Maschera di Venturi: tutto quello che c’è da sapere sulla Ventimask

Maschera di Venturi tutto quello che c’è da sapere, ossigenoterapia e altro
Maschera di Venturi tutto quello che c’è da sapere sulla Ventimask

La maschera di Venturi è un dispositivo utilizzato nell’ossigenoterapia. Rappresenta il sistema più efficiente e sicuro per la somministrazione di O2 a percentuali controllate. Si presta bene per tutte quelle forme di broncopneumopatia cronica ostruttiva (B.P.C.O.) in cui vi è inadeguata ventilazione e conseguente ipossia.

Ossigeno e ossigenoterapia

L’ossigeno è un gas inodore, incolore, insapore, trasparente, leggermente più pesante dell’aria e presente nell’atmosfera terrestre. È vitale per il nostro organismo, l’organo che più ne necessita è il cervello. Il limite di tolleranza in caso di anossia è di circa 3-4 minuti, dopodiché le cellule cerebrali subiscono danni irreversibili.

La somministrazione di ossigeno è la più comune forma di terapia per persone con patologie respiratorie. È un trattamento atto a compensare l’insufficienza respiratoria acuta (IRA) e cronica (IRC). La normale quantità di ossigeno nel sangue arterioso dovrebbe essere compresa tra gli 80mmHg e i 100mmHg, al di sotto di questi valori si parla di ipossiemia.

L’ipossiemia può causare un danno tissutale irreversibile, perciò è essenziale correggerla prontamente con l’ossigenoterapia. Questo, tuttavia, è un trattamento di tipo sintomatico, non tratta la patologia.

Con il termine ossigenoterapia si intende la somministrazione di ossigeno come parte integrante di un trattamento medico. Scopo della terapia è quello di aumentare la concentrazione di ossigeno e quindi, la sua pressione parziale, all’interno degli alveoli polmonari.

Guida al monitoraggio  in Area Critica

Guida al monitoraggio in Area Critica

a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton, 2015, Maggioli Editore

Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.Verrebbe da dire che non esiste area critica senza monitoraggio intensivo. Il monitoraggio non serve per curare, ma fornisce informazioni che permettono o...



Scopo dell’ossigenoterapia

Consiste nell’aumentare la concentrazione di ossigeno, dunque la sua pressione parziale, negli alveoli polmonari in modo da accentrarne il passaggio dallo spazio alveolare al sangue e riequilibrare la tensione nel sangue arterioso.

Obiettivi principali

  • Migliorare l’ossigenazione dei tessuti: aumentando la quantità di ossigeno disponibile nei polmoni dei pazienti, aumenta la quantità di ossigeno nel sangue e negli organi vitali.
  • Ridurre lo sforzo respiratorio nei soggetti dispnoici: la persona affetta da dispnea necessita di uno sforzo maggiore per mantenere adeguato il livello di ossigeno, grazie all’ossigenoterapia il paziente riduce lo sforzo respiratorio.
  • Ridurre lo sforzo cardiaco nei pazienti cardiopatici: l’ipossiemia di norma provoca una tachicardia per via di un meccanismo di compensazione; aumentando la quantità di sangue nei tessuti, il cuore deve compensare l’ipossia. Somministrando ossigeno lo sforzo del miocardio può essere ridotto.

Sistemi di somministrazione dell’ossigenoterapia

Esistono i vari sistemi che permettono di somministrare ossigeno al paziente non intubato. In base all’influsso di aria-ambiente nel sistema e alla presenza di serbatoi inspiratori, i vari sistemi vengono divisi in due gruppi:

  • apparati a basso flusso
  • apparati ad alto flusso

I primi forniscono al paziente un flusso inspiratorio inferiore alla sua richiesta, per questo motivo necessitano di una integrazione di volume da parte dell’aria ambiente. Così la FiO2 varierà molto in dipendenza con le modalità di ventilazione del soggetto, essendo infatti, definibile in questi casi un limite massimo di FiO2 raggiungibile.

Questi sono apparecchi non adatti alla somministrazione di ossigeno a percentuale controllata. I sistemi ad alto flusso, invece, riescono a soddisfare completamente le esigenze del paziente.

