La gestione infermieristica del dolore ha smesso da quasi due decenni di essere considerata un aspetto accessorio della cura e assistenza del paziente per diventare un pilastro fondamentale del benessere della persona.
Oggi riconosciuto universalmente come il “quinto parametro vitale“, il dolore è una dimensione soggettiva e complessa che non coinvolge solo il paziente, ma l’intero nucleo esistenziale, famigliare e persino spirituale dei nostri pazienti.
Dall’utilizzo delle scale di valutazione alla gestione dei protocolli farmacologici, l’infermiere si pone come garante di un percorso terapeutico che mira a preservare la dignità e la qualità della vita in ogni fase della malattia. In questo articolo scopriamo come.
Indice
Che cos’è il dolore?
Il dolore è una sensazione soggettiva e personale, spesso vissuta come un’esperienza spiacevole che, nell’ambito dell’assistenza domiciliare, coinvolge non solo il paziente ma anche i familiari e i caregiver.
Il dolore è stato riconosciuto come il quinto parametro vitale, in quanto fondamentale per la salute e il benessere della persona.
Secondo la Legge 38 del 2010, il dolore non deve più essere inteso come ineluttabile corredo della malattia, ma come una dimensione della persona che deve essere gestita e trattata in ogni fase del percorso terapeutico. Tant’è che, sulla base di questa legge, oggi i LEA garantiscono le cure palliative e la terapia del dolore, non solo di natura oncologica.
Per l’infermiere, anche il Codice Deontologico (CD) 2025 rappresenta un riferimento normativo essenziale, in particolare in base all’art. 29: “L’infermiere previene, rileva e documenta il dolore della persona assistita durante il percorso di cura. Si adopera per la gestione del dolore e dei sintomi a esso correlati, applicando le linee guida, le raccomandazioni e le buone pratiche clinico-assistenziali, nel rispetto delle volontà della persona stessa“.
La legge raccoglie diversi principi, tra cui l’idea che non esista un dolore tollerabile a priori, ma che ogni paziente abbia il diritto di ricevere un trattamento e una terapia adeguata per il controllo algico. Sussiste, parallelamente, l’obbligo per i sanitari di rilevare il dolore del paziente in maniera e misura appropriata al proprio livello di assistenza, per questo motivo la gestione infermieristica del dolore non è soltanto un esercizio di stile ma un vero ramo dell’infermieristica che richiede vaste conoscenze e grande capacità valutativa e comunicativa.
Come e con quali strumenti si rileva il dolore?
Essendo il dolore un’esperienza soggettiva e in prima persona, praticamente un dato fenomenologico, per rilevarlo e renderlo un’informazione oggettiva vengono utilizzate delle scale di valutazione del dolore. Esistono diverse tipologie di strumenti, come la NRS, la VAS e la scala delle espressioni facciali (per ambito pediatrico). In questo articolo elenchiamo le principali scale utilizzate per la valutazione del dolore.
Nel paziente che non può manifestare indicatori soggettivi in maniera verbale o comunque guidata, si possono utilizzare scale come la PAINAD o la Abbey, che sintetizzano indicatori clinici che ad oggi spesso vengono riassunti in termini quali la “facies sofferente” o la “postura antalgica”, ma che sarebbe meglio identificare singolarmente e seguire in una scala più sensibile e oggettiva anche per il resto dell’equipe.
Negli item delle varie scale eterovalutative (in cui è l’operatore il valutatore), tra i principali fattori di valutazione troveremo:
- Espressione facciale e smorfie
- Respirazione e FR: normale, tachipnea, iperventilazione, intermittente
- Vocalizzazione: lamenti, urla, pianti
- Consolabilità: non necessaria, presente o assente
- Linguaggio del corpo: rilassato, teso, agitato, rigido
- Comportamento, parametri vitali e alterazioni fisiche correlate (artrite, lesioni da pressione, tumore, ecc.)
È utile anche documentare le caratteristiche del dolore, questo per poter disporre di dati e valutazioni che possono aumentare il livello informativo sulla natura e le cause del dolore. Tra le varie caratteristiche abbiamo:
- Intensità: rappresenta la forza del dolore (es. NRS=6, “atroce”).
