Enteroclisma o clistere evacuativo – Procedure Infermieristiche

Come preparare il paziente ed eseguire un clisma evacuativo efficace.

 La procedura in questo video si basa sui protocolli dell’azienda in cui è praticata e può non corrispondere alla procedura qui sotto elencata. Il video appartiene al canale Youtube ufficiale del Corso di Laurea in Infermieristica di Faenza, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Scuola di Medicina e Chirurgia, Campus di Ravenna. Il video è qui raggiungibile :https://www.youtube.com/watch?v=3BNr79NyyhU

E’ una procedura abbastanza semplice e se compiuta da professionisti non comporta rischi. Al contrario per chi non sa cosa stia facendo l’errore può comportare conseguenze gravissime come la lacerazione della parete rettale e concomitante emoraggia  .

Enteroclisma, lo scopo della procedura è:

  • favorire o indurre l’evacuazione, ammorbidendo le feci
  • instillare nel tratto liquidi o farmaci a scopo terapeutico o pre-diagnostico, o per preparare il paziente a chirurgia.

Il Materiale necessario per eseguire un enteroclisma:

  • traversa e cerata
  • apparecchio per clistere pluriuso o monouso: è composto da un contenitore con acqua a temperatura adeguata (37°-38°), un tubo irrigatore con un morsetto per aprire o chiudere l’irrigazione e una sonda rettale monouso
  • lubrificante idrosolubile
  • guanti monouso e Dispositivi Protezione Individuale come il camice o la visierina
  • padella e/o sedia a comoda
  • garze non sterili
  • biancheria di ricambio
  • occorrente per l’igiene personale
  • asta fleboclisi o piantano per flebo
  • termometro

Procedura dettagliata e motivazioni per effettuare un clisma evacuativo

0. Preparare anticipatamente il materiale necessario (diminuisce il rischio di errori e perdite di tempo).
1. Fornire alla persona le informazioni di competenza relative alla procedura (migliora la compliance del paziente)
2. Garantire il diritto alla riservatezza del paziente (usare paraventi, chiudere la porta, allontanare parenti e persone estranee, ecc…)
3. Proteggere il letto con cerata e traversa.
4. Praticare il lavaggio sociale delle mani ed indossare guanti monouso, camice e visierina (diminuisce il rischio di contagio da materiale fecale)
5. Preparare la soluzione da irrigare secondo le disposizioni cliniche con temperatura tra i 37°- 38°C:

  • verificare la temperatura con il termometro
  • inserire nel contenitore la soluzione
  • aprire il morsetto del tubo irrigatore fino a riempire di soluzione interamente il tubo (far defluire il liquido nel lume per evitare che il volume d’aria comporti distensione addominale e fastidio).

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6. Posizionare la persona sul fianco sinistro con arto inferiore destro flesso (facilita il flusso della soluzione e per gravità il fluido cadrà all’interno del colon)
7. Lubrificare l’estremità della sonda per circa 6 cm della sonda
8. Introdurre delicatamente con movimento rotatorio la sonda nel retto per circa 7 centimetri seguendo la linea ano-ombelico, far respirare il paziente (rilassa il paziente e lo distrae dal fastidio)
9. Posizionare l’irrigatore sull’asta per flebo ad una altezza non superiore a 40-50 centimetri dall’ano.
10. Collegare la sonda all’irrigatore e aprire il rubinetto lasciando defluire lentamente la
soluzione.
11. Durante l’irrigazione, rassicurare la persona ponendo attenzione al manifestarsi di qualsiasi evento non previsto o sintomo avverso.
12. Terminata l’infusione o quando il paziente avverte l’impellenza di defecare (in tal caso la quantità è sufficiente), rimuovere delicatamente la sonda, smaltirla e chiedere alla persona di ritenere la soluzione almeno per 10 minuti.
13. Posizionare la persona sulla padella o sulla comoda se presenta problemi di
mobilizzazione, altrimenti accompagnarla al bagno
14. Dopo l’evacuazione, garantire le cure igieniche alla persona
15. Riordinare il materiale impiegato ed eliminare il materiale infetto monouso
16. Documentare sulla cartella infermieristica quanto effettuato ed eventi o dati da comunicare.

Leggi anche: come posizionare un cateterismo vescicale

Valutazioni finali

Verificare che il paziente avverta benessere (esito positivo della procedura), o se non abbia trovato l’esperienza disagevole o peggio se avverta sintomi avversi come dolore addominale, che nel caso dovranno essere comunicati al medico.

 

 

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Garda, frequenta il Master in Tecniche ecocardiografiche presso UniCattolica di Brescia. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

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