Scale di valutazione del dolore toracico ed esecuzione dell’ECG al paziente

Dario Tobruk 24/05/22
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Come si valuta il dolore toracico in un paziente? E quando è necessario eseguire un’elettrocardiogramma? Tutte le domande sull’argomento troveranno risposta in questo articolo. 

Approccio infermieristico al paziente che esegue ECG

Prima di qualsiasi altro aspetto, prima di ogni intervento, è bene chiarire che il paziente non è un oggetto su cui eseguire un esame di routine prescritto dal medico. Il paziente e l’esame elettrocardiografico dovranno essere presi in considerazione al massimo dell’attenzione del professionista.

L’esecuzione dell’elettrocardiogramma, per quanto possa sembrare semplice da effettuare, è, al contrario, una procedura complessa e composta da più fasi, ognuna con uguale dignità e importanza e che andranno eseguite nel seguente ordine:

Ogni singola fase dell’esecuzione di un elettrocardiogramma può comportare piccoli errori che nel loro complesso possono portare a gravi conseguenze per il paziente, e quindi per il professionista.

A ragione di ciò è essenziale conoscere come approcciarsi correttamente al paziente che esegue un’elettrocardiogramma, in maniera tale che qualsiasi errore sia stato escluso o mai sottostimato.


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Raccolta dati

Per fare un’adeguata diagnosi cardiologica, il medico ha bisogno di contestualizzare il tracciato attraverso molte informazioni: tra questi è ovvio che i dati personali debbano appartenere al gruppo dei dati essenziali che ogni tracciato presenta.

Anzi, risulta obbligatorio che questo sia corredato da nome, cognome, sesso, data di nascita, giorno e ora dell’esecuzione del tracciato, se indicato, inserire anche il codice paziente/cartella.

Anamnesi patologica e parametri vitali

Ancora prima di guardare l’elettrocardiogramma, e per completare il contesto in cui il medico può fare diagnosi, è fondamentale aver chiaro se il paziente conferma o smentisce una precedente malattia cardiaca o aritmica come la fibrillazione atriale o un blocco di branca. Questo al fine di non ri-scoprire qualcosa di già noto.

L’anamnesi farmacologica, l’anamnesi patologica remota e prossima, la raccolta dei parametri vitali come la temperatura corporea, la frequenza cardiaca e respiratoria, la pressione arteriosa e il dolore (chiamato anche il quinto parametro vitale), dovrebbero sempre appartenere alla raccolta dati eseguita prima dell’esecuzione dell’ecg.

Tra i cinque parametri vitali elencati, solo la frequenza cardiaca può essere calcolata dal tracciato. Gli altri parametri vitali partecipano a contestualizzare clinicamente il tracciato in assenza del paziente.

In particolare, la valutazione del dolore toracico, se presente, deve essere perfettamente definita in ogni suo parametro e accompagnare l’esame elettrocardiografico in quanto potrebbe evidenziare in questo modo un infarto miocardico in corso.

Dolore toracico: quando fare l’ECG?

Il dolore toracico, quando presente, è sempre un valido indicatore che giustifica l’esecuzione dell’ECG. Ma la sola presenza del dolore non basta, esso infatti è meritevole di una valutazione attenta e ad oggi, tra i tanti, due strumenti sono fondamentali per un’ottimale valutazione del dolore: la scala NRS e il Chest Pain Score.

Scala NRS

La scala NRS (Downie 1978; Hjermstad, 2011) prevede la richiesta al paziente da parte del professionista sanitario, di autoassegnare un punteggio in base alla propria percezione del dolore in una scala da 0 (dolore assente) a 10 (il peggior dolore provato in vita) con una domanda stereotipata: “Se con 0 si intende nessun dolore e con 10 il dolore più forte provato in vita sua, quanto è il dolore in questo momento?”.

Lo scopo è di oggettivizzare un’esperienza soggettiva e valutare di volta in volta, l’aumento o la diminuzione del dolore spontaneo in seguito ad interventi farmacologici (ad esempio se il dolore si riduce dopo l’assunzione di nitroglicerina sub-linguale).

Chest Pain Score

Il Chest Pain Score (Geleijnse, 2000) è un indice di fattore indipendente di IMA (Sanchis, 2005) che prende in considerazione le caratteristiche del dolore toracico e alcuni sintomi associati ad esso.

Rispetto ad altri metodi seppur validi e sicuramente da integrare al proprio bagaglio professionale, come l’HEART score e l’EDACS (Boyle, 2021), la Chest Pain Score (CPS) richiede informazioni facilmente reperibili poiché rilevate dalla nostra fonte primaria, il paziente.

Per questo e altri motivi, l’autore si sente di consigliare l’uso della CPS quando è necessario stratificare il rischio di ischemia, soprattutto nei casi di dubbio, in quanto risulta lo strumento più affidabile nell’identificazione del rischio di eventi cardiaci maggiori, tant’è che il Position Paper ANMCO-SIMEU (2009) ha proposto uno schema base da utilizzare nei servizi ospedalieri, di più semplice utilizzo, compilabile in pochi minuti rispetto alla versione originale e che aiuta nella discriminazione del dolore tipico in cui la probabilità di angina è ad alto-medio rischio, rispetto al dolore atipico in cui la probabilità è statisticamente più bassa (ma non esclusa!).

Chest Pain Score secondo ANMCO-SIMEU (2009)

Localizzazione

Punti

Retrosternale, precordiale

+3

Emitorace sinistro, collo, mandibola, epigastrio

+2

Apice

-1

Carattere

Oppressivo, strappamento, morsa

+3

Pesantezza, restringimento

+2

Puntorio, pleuritico, pinzettante

-1

Irradiazione

Braccia, spalla, posteriore, collo, mandibola

+1

Sintomi associati

Dispnea, nausea, sudorazione

+2

Come leggere il risultato:

  • CPS < 4 = dolore atipico, bassa probabilità di angina;
  • CPS ≥4 = dolore tipico, intermedio-alta probabilità di angina.


Approfondimento: La presenza di fattori di rischio correlati alle Sindromi Coronariche Acute (SCA) come diabete, pregresse cardiopatie, età >70 anni, sesso maschile, patologie vascolari, possono indicare una probabilità più alta di incorrere realmente in un evento cardiaco in corso (Frascella, 2018).

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Come leggere l’ECG: un metodo per imparare l’elettrocardiogramma

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Autore: Dario Tobruk 

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Dario Tobruk

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