- Qualità: bruciore, scossa elettrica, crampiforme, sordo, pungente.
- Localizzazione: localizzato (superficiale) o diffuso (viscerale).
- Durata: acuto (legato alla lesione e al danno), cronico (persiste oltre i tempi di guarigione, es. 3-6 mesi), intermittente.
- Irradiazione: la sensazione che l’epicentro del dolore si propaghi in altre aree del corpo.
Come gestire il trattamento farmacologico del dolore?
La gestione infermieristica del dolore si basa anche sul trattamento farmacologico del dolore in diverse misure.
Secondo l’approccio supportato dalle principali raccomandazioni OMS, o anche definita Scala Analgesica a tre gradini, il dolore può essere suddiviso in tre livelli e la terapia farmacologica andrà scelta in relazione alla sua entità e personalizzata in base al paziente:
- Dolore lieve: può essere gestito attraverso paracetamolo e FANS.
- Dolore moderato: trattato con oppioidi minori adiuvati (es. codeina/paracetamolo) o FANS di nuova generazione.
- Dolore severo: trattato con farmaci più importanti in un’ampia gamma che spazia dalle associazioni di ossicodone e paracetamolo al fentanyl, fino alla morfina.
In quanto garante del paziente, l’infermiere è responsabile della somministrazione della terapia, della valutazione del dolore e del monitoraggio della risposta o degli effetti collaterali, come la nausea.
Gestione infermieristica del dolore: casi specifici
Il dolore nel paziente terminale
Che sia a domicilio o in hospice, il dolore psico-fisico è una presenza costante nell’esperienza di fine vita, aggravata dalla mancanza di speranza, dalla paura della morte e dall’attesa stessa del dolore.
Per tale ragione, è necessario che l’infermiere comprenda nel trattamento antalgico anche le dimensioni psicologiche e spirituali, coinvolgendo non solo il paziente ma anche i caregiver e la famiglia.
L’osservazione delle risposte funzionali al dolore intenso è parte della responsabilità infermieristica. Nell’assistenza al paziente terminale, occorre osservare come questa esperienza coinvolga le altre dimensioni, quali il sonno, la nutrizione, le relazioni e il concetto di sé, attuando interventi non solo farmacologici ma anche educativi, relazionali e complementari per ridurne l’impatto.
L’educazione infermieristica, soprattutto nei contesti domiciliari, si concentra fortemente sul familiare che garantisce la presa in carico, specificamente attraverso l’addestramento alla terapia farmacologica, alla valutazione delle risposte e alla comunicazione tempestiva al medico o all’infermiere delle informazioni urgenti, e a quelle che possono essere ritenuti differibili.
Dolore toracico
La presenza di dolore toracico, così come di quello addominale, comporta una valutazione rapida e attenta al fine di non sottovalutare la situazione clinica, potenzialmente a rischio vita per il paziente.
La natura del dolore toracico può essere valutata attraverso la versione italiana della Chest Pain Score (ANMCO-SIMEU, 2009), che analizza localizzazione, carattere, irradiazione e sintomi associati per verificare il rischio di eziologia anginosa.
Ovviamente, la presenza di fattori di rischio correlati alle Sindromi Coronariche Acute (SCA), come diabete, pregresse cardiopatie, età superiore ai 70 anni, sesso maschile o patologie vascolari, indica una probabilità più alta di un evento cardiaco in corso (Frascella, 2018).
Può essere utile chiedere al paziente di fare un respiro profondo e/o eseguire una digitopressione sul punto segnalato, verificando se il dolore si modifica o rimane costante: la costanza del dolore nonostante la modulazione tramite movimento o pressione può ulteriormente rafforzare il sospetto di angina e richiedere pertanto valutazioni di livello successivo, come l’interpretazione di un elettrocardiogramma.
Il primo intervento infermieristico consiste nell’avvertire l’equipe, porre il paziente in sicurezza, eseguire un ECG (per verificare aritmie maggiori e minori) e rilevare i parametri vitali.
Occorre inoltre verificare l’eventuale presenza in terapia di farmaci al bisogno (es. nitroglicerina sublinguale) o di ossigenoterapia (O2T), se prevista dai protocolli.
