4 infermieri aggrediti e presi a secchiate, solo 1 denuncia

Il 12 marzo, giornata nazionale contro la violenza ai danni degli operatori sanitari, si avvicina inesorabile col suo inestimabile carico di sensibilizzazione, ma… Intanto gli infermieri e gli altri dipendenti dei nostri ospedali continuano ad essere aggrediti. Senza pause.

Senza pause

Già, perché tra calci in testadita mozzatesequestri di personatendini recisi, pronto soccorso devastati, malori in seguito alle continue aggressioni e continue minacce, ogni giorno i quotidiani italiani straripano di notizie in tal senso.

Stavolta, all’Ospedale del Mare di Napoli, sono arrivate anche le secchiate. Sì, avete capito bene: secchiate agli infermieri da parte di pazienti e parenti imbufaliti. L’ennesimo, triste, inqualificabile episodio,  si è verificato ieri ed è stato denunciato dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate.

“Trogloditi”

Nel post dell’associazione, firmato dal presidente Manuel Ruggiero, si legge: “Sono le ore 16.30 di oggi pomeriggio quando nel pronto soccorso dell’ospedale di ponticelli un Paziente, già preso in carico in area chirurgica ,attende consulenza urologica per riferita ematuria. (Preso in carico ed eseguito esami radiologici e ematici in meno di 30 minuti).

Spazientito per l’attesa fomenta i parenti fuori al triage che iniziano ad urlare, colpire con calci la porta d’ingresso, entrare impropriamente all’interno del PS urlando ed invocando l’urologo, il personale di accettazione cerca di placarli ma vengono aggrediti, uno di questi viene colpito con un contenitore di rifiuti speciali e i rifiuti speciali vengono sparpagliati nei locali del PS.

Su 4 operatori aggrediti verbalmente e fisicamente solo 1 ha deciso di denunciare l’accaduto alle autorità competenti.

“Non basta la guerra in Ucraina per far capire a questi trogloditi il valore della pace e della ‘non violenza’, educarli da piccoli per avere risultati in futuro, oramai questa generazione è perduta ed avremo strascichi per ancora molti anni”.

Quanti i casi non segnalati?

Solo uno su quattro ha deciso di denunciare… E ciò è particolarmente emblematico. Quanti sono i casi non segnalati? Bella domanda. Come ricordato non molto tempo fa da Carmelo Gagliano, consigliere del Comitato Centrale della FNOPI, “Un recente studio fatto con l’Università di Tor Vergata a Roma, insieme a sette atenei pubblici su tutto il territorio italiano ha rilevato che, in realtà, sono 120-130 mila ogni anno gli infermieri oggetto di aggressioni da parte di pazienti all’interno di presidi ospedalieri, il 75% di loro sono donne.

La maggior parte non denuncia la violenza subita, perché pensa che faccia parte del lavoro. Molti di loro riportano traumi psico-fisici permanenti come la sindrome di burnout o la depressione e finiscono per abbandonare la professione.”

“Aggressioni, quasi il 90% degli infermieri ne è stata vittima”

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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