Maratona Patto per la Salute 2019/21: le cronache dei tre giorni di ascolto

Maratona Patto per la Salute 2019

di Gaetano Romigi

Direttivo Aniarti – (Associazione nazionale Infermieri area critica)


Roma, 11 luglio 2019 – Per la prima volta operatori della sanità, ma non solo, anche aziende e associazioni di pazienti, sono i protagonisti delle giornate loro dedicate dal Ministero della Salute per confrontarsi sui alcuni punti fondamentali per un adeguato funzionamento del SSN.

Da una parte l’apertura del Ministro Grillo e del suo ministero con l’idea di coinvolgere direttamente i protagonisti per l’elaborazione del Patto per la Salute 2019-2021, dall’altra un’opportunità per i diversi attori di esporre, secondo prospettive diverse idee, proposte, progetti, modelli innovativi, soluzioni a vecchi e nuovi problemi.

Le tre angolazioni sono: il punto di vista di chi opera in prima linea nella sanità pubblica, delle Aziende che forniscono beni e servizi ed infine – a chiusura della Maratona – delle associazioni di cittadini e pazienti fruitori finali. Si delinea in questo modo un nuovo approccio alla salute e un programma ambizioso da parte del Ministero con l’intento di lanciare in sanità un sistema più fortemente partecipativo ed un modello in grado di porre al centro i protagonisti del sistema e raccogliere direttamente da loro istanze e proposte.

Gli Infermieri alla Maratona Patto per la Salute

A questo appuntamento non potevano certo mancare gli Infermieri sia appartenenti alla comunità scientifica (associazioni professionali e società scientifiche) sia alle forze istituzionali e professionali (Ordini) che a quelle sindacali.

Tre minuti per esporre il proprio punto di vista in una sala gremitissima nonostante qualche defezione. Al tavolo il ministro della Salute, Giulia Grillo che assiste attentissima nelle prime ore di un pomeriggio caldo e afoso mercoledì 8 luglio, sostituita poi dal sottosegretario Armando Bartolazzi.

Parte così il primo di tre giorni di “Maratona” per arrivare a chiudere il Patto della Salute, vale a dire l’accordo programmatico e finanziario tra Governo e Regioni per il triennio 2019/2021.

Maratona Patto per la Salute 2019 2021

Tre minuti a testa per far sentire la propria voce

Si può discutere certamente sulla forma, estremamente riduttiva poiché 3 minuti per poter esporre il proprio pensiero su una materia così complessa sono certamente pochi, ma l’iniziativa svoltasi negli Auditorium delle due sedi del Ministero a Roma è senza dubbio senza precedenti.

Per gli Infermieri in particolare rappresenta un’occasione più unica che rara per far sentire la propria voce, per portare le proprie proposte al tavolo del Ministero e condividere con gli interlocutori, attenti a prendere appunti, idee tese ad implementare la qualità e la sicurezza dell’assistenza, a migliorare i livelli di formazione, a innovare l’organizzazione ed infine a divulgare le buone pratiche dell’assistenza infermieristica, spesso misconosciute anche per gli addetti ai lavori.

Tra i rappresentanti del mondo infermieristico, per citarne alcuni, nel pomeriggio dell’8 luglio presso presso l’Auditorium “Cosimo Piccinno” di Lungotevere Ripa hanno espresso il loro pensiero l’Animo, l’Aniarti, il Cid, la Fnopi, Nursind e Nursing up.

Sulla sanità e come migliorarla:

Manuale critico di sanità pubblica

Manuale critico di sanità pubblica

Francesco Calamo-Specchia, 2015, Maggioli Editore

Qual è il contesto complessivo in cui si inquadrano i problemi della Sa- nità pubblica? Quali sono questi problemi, e a quali situazioni ritrovabili in quel contesto è possibile collegarli? Come si può agire per risolverli? Quali azioni generali e più specificamente sanitarie o mediche è...



Aniarti

Aniarti, Associazione nazionale Infermieri di area critica, ha ripreso i punti che il Ministero stesso ha individuato come prioritari sottolineandone tre in particolare:

1) La creazione di reti strutturali 

Secondo Aniarti il contesto nazionale, l’invecchiamento della popolazione e l’innovazione tecnologica aumentano la necessità di deospedalizzare precocemente le persone garantendo sul territorio una maggiore qualità della vita sia al paziente che alla sua famiglia. Le cronicità complesse sono in aumento. Tra queste quelle che hanno necessità di gestione dei bisogni complessi (respiratorio, alimentazione, terapie ecc.) sopravvivono di più e richiedono risposte appropriate e che non siano lasciate alle sole possibilità delle famiglie. Tali risposte debbono poter essere pianificate in team, coinvolgere gli Infermieri con competenze avanzate e specialistiche, e garantire la massima qualità e sicurezza

2) Equità di accesso alle cure

Secondo Aniarti occorre garantire ai cittadini la possibilità di accedere ad elevati standard di assistenza in grado di assicurare sia una migliore sopravvivenza che una migliore qualità di vita. Ad oggi la frammentazione sia organizzativa che negli standard agiti genera sistemi con risposte diverse e disomogenee che purtroppo non determinano l’acceso agli stessi livelli di cura per tutti.