Per chi volesse approfondire l’argomento, nella figura qui sotto, tratta da “Assistere a casa – Suggerimenti e indicazioni per prendersi cura di una persona malata” di Casale e Mastroianni, Maggioli (2011), un manuale per familiari che vogliono prendersi cura del proprio caro e vogliono migliorare le proprie conoscenze, disponibile sia su Amazon che nel portale Maggiolieditore.it, vediamo 3 diversi tipi di scale (NRS, VAS, e Wong-Baker) per aiutare il paziente terminale a segnalare il proprio livello di dolore nel momento in cui viene chiesto.

Assistere a casa – Suggerimenti e indicazioni per prendersi cura di una persona malata
Assistere a casa
Da chi svolge quotidianamente un lavoro a contatto con le persone malate e i loro contesti famigliari, e che affronta con loro tutto quello che può accadere dentro le case durante l’assistenza domiciliare, nasce questo agile e utilissimo manuale. Non è un testo enciclopedico, non vuole avere, per spirito degli autori stessi, la presunzione di risolvere qualsiasi problema si possa presentare nel corso dell’assistenza domiciliare. Un’assistenza domiciliare non può prescindere dalla possibilità di effettuare a domicilio le cure necessarie ed eventuali esami diagnostici. per questo c’è bisogno di creare un équipe ben addestrata di sanitari coordinati fra loro, di assicurare una reperibilità 24 ore su 24, e di avere la certezza di una base di riferimento, fulcro importantissimo, quale la famiglia e i volontari. Proprio loro infatti rappresentano il raccordo essenziale tra il paziente e il professionista. spesso si trovano a confrontarsi con una realtà diversa, piena di incognite. Devono essere edotti sui diversi aspetti della malattia ma è fondamentale che conoscano il confine entro cui muoversi e quando lasciar posto al personale sanitario. Conoscere significa non ignorare e non ignorare significa non aver paura: una flebo che si ferma non deve creare panico nei famigliari o nel volontario, anche perché essendo loro il punto di riferimento per il paziente sono loro i primi a dare sicurezza e questo avviene solo se si conoscono i problemi. Il testo cerca perciò di porre l’attenzione sulle necessità più importanti, sui dubbi più comuni, sulle possibili situazioni “difficili” che a volte divengono vere urgenze, non dimenticando i piccoli interrogativi che spesso sono sembrati a noi stessi banali ma che, al contrario, sono stati motivo di forte ansia non solo per il paziente ma anche per i famigliari e per i volontari alle prime esperienze. Giuseppe Casale, specialista oncologo e gastroenterologo, è fondatore dell’Associazione, Unità Operativa di Cure Palliative ANTEA, di cui è anche Coordinatore Sanitario e Scientifico. Membro di molte Commissioni del Ministero della Sanità in ‘Cure Palliative’, è autore di diverse pubblicazioni, nonché docente in numerosi Master Universitari. Chiara Mastroianni, infermiera esperta in cure palliative, è presidente di Antea Formad (scuola di formazione e ricerca di Antea Associazione), e membro del comitato scientifico dei Master per infermieri e medici in cure palliative dell’ Università degli studi di Roma Tor Vergata.
Chiara Mastroianni, Giuseppe Casale | Maggioli Editore 2011
15.20 €
Fonti e approfondimenti:
- Codice Deontologico 2025 [FNOPI]
- Rocchetti L. La terapia del dolore: non solo farmaci. [fcrinforma.fcr.re.it]
- Casale, Mastroianni. Assistere a casa – Suggerimenti e indicazioni per prendersi cura di una persona malata. Maggioli (2011)
- Gruppo di Lavoro Servizio Presidi Ospedalieri – Regione Emilia-Romagna. Indicazioni per la valutazione e il trattamento del dolore oncologico. [link]
- Hjermstad MJ, et al. European Palliative Care Research Collaborative (EPCRC). Studies comparing Numerical Rating Scales, Verbal Rating Scales, and Visual Analogue Scales for assessment of pain intensity in adults: a systematic literature review. J Pain Symptom Manage. 2011 Jun;41(6):1073-93. doi: 10.1016/j.jpainsymman.2010.08.016. PMID: 21621130.
Autore: Dario Tobruk (seguimi anche su Linkedin – Facebook – Instagram – Threads)
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