Cosa è e come funziona la Maschera di Venturi (Ventimask)

La maschera di Venturi o Ventimask consiste in una maschera di grandezza standard, anatomica, anallergica, in materiale sintetico, flessibile e monouso.

È caratterizzata da un foro cui viene collegato un condotto, dal diametro di 2 cm circa, che termina con una valvola che permette di variare la concentrazione di O2 che si desidera somministrare. La maschera viene infine collegata ad un condotto, anch’esso in materiale sintetico, monouso, anallergico e flessibile che viene fissato ad una fonte di O2. L’impiego del device prevede la presenza di attività respiratoria spontanea da parte del paziente.

È un sistema ad alto flusso, il più efficiente e sicuro per la somministrazione di O2 a percentuali controllate. Il flusso erogato supera circa 4 volte quello richiesto. In questi casi, dunque, la FiO2 è garantita al valore prefissato.

La caratteristica della maschera è costituita da una restrizione nel punto in cui l’aria ambiente si mescola con l’ossigeno, erogando così una miscela adatta alle necessità richieste dal paziente.

Per l’erogazione di costanti concentrazioni di O2, il dispositivo sfrutta l’effetto Venturi: l’O2 sotto pressione passa attraverso uno stretto orifizio che determina un aumento della velocità delle particelle e una riduzione della pressione determinando, una pressione subatmosferica che risucchia l’aria ambiente dentro il sistema, pertanto il 100% dell’aria inspirata in un sistema simile, è sufficiente a compensare tutta la domanda inspiratoria del paziente dal momento che il flusso inspiratorio di ossigeno rimarrà costante.

Variando la misura dell’orifizio ed il flusso, la FiO2 può essere impostata a 24%, 28%,31%, 35%, 40%, 50%,60%, il kit è fornito con ugelli di diversi colori ognuno dei quali corrisponde ad un certo flusso e ad una certa FiO2. I diversi colori non sono universali, bensì differenti a seconda della ditta.

Tuttavia, nei nostri ospedali è comune trovarli nei seguenti colori:

  • Azzurro: 24% – 4 L/min
  • Giallo: 28% – 4 L/min
  • Bianco: 31% – 6 L/min
  • Verde: 35% – 8 L/min
  • Rosso: 40% – 8 L/min
  • Arancione chiaro: 50% – 8 L/min
  • Arancione scuro: 50% – 12 L/min
  • Lilla: 60% – 15 L/min

Oggi è possibile trovare nei reparti ospedalieri anche maschere dotate di un singolo raccordo con uno o due diluitori che in base alla rotazione forniranno diversi flussi.

La maschera deve essere posizionata correttamente, evitando sfiati dai bordi, è possibile stringere la clip metallica in corrispondenza del naso.

È fondamentale controllare il fissaggio dei raccordi (per eventuali perdite) e la presenza di nodi e di clampaggi indesiderati. Una posizione scorretta dell’elastico di fissaggio può portare a irritazione o edema da compressione al volto.

Vantaggi e svantaggi nell’uso della VentiMask

La maschera presenta sia vantaggi che svantaggi nel suo utilizzo.

VANTAGGI:

  • Consente miscele aria/O2 in percentuali fisse e riproducibili
  • Somministra FiO2 con precisione
  • È facile da applicare
  • È indicata nei pazienti con respirazione orale e che presentano necessità di alti flussi

SVANTAGGI:

  • Non adatta per periodi prolungati di ossigenoterapia
  • Rischio di inalazione se c’è presenza di vomito
  • Sensazione di claustrofobia
  • Compromette l’alimentazione
  • Eventuale allergia al policloruro di vinile
  • Può verificarsi condensa nel tubo, con conseguente riduzione del flusso di ossigeno

Fonti:

  • Barbara K.Timby “Fondamenti di Assistenza Infermieristica-Concetti e abilità cliniche di base”.
  • Rowat,A. (2001). Patient positioning and its effect on brain oxigenation. Nursing Times, 97(43),30-32.

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Infermiera neolaureata all’università degli Studi di Roma Tor Vergata. Conclude il percorso scolastico presso un Liceo Artistico di Roma. In seguito si approccia all’infermieristica ed alla cura della persona. Da sempre amante della scrittura e della musica, spera di riuscire ad impiegare la propria creatività nel suo futuro lavorativo.

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