3) Ricerca

Secondo Aniarti anche nell’ambito delle professioni è necessario implementare ed investire sulla ricerca specifica che ha come finalità migliorare e rendere sicura la rete dei servizi forniti. La Formazione avanzata e specialistica, la ricerca e la sperimentazione di modelli operativi ed organizzativi innovativi, il miglioramento continuo della Qualità dell’assistenza ed infine l’aggiornamento continuo delle competenze per gli Infermieri di area critica, così come per tutte le professioni sanitarie, rappresenta una strategia funzionale rispetto alla pianificazione, all’erogazione, allo sviluppo e alla valutazione di prestazioni e servizi. Infine, ma non per questo meno importante, la produzione scientifica a supporto dell’Infermiere per erogare interventi appropriati e secondo evidenze.

Maratona Patto per la Salute 2019

Comitato Infermieri Dirigente

Barbara Porcelli vicepresidente del CID, Comitato Infermieri Dirigente, affronta temi di notevole rilevanza che vanno dall’integrazione Ospedale-Territorio, al contributo infermieristico nella rete delle Cure Primarie, dalla presa in carico dei malati allo sviluppo dell’assistenza domiciliare. Il Comitato Infermieri Dirigente intende occuparsi della ricerca di soluzioni organizzative nuove e al passo con il Management dell’assistenza.

Nursind e Nursing Up

Bottega per Nursind e De Palma per Nursing up hanno insistito su alcuni punti come la revisione delle competenze infermieristiche, l’istituzione dell’Infermiere di Famiglia e la prescrizione farmacologica infermieristica, quest’ultima come già avviene in altri paesi europei li Spagna e Inghilterra.

FNOPI e Sindacati

Anche il rappresentante della Fnopi, Nicola Draoli, affronta nel suo intervento il ddl sull’istituzione dell’Infermiere di Famiglia.

Ci piace notare, per par condicio, che anche la rappresentante della CISL nazionale ha affrontato il tema dell’istituzione dell’Infermiere di famiglia

Altre rappresentanze sindacali si lanciano su una tematica alquanto discussa e dibattuta come il rapporto numerico infermieri/pazienti. Qualcuno auspica normative o regolamentazioni ad hoc e comunque tutti aborrano il “minutaggio” dell’assistenza infermieristica basato su compiti e prestazioni che non rende dignità all’evoluzione della professione infermieristica in termini di funzioni, competenze e responsabilità sempre più ampie.

I sindacati insistono inoltre sulla tematica loro cara del “demansionamento” e sul calcolo del fabbisogno di personale infermieristico e di supporto, tema quest’ultimo estremamente delicato e complesso per poter essere affrontato razionalmente in tale contesto e perciò meritevole probabilmente di uno specifico Tavolo tecnico.

Anche i medici sulla questione infermieristica

Anche tra i medici c’è chi si spinge a trattare temi di pertinenza infermieristica. E’ il caso di Gabriele Peperoni vice presidente del sindacato dei medici Sumaisti che sottolinea la scarsità del personale infermieristico sul territorio auspicando una soluzione del problema.

Alcune delle società scientifiche che rappresentano una corposa fetta di operatori che lavorano nei servizi di emergenza-urgenza sia territoriale (118) che ospedaliera (DEA) come ad esempio SIMEU chiedono di affrontare decisamente e trasversalmente il problema della violenza nei confronti degli operatori. Come non essere d’accordo ?

Per quel che riguarda le società scientifiche mediche rappresentate dalla FISM il coro si trova univocamente intonato sulla penuria di specialisti e sulla necessità di ampliare e riformare la formazione post-laurea.

Sul tema della formazione specialistica universitaria post-base anche gli Infermieri avrebbero molto da dire ma certamente capiamo che non può essere questa la sede opportuna per dirimere tutte le numerose questioni ancora oggetto di dibattito.

Speriamo quindi si sia aperta una breccia per avviare un confronto più profondo e specifico sui diversi temi.

Per approfondire:

Leggi anche:

E’ possibile parlare oggi di Slow Nursing? Iniziamo dai sette buoni propositi.

Condividi
Coordinatore e Tutor Corso di Laurea in Infermieristica e Master area critica – Università Tor Vergata sede ASL Roma 2 – Prof a c. Infermieristica clinica in area critica e Membro Nazionale del Direttivo di Aniarti

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO