Come eseguire un Enteroclisma o clistere evacuativo: procedura infermieristica

Dario Tobruk 13/12/21
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L’enteroclisma è una procedura abbastanza semplice se compiuta da persone preparate o meglio professionisti. Se vengono rispettate tutte le precauzioni del caso, generalmente non comporta rischi. Al contrario, per chi non ha sufficiente praticità nell’esecuzione del clistere evacuativo il rischio di conseguenze gravissime come la lacerazione della parete rettale e concomitante emorragia è molto alto.

Come eseguire un Enteroclisma o clistere evacuativo: procedura infermieristica

Scopo

  • favorire o indurre l’evacuazione, ammorbidendo le feci;
  • instillare nel tratto liquidi o farmaci a scopo terapeutico o pre-diagnostico;
  • preparare il paziente per interventi chirurgici.

Il materiale necessario per eseguire un enteroclisma:

  • traversa e cerata;
  • apparecchio per clistere pluriuso o monouso: è composto da un contenitore con acqua a temperatura adeguata (37°-38°), un tubo irrigatore con un morsetto per aprire o chiudere l’irrigazione e una sonda rettale monouso;
  • lubrificante idrosolubile;
  • guanti monouso e dispositivi di protezione individuale come il camice o la visierina
  • padella e/o sedia a comoda;
  • garze non sterili;
  • biancheria di ricambio;
  • occorrente per l’igiene personale;
  • asta fleboclisi o piantano per flebo;
  • termometro.

Il manuale dei caregiver familiari

Il presente volume si occupa a tutto tondo del caregiver familiare, per offrire al lettore una specifica e completa caratterizzazione sul piano culturale, sociale, giuridico ed economico di “colui che quotidianamente si prende cura” delle persone care non autosufficienti.

Nel testo vengono pertanto illustrati i benefici di legge già in atto e quelli probabili futuri (tutele previdenziali e sostegno economico).

Inoltre, vengono fornite informazioni clinico-assistenziali di base mirate all’acquisizione e allo sviluppo di abilità e comportamenti specifici per la gestione dei problemi legati alla non autonomia.

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“Ti salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale, ed io avrò cura di te”.Franco Battiato Il presente volume si occupa a tutto tondo del caregiver familiare, per offrire al lettore una specifica e completa caratterizzazione sul piano culturale, sociale, giuridico ed economico di “colui che quotidianamente si prende cura” delle persone care non autosufficienti. Questo significa farlo uscire dalle quinte e parallelamente riconoscerne il ruolo complesso ed articolato, che gli autori intendono agevolare e supportare rispondendo ai suoi diversi bisogni e diritti di conoscenza, informazione e comunicazione. Nel testo vengono pertanto illustrati i benefici di legge già in atto e quelli probabili futuri (tutele previdenziali e sostegno economico). Inoltre, vengono fornite informazioni clinico-assistenziali di base mirate all’acquisizione e allo sviluppo di abilità e comportamenti specifici per la gestione dei problemi legati alla non autonomia. Da ultimo, per rispondere all’esigenza di inclusione ed empowerment, sono stati messi a disposizione i riferimenti di servizi interattivi online, dedicati al contatto, alla condivisione e all’amicizia tra coloro che stanno sperimentando la stessa sofferenza. Il messaggio finale è che senza il caregiver familiare di certo tutto sarebbe più difficile.   Franco PesaresiÈ Direttore dell’Azienda servizi alla persona ASP AMBITO 9 di Jesi (AN). È membro di “Network Non Autosufficienza” (NNA) che realizza annualmente il “Rapporto sulla non autosufficienza in Italia” ed è autore di numerose pubblicazioni fra le quali il volume Quanto costa l’RSA (Maggioli Editore). Blog: https://francopesaresi.blogspot.com/

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Procedura dettagliata e motivazioni per effettuare un clisma evacuativo

  1. Preparare anticipatamente il materiale necessario (diminuisce il rischio di errori e perdite di tempo).
  2. Fornire alla persona le informazioni di competenza relative alla procedura (migliora la compliance).
  3. Garantire il diritto alla riservatezza della persona (usare paraventi, chiudere la porta, allontanare parenti e persone estranee, ecc…).
  4. Proteggere il letto con cerata e traversa.
  5. Praticare il lavaggio sociale delle mani ed indossare guanti monouso, camice e visierina (diminuisce il rischio di contagio da materiale fecale).
  6. Preparare la soluzione da irrigare secondo le disposizioni cliniche con temperatura tra i 37°- 38°C:
    • verificare la temperatura con il termometro;
    • inserire nel contenitore la soluzione;
    • aprire il morsetto del tubo irrigatore fino a riempire di soluzione interamente il tubo (far defluire il liquido nel lume per evitare che il volume d’aria comporti distensione addominale e fastidio).
  7. Posizionare la persona sul fianco sinistro con arto inferiore destro flesso (facilita il flusso della soluzione e per gravità il fluido cadrà all’interno del colon).
  8. Lubrificare l’estremità della sonda per circa 6 cm della sonda.
  9. Introdurre delicatamente con movimento rotatorio la sonda nel retto per circa 6-7 centimetri seguendo la linea ano-ombelico, far respirare il paziente (rilassa il paziente e lo distrae dal fastidio).
  10. Posizionare l’irrigatore sull’asta per flebo ad una altezza non superiore a 40-50 centimetri dall’ano.
  11. Collegare la sonda all’irrigatore e aprire il rubinetto lasciando defluire lentamente la soluzione.
  12. Durante l’irrigazione, rassicurare la persona ponendo attenzione al manifestarsi di qualsiasi evento non previsto o sintomo avverso.
  13. Terminata l’infusione o quando il paziente avverte l’impellenza di defecare (in tal caso la quantità è sufficiente), rimuovere delicatamente la sonda, smaltirla e chiedere alla persona di ritenere la soluzione almeno per 10 minuti.
  14. Posizionare la persona sulla padella o sulla comoda se presenta problemi di mobilizzazione, altrimenti accompagnarla al bagno.
  15. Dopo l’evacuazione, garantire le cure igieniche alla persona.
  16. Riordinare il materiale impiegato ed eliminare il materiale infetto monouso
  17. Documentare sulla cartella infermieristica quanto effettuato ed eventi o dati da comunicare.

Valutazioni finali

Verificare che il paziente avverta benessere (esito positivo della procedura), o se non abbia trovato l’esperienza disagevole o peggio se avverta sintomi avversi come dolore addominale, che nel caso dovranno essere comunicati al medico. Verificare e documentare consistenza, aspetto e colore delle feci, se presenti tracce ematiche, segnalarlo immediatamente e tenere la persona sotto stretta osservazione.

Videoprocedura Enteroclisma

La procedura in questo video si basa sui protocolli dell’azienda in cui è praticata e può non corrispondere alla procedura qui sotto elencata. Il video appartiene al canale Youtube ufficiale del Corso di Laurea in Infermieristica di Faenza, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Scuola di Medicina e Chirurgia, Campus di Ravenna. Il video è qui raggiungibile https://www.youtube.com/watch?v=3BNr79NyyhU

 

Autore: Dario Tobruk (Profilo Linkedin, Twitter)

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