OMS: “la Cina ha nascosto i dati su indagine origini Covid”

Dario Tobruk 02/04/21
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Sono le parole del direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ad alzare ancora il polverone delle polemiche sulla vicenda, secondo il quale il team cinese che doveva fornire i dati per indagare sulle origini del Covid, ha in realtà ostacolato il mandato, impedendo il pieno accesso ai dati grezzi agli esperti dell’OMS.

OMS: la Cina ha nascosto i dati su indagine origini Covid

I principali paesi occidentali tra cui gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno richiesto alla Cina l’accesso a tutti i dati correlati all’epidemia di fine anno 2019. Il team dell’OMS nel rapporto finale, redatto per accertare la natura dell’origine della Pandemia Covid, il cui risultato è in questo articolo, e in cui si sfatava l’ipotesi di una fuga da laboratorio del virus, afferma che, molto probabilmente, il virus sia stato trasmesso dai pipistrelli all’uomo attraverso l’intermediazione di un altro animale, attualmente sconosciuto.

In questa fase d’indagine, uno degli investigatori ha riferito che la Cina ha rifiutato di concedere l’accesso ai dati grezzi dei primi casi di Covid e ciò ha influito negativamente sul rapporto. “Nelle mie discussioni con il team, gli esperti mi hanno espresso le difficoltà incontrate nell’accesso ai dati grezzi“, ha detto Ghebreyesus, direttore dell’OMS. “Mi aspetto che i futuri studi includano una condivisione dei dati più tempestiva e completa“.

Gli Stati Uniti affermano che la Cina abbia intenzionalmente nascosto i dati di prima epidemia, ostacolando la ricerca della provenienza del Coronavirus, e questa impossibilità di comprendere dove, e come il virus abbia avuto inizio, produce ulteriori tensioni tra i paesi occidentali e il grande paese asiatico, ponendo interrogativi sulla trasparenza dell’amministrazione cinese.

Nuove indagini sono necessarie per escludere completamente l’ipotesi “fuga da laboratorio” che attualmente è catalogata come “estremamente improbabilema non impossibile, del resto. “Non credo che la valutazione attuale sia abbastanza ampia“, ha dichiarato il direttore OMS agli Stati membri, “saranno necessari ulteriori dati e altri studi per giungere a conclusioni più solide.”

La cura ai tempi del Covid-19

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Assolutamente possibile che il virus circolasse già a ottobre 2019

Peter Ben Embarek, team leader del gruppo incaricato di trovare risposte in Cina, riferisce che è “assolutamente possibile” che il virus circolasse sin da ottobre 2019 nella città di Wuhan e che si sia diffusa all’estero ben prima di quanto documentato.

Ricordando gli effetti delle leggi sulla privacy, Embarek afferma: “Abbiamo avuto accesso a molti dati provenienti da diverse zone, ma non da tutte. Abbiamo infatti avuto difficoltà ad avere i dati grezzi di alcune aree e ci sono molte buone ragioni per questo“.

L’intervento dell’Unione Europea sull’indagine

Un primo passo importante“, ma questo non basta a placare la sete di risposte che l’Unione Europea attende da queste ricerche che, sempre secondo l’UE, sono iniziate tardi, con troppi limiti e che l’accesso ai dati non sia stato sufficiente.

L’ambasciatore dell’UE presso le Nazioni Unite a Ginevra, Walter Stevens, ha rinsaldato la richiesta dell’Europa con un “accesso tempestivo ai luoghi pertinenti e a tutti i dati umani, animali e ambientali disponibili” al fine di implementare nuovi studi sull’origine del Covid.

Autore: Dario Tobruk (Profilo Linkedin)

Fonte: Reuters Health News, tradotto da Quotidiano Sanità

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