“No vax legati al letto e derisi” dagli infermieri? Parte l’indagine interna dell’Ulss

In questi giorni vi sono state delle nuove, ingiustificate e ingiustificabili secchiate di fango lanciate gratuitamente sul viso e sul nome di quelli che fino a non molto tempo fa erano gli ‘eroi’ della pandemia: gli infermieri italiani.

Tutto è nato da un post social

Già, perché a seguito di uno strano post su Facebook, che denunciava presunti abusi del personale sanitario ai danni di alcuni pazienti no vax avvenuti presso la pneumologia dell’ospedale di Feltre circa tre mesi or sono, l’ira degli internauti si è riversata tutta contro gli infermieri del reparto e non solo: il post è diventato virale e gli insulti verso gli ex ‘angeli’ si sono sprecati.

Legati ai letti, derisi e scherniti

Secondo quanto dichiarato dall’autore del vagito social, pubblicato la mattina del 6 maggio e poi rimosso a fine giornata quando oramai era virale, in quel reparto i pazienti affetti da Sars-Cov2 non vaccinati o o senza dose booster sarebbero stati legati ai letti, derisi e scherniti dagli infermieri. Addirittura, i professionisti si sarebbero sistematicamente rifiutati di dare loro dell’acqua!

Nessun riscontro

La direzione dell’Ulss 1 Dolomiti, a seguito di una segnalazione diretta del suddetto post ricevuta dalla mattinata di venerdì, ha avviato subito un’indagine interna, al momento senza alcun riscontro. E anche la Procura di Belluno, come dichiarato da Antenna Tre, ha ha aperto un fascicolo contro ignoti.

L’infermiere è anche un po’ ‘Mandrake’: soli 4 minuti per la vestizione

Condividi
Infermiere di Emodinamica presso il Policlinico Umberto I di Roma e Redattore per Dimensione Infermiere (Maggioli Editore). Autore della raccolta di racconti "La suocera sul petto e altre storie vere" (Ianieri Edizioni, 2018), del romanzo "Buonanotte madame" (0111 Edizioni, 2014) e coautore del manuale di divulgazione scientifica "Assistenza respiratoria domiciliare - il paziente adulto tracheostomizzato in ventilazione meccanica a lungo termine" (Ed. Universitalia, 2013).

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO