Guida semplice all’interpretazione e calcolo del Rapporto P/F (PaO2/FiO2)

Guida semplice all'interpretazione e calcolo del Rapporto P/F
Guida semplice all'interpretazione e calcolo del Rapporto P/F (PaO2_FiO2)

Il rapporto P/F è un parametro utile per monitorare la gravità di una malattia del parenchima polmonare, la funzionalità polmonare ed eventualmente la risposta ad un trattamento. Viene utilizzato per monitorare condizioni di insufficienza respiratoria polmonare come l’ARDS (sindrome da distress respiratorio acuto) e discriminare la gravità del paziente critico.

Guida semplice all’interpretazione e calcolo del Rapporto P/F (PaO2/FiO2)

Il rapporto P/F è un indice che si ricava dal rapporto tra la PaO2 rilevata attraverso l’esame dell’emogasanalisi, e la FiO2 (in frazione) somministrata attraverso il dispositivo per l’ossigenoterapia prescritto. Per calcolare il rapporto tra la PaO2 e la FiO2 è necessario poter disporre prima dei due dati.

Calcolo del Rapporto P/F

Prima troveremo il dato della FiO2 erogata e poi eseguito un emogasanalisi potremmo disporre anche della PaO2. Iniziamo.

Come calcolare la FiO2 somministrata in base al dispositivo di somministrazione dell’ossigeno terapia

In base al dispositivo di somministrazione dell’ossigenoterapia usato possiamo stimare un valore di FiO2 approssimativo. Segue un elenco riassuntivo delle FiO2 stimate (e non per forza esatte) per tipo di dispositivo, partendo dalla FiO2 in aria ambiente in cui, in percentuale, l’ossigeno si trova al 21%. In crescendo:

  • Aria ambiente:
    • 21% ⇒ 0.21
  • Cannule nasali da 1 a 4 litri al minuto (valori medi e non attendibili):
    • 1/2 l/min = 28% ⇒ 0.28 ≅
    • 3/5 l/min = 35% (30%-40%) ⇒ 0.35 ≅
    • 6 l/min = 44% ⇒ 0.44 ≅
  • Maschera semplice da 5 a 8 litri al minuto (valori medi e non attendibili):
    • 5/6 l/min = 40% ⇒ 0.40 ≅
    • 6/7 l/min = 50% ⇒ 0.50 ≅
    • 7/8 l/min = 60% ⇒ 0.60 ≅
  • Maschera di Venturi (in base alle indicazioni del produttore e secondo flussi prestabiliti), qui un esempio didattico:
    • BLU = 24% a 2 litri/minuto ⇒ 0.24
    • BIANCO = 28% a 4 litri/minuto ⇒ 0.28
    • ARANCIO = 31% a 6 litri/minuto ⇒ 0.31
    • GIALLO = 35% a 8 litri/minuto ⇒ 0.35
    • ROSSO = 40% a 8 litri/minuto ⇒ 0.40
    • ROSA = 50% a 12 litri/minuto ⇒ 0.50
    • VERDE = 60% a 15 litri/minuto ⇒ 0.60
  • Maschera con reservoir (valori medi e non attendibili):
    • con parziale rirespirazione:
      • 7 l/min = 65% ⇒ 0.65 ≅
      • da 8 a 15 l/min = 70% – 80%  ⇒ 0.75 ≅
    • senza rirespirazione:
      • 10-15 l/min = 85% -100%  ⇒ 0.8 ≅ – 1 ≅
  • Sistemi ad alto flusso NIV (CPAP, BPAP):
    • verificare la FiO2 erogata su prescrizione e su indicazioni del produttore e convertire

Cosa è e dove trovare la PaO2

Sul referto dell’emogasanalisi arteriosa troverete un parametro generalmente indicato come “pO2”, indica la pressione parziale dell’ossigeno nel sangue arterioso (PaO2). È misurato in mmHg e il suo valore di normalità è compreso tra 80 e 100 mmHg. Qui in fondo un’immagine esemplificativa di un valore intorno ai 60 mmHg, in un quadro di acidosi respiratoria:

dove trovare la PaO2 all'interno del referto dell'emogasanalisi
dove trovare la PaO2 all’interno del referto dell’emogasanalisi di un acidosi respiratoria?

Come si calcola il rapporto P/F?

Immaginiamo che stiamo assistendo un paziente in acidosi respiratoria, ora che abbiamo a disposizione i due dati, la FiO2 e la PaO2, per calcolare il rapporto P/F basta fare una divisione tra due valori. Usiamo la PaO2 che abbiamo appena trovato nel nostro esempio (PaO2 di 60 mmHg) e ipotizziamo di somministrare al paziente Mario Rossi ossigeno attraverso una maschera di Venturi impostata alla FiO2 di 0.40.

Esempio con paziente respiratorio

Quindi abbiamo:

  • PaO2= 60 mmHg
  • FiO2= 0.40

quindi faremo la divisione tra una Pa02 di 60 mmHg e FiO2 al 40%:

60 diviso 0.40 = 150

Il nostro paziente Mario Rossi presenta un PF di 150 che come vedremo più avanti non è un buon segno. Inoltre, visto l’ipercapnia, il trattamento è veramente efficace? 

Esempio con un paziente sano

Come si presenta invece il rapporto PF di un paziente sano (senza patologie respiratorie) ed eupnoico che presenta all’emogasanalisi una PaO2 di 97 mmHg in aria ambiente (21%)?

Abbiamo:

  • PaO2= 97 mmHg
  • FiO2= 0.21
97 diviso 0.21 = 462

Interpretazione del Rapporto P/F

Il rapporto P/F è l’indice che correla i due valori PaO2 e FiO2 e che può rappresentare un discreto indicatore (non l’unico) per valutare la gravità clinica dell’assistito:

  • un valore intorno ai 400 è indice di funzionalità parenchimale;
  • un valore inferiore a 350 è indice di disfunzione parenchimale polmonare;
  • un valore inferiore a 200 rappresenta un quadro d’insufficienza respiratoria.

N.B. esistono diversi correttori molto più specifici di cui servirsi e il rapporto P/F è solo uno dei tanti fattori da mettere in gioco per la valutazione della gravità del paziente.

 Classificazione della gravità dell’insufficienza respiratoria in base al rapporto P/F

  • quadro lieve se compreso tra 200 e 300.
  • quadro moderato tra 100 e 200.
  • quadro grave quando inferiore a 100.

In ogni caso valori di questo range meritano un approfondimento clinico da parte di specialisti dedicati.

Un caso per capire come utilizzare il rapporto PaO2/FiO2

Paziente con PaO2=85 mmHg e maschera Venturi al 40%, è critico?

Abbiamo detto che una PaO2 in range di normalità è compresa tra gli 80 e i 100 mmHg, il paziente presenta una PaO2 di 85 mmHg dopo aver indossato una maschera Venturi con un filtro al 40% di FiO2 per adeguato tempo. Possiamo ritenere questo valore come un’indicazione di buona funzionalità respiratoria? Facciamo il calcolo:

Pa02 di 85 mmHg / FiO2 al 40% ⇒ 85 diviso 0.40 = 85/0.40 = 212

No, la sola PaO2 non può essere ritenuta un valore di efficacia nel trattamento.

Si usa solo il rapporto P/F?

No, neanche il rapporto P/F è da solo un indicatore di efficace trattamento. È un indicatore generale da correlare a tanti correttori come età e situazione clinica generale ma che, gli farebbero perdere la natura di indice veloce di valutazione dello stato clinico respiratorio del paziente.

È anche vero che, non può essere previsto come unico indicatore dello stato clinico del paziente ma sicuramente è il più rapido e veloce da individuare.

Fonti:

  • Guida al monitoraggio in Area Critica – a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton – Maggioli Editore in collaborazione con ANIARTI – ed. Maggio 2015
  • ventilab.org
Guida al monitoraggio  in Area Critica

Guida al monitoraggio in Area Critica

a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton, 2015, Maggioli Editore

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Autore: Dario Tobruk (FacebookTwitter)

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Foto di Shafin Al Asad Protic da Pixabay

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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