“Tutti positivi al Covid”, accade in una RSA campana

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Sono tanti, ora che i casi diminuiscono e le restrizioni allentano la loro morsa asfissiante, gli appelli alla responsabilità da parte di Istituzioni e scienziati: niente assembramenti, distanziamento sociale, uso della mascherina, ecc. Il tutto con la finalità di non ‘giocarsi’ l’estate o di non ripiombare nelle allegre zone colorate che tanto gli italiani stanno odiando.

Gli appelli alla responsabilità

Già, perché anche se il Covid sembra essere più debole, non dobbiamo commettere il grave errore di sottovalutarlo (di nuovo). In tal senso ci è piaciuto l’appello stanco di una collega infermiera, che nella Giornata Internazionale dell’Infermiere ha dichiarato ad AdnKronos: Mi auguro senso di responsabilità da parte di tutti nel non pensare che tutto sia finito.

Spero si continui con comportamenti di buonsenso, proprio perché non è ancora finita. Gli ospedali non sono vuoti. Mi auguro che sia il comportamento responsabile a diffondersi come un virus…

Eppure gli assembramenti e i comportamenti discutibili sono ormai all’ordine del giorno, tra passeggiate nel tepore dei weekend primaverili e feste scudetto in centro città. Eppure c’è chi non vuole vaccinarsi, pretendendo di continuare a lavorare negli ospedali e nelle altre strutture socio-sanitarie.

Eppure… Accade anche di molto peggio, da parte di chi proprio non ti aspetti: chi gestisce una Residenza Sanitaria Assistenziale traboccante di pazienti fragili.

Una realtà agghiacciante

Una ispezione da parte dei Carabinieri del Nas di Salerno presso una RSA avellinese ha portato alla luce una realtà agghiacciante e molto pericolosa: a causa di una scarsa formazione degli operatori, dell’assenza di validi dispositivi di protezione e della mancata applicazione delle misure idonee e previste dai protocolli sanitari per contenere l’epidemia da Coronavirus, “tutti i pazienti, gli operatori sanitari e i dipendenti della citata struttura” sono risultati positivi alla Covid-19 a causa di una “rapida diffusione dell’infezione”. Tutti! Nessuno escluso.

A seguito del sopralluogo, come riportato su fanpage.it, sono state denunciate tre persone: il titolare dell’azienda, il direttore sanitario e il gestore del servizio di assistenza dei degenti della struttura. Tutti deferiti all’autorità giudiziaria da parte dei militari dell’Arma.

La vulnerabilità degli anziani

Il Coronavirus è subdolo. Ed è incredibile quanto riesca a farsi strada nella popolazione anziana, grossa e vulnerabile fetta del nostro tessuto sociale. È anche per questo che dobbiamo proteggerci. È anche per questo che dobbiamo proteggerli. È anche per questo che dobbiamo essere responsabili.

Perché la Covid-19 ha dimostrato di essere una minaccia mai doma, che sembra non mollare nemmeno quando si ritrova barcollante in un angolo e senza più forze.

E che aleggia fiera anche su chi, più o meno consapevolmente, forse con scaramantica spavalderia, sembra nulla temere; o, più semplicemente, cerca solo di risparmiare un bel po’ di quattrini sulla pelle di lavoratori e pazienti, sperando che i controlli non arrivino mai. Beh… Stavolta sono arrivati. 

Autore: Alessio Biondino

“Grazie, infermieri, che dispensate cura e conforto senza prescrizione”

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