Per chi avranno votato gli infermieri italiani?

Per chi avranno votato gli infermieri italiani?

I pentastellati che superano il 30%, il centrodestra coalizzato viaggia attorno al 36%. Crolla il Pd con il 20%. Non ci sono ipotesi di maggioranza. Possibile la dimissione di Renzi.

Siamo giunti al fatidico 5 Marzo, giorno successivo al voto di prossime politiche nazionali. Escludendo le forze più estreme e meno rappresentative per il popolo italiano e per gli infermieri, la scelta è ricaduta principalmente su tre entità: un partito, un movimento e una coalizione. Gli infermieri italiani, è noto, sono la categoria sanitaria più rappresentativa tra i sanitari, ben 440.000 professionisti iscritti. Qualcosa vorrà pur dire.

Possiamo ben supporre che le scelte politiche