Infermieri autisti anche a Viterbo. Quanti, in tutta Italia?

La questione degli infermieri di automedica veneti costretti a fare anche da autisti (VEDI) per far risparmiare qualcosa all’azienda sanitaria di Bassano, sta generando un incredibile vespaio di polemiche.

Altro che “rimboccarci le maniche”

Dopo che la sindaca Elena Pavan ha esortato gli infermieri a “rimboccarsi le maniche” e a guidare i mezzi senza lamentarsi visto il periodo di difficoltà (VEDI), i sanitari ex ‘eroi’ si sono un po’ inalberati.

Il sindacato Nursind ha infatti tuonato che noi infermieri “non accettiamo lezioni di moralità da nessuno” (VEDI), mentre la SIIET (Società Italiana Infermieri Emergenza Territoriale) ha parlato senza mezzi termini di una “ulteriore mancanza di rispetto verso la professione infermieristica” (VEDI).

Infermieri stupiti… Dalla polemica

Eppure, nei social, gli articoli sull’argomento sono stati commentati da diversi professionisti (e non) stupiti dalla polemica stessa. Nel senso che in molti danno per scontato che l’automedica sia normalmente guidata da un infermiere o da un medico (non formati). Perché, nella maggior parte dei casi, hanno sempre visto fare così.

“Perché, chi dovrebbe guidarla se non l’infermiere?”

“Avete scoperto l’acqua calda: accade ovunque!”

“Non starete esagerando? È normale che guidi l’infermiere.”

“Lo fanno tutti”…?

Di questo tenore, i commenti. D’altronde, lo stesso ideatore della ‘sperimentazione’ degli infermieri-autisti attuata in quel di Bassano (il Direttore Generale dell’Ulss 7 pedemontana Bramezza) ha dichiarato a Reteveneta che “Lo fanno tutti”.

Quanti saranno, quindi, gli infermieri-autisti che, in giro per il bel paese, guidano più o meno consapevolmente mezzi di soccorso e non? Difficile dirlo. Di sicuro, sappiamo che sta esplodendo un altro caso piuttosto imbarazzante in quel di Viterbo.

Viterbo: altri infermieri autisti

Secondo quando denunciato dai sindacati Nursing Up e Cisas ai carabinieri e all’ispettorato provinciale del lavoro, infatti, vi sarebbero Infermieri e impiegati utilizzati come autisti per trasportare emoderivati negli ospedali periferici di Tarquinia, Montefiascone, Acquapendente e Civita Castellana.

Una “reiterata violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro”, che le due organizzazioni ricordano di aver segnalato più volte alla Asl. Tutto ciò avverrebbe, come riportato da Il Corriere di Viterbo, tramite lo strumento delle pronte disponibilità (VEDI) e su chiamata in orari straordinari, quindi al di fuori della mansione e dei limiti stabiliti dal contratto collettivo nazionale del personale amministrativo e infermieristico.

Prassi consolidata in tutti i distretti Asl

Come spiegato dai segretari provinciali Mario Perazzoni e Antonella Pagnani, l’abuso rappresenterebbe una prassi consolidata in tutti i distretti Asl, “che si verifica da anni al di fuori di qualunque situazione di emergenza”.

Ovviamente, Tale personale non è stato sottoposto alla visita preventiva e periodica per la nuova mansione di autista” e non vi sarebbe stata nessuna valutazione circa i rischi relativi “allo svolgimento contemporaneo della mansione di infermiere o amministrativo con quella di autista”.

Straordinari fuori controllo e niente riposi

Nell’esposto dei sindacalisti è riportato come “lo svolgimento della mansione di autista avviene in continuità con il turno giornaliero presso il reparto di assegnazione.

Le attività di autista avvengono in continuità con gli orari di servizio non consentendo le regolari ore di riposo previste tra due turni di lavoro”. E ancora: “I turni di reperibilità e l’attività di autista si sovrappongono ai giorni di riposo settimanale”.

Decine di reperibilità mensili

Ma non solo: vi ricordate quando abbiamo affrontato la questione delle “pronte disponibilità” con i relativi abusi perpetrati dalla Asl (VEDI)? Ebbene… Perazzoni e Pagnani citano un caso limite: un dipendente avrebbe “effettuato 149 di turni di pronta disponibilità nei primi sei mesi del 2021 (20 a febbraio, 39 a marzo, 28 ad aprile, 29 a maggio e 33 a giugno)” quando per legge il limite massimo sarebbe di 6 mensili! Per non parlare dello straordinario, che per alcuni ammonta a più di 200 ore.

Vi aggiorneremo su eventuali sviluppi in merito.

“Rimboccarci le maniche? Noi infermieri non accettiamo moralismi”

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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