La politica è male informata: mancano infermieri, non medici!

A mancare, in Italia, non sono i medici: sono gli infermieri! A certificarlo è stata la Corte dei conti nel report del 2020, specificando che “In termini di numero di medici, il nostro Paese è in cima alle graduatorie europee: operano in Italia 3,9 i medici per 1000 abitanti contro i 4,1 in Germania, i 3,1 in Francia e i 3,7 in Spagna” (VEDI Report).

Non c’è carenza di medici, ma di infermieri

“Diverso il caso del personale infermieristico – si legge nel documento – dove, all’opposto, nel nostro Paese è molto inferiore alla media europea il numero degli operatori laureati e più limitati sono i margini di un loro utilizzo, nonostante il crescente ruolo che questi possono svolgere in un contesto di popolazione sempre più anziana”.

Per non parlare poi delle statistiche come EU, World Bank, OECD, WHO che concordano in toto con l’analisi della Corte dei Conti. Secondo l’OECD, in Italia ci sono troppi medici rispetto alle altre professioni; mentre gli infermieri, come certificato da World Bank e WHO, sono meno della metà di altre nazioni.

Mala informazione

E allora per quale motivo i telegiornali e le più autorevoli fonti di informazione parlano in continuazione di carenza di medici, di abolizione del numero chiuso per l’accesso al corso di laurea in medicina e chirurgia e, addirittura, stiamo andando a pescare medici all’estero (VEDI) e richiamiamo quelli in pensione (VEDI)?

Forzato medico-centrismo

Mistero. O forse no. Certo, anche la categoria dei medici è in sofferenza, non sa più a chi dare i resti e sembra avere diversi problemi circa il carico di lavoro, ma… Sarà mica che in altri paesi molti interventi, procedure e responsabilità non sono ad esclusivo appannaggio del medico, bensì di altri professionisti come gli infermieri?

Sarà mica che qui da noi il forzato medico-centrismo che ancora oggi contraddistingue la nostra organizzazione ha paralizzato la sanità a discapito di altre figure (gli infermieri), mentre i sistemi sanitari di altri paesi (assai meno “belli” e giusti del nostro) si evolvevano?

Politici male informati

Fatto sta che anche i candidati alle prossime elezioni politiche, sempre più confusi, smemorati, male informati e vittime dei loro stessi slogan, dopo le tante accorate promesse profuse durante la pandemia (quando si era col guano fino al collo) stanno dimostrando di non capire un fico secco di sanità, di sbattersene altamente (VEDI) e di essere totalmente impreparati sul tema.

E non solo loro: anche deputati vari e presidenti regionali appartenenti a diversi schieramenti, non fanno che chiedere a gran voce il superamento del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di medicina e chirurgia, come se fossero i medici a mancare all’appello.

Per citare qualche illustre dichiarazione:

  • Spinelli, Fdl: “Noi abbiamo individuato delle priorità. Ne cito alcune: sviluppo della sanità di prossimità e della medicina territoriale, rafforzamento della medicina predittiva e incremento dell’organico di medici e operatori sanitari”;
  • D’Amato, Assessore alla Sanità della Regione Lazio: “È un sistema assurdo. Mancano i medici e impediamo ai giovani di iscriversi. Serve un unico modello formativo europeo altrimenti i nostri giovani saranno costretti a studiare all’estero. Non è possibile che la Francia non ha il numero chiuso e noi si. L’Italia deve svegliarsi”;
  • A. Costa, sottosegretario di Stato alla Salute nel governo Draghi: “Delegare tutto a un semplice test di ingresso credo non sia segno di un paese al passo con i tempi, sopratutto in un momento come questo, dopo due anni di una pandemia che ci ha mostrato come la carenza di personale medico sia una problema al quale si deve dare una risposta, e rivedere il numero chiuso nelle facoltà credo sia un punti di partenza”;
  • Toti, presidente Regione Liguria: “Mentre nei nostri ospedali mancano medici, e questi due anni di pandemia lo hanno ampiamente dimostrato, noi continuiamo a legare l’ingresso ai corsi di studio a un test”;
  • Berlusconi (Forza Italia): “Mancano troppi medici”;
  • Salvini (Lega): “Siamo in emergenza” e “qui (nelle Marche) mancano medici come in tutta Italia”;
  • Ciocchetti (Fdl): “il sistema sanitario nazionale ha un disperato bisogno di medici”.

INFORMATEVI. O ALMENO FERMATEVI. Tanto, peggio di così…

“Finché i servizi sanitari saranno medico-centrici l’infermieristica non crescerà”

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Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

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