventuali modifiche di forma, colore o altro.

Inoltre sono state definite altre fasi del processo che riguardano:

  • confezionamento;
  • sterilizzazione: valutando i numeri e i cicli di sterilizzazione, e la temperatura con eventuali modifiche di colore, forma e /o tenuta delle cuffie;
  • tracciabilità dei cicli di sterilizzazione attraverso la codifica del tubo.

Dopo aver terminato il percorso, si è proceduto con la stesura della scheda tecnica per inserire nel brevetto un corretto processo di ricondizionamento dei dispositivi classificati pluriuso con un determinato numero di cicli oltre i quali, se superati, non viene garantita l’integrità del prodotto e di conseguenza la sicurezza per il paziente.

Conclusioni

Ringraziamo vivamente per la cortese disponibilità il Dott. Stefano Checcacci Carboni e la nostra collega Violeta Urukalo. Ci hanno illustrato la storia della nascita del rivoluzionario tubo endotracheale Spritztube, che di certo aggiunge elementi interessanti alla grossa polemica nata intorno all’autonomia dell’infermiere nelle emergenze.

Autore: Giovanni Trianni (Linkedin)

 

 

 

 

Fonti:

http://www.spritztube.eu/it/info

https://journals.lww.com/ejanaesthesiology/Citation/2019/12000/

Laryngeal_Mask_Airway_Supreme_vs__the_Spritztube.8.aspx

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Infermiere presso DSM ASL Lecce. Docente, Formatore e Tutor. Master in infermieristica legale forense. Master in Psicologia Investigativa e Scienze Criminali. Membro e collaboratore Ufficio Stampa APSILEF. I suoi lavori spaziano nella sfera legale dell'infermieristica con uno sguardo attento al diritto del lavoro, al rischio clinico, alla malpractice fino alla cronaca sanitaria.

2 Commenti

  1. Praticamente è come il famoso combitube. Han cambiato solo il nome. È un presidio sovraglottico, non è un tubo endotracheale. Boh, non capisco tutto questo clamore, ci sono già altri presidi identici in commercio da anni che vengono utilizzati in tutto il mondo dai paramedici.

    • Il Dott. Checcacci Carboni ha gentilmente risposto al commento:
      “Egregio lei ha torto…. Entrambi i presidi introdotti alla cieca permettono di ottenere rapidamente la ventilazione sovraglottica, ma a differenza di combitube, che una volta inserito come sovraglottico permette solo tale metodica di ventilazione, spritztube una volta posto come presidio sovraglottico invece, permette, aiuta ed assiste con la ventilazione sovraglottica l’intubazione, e modificandosi, utilizza il tubo prossimale per intubare il paziente annullando o quasi le fasi di apnea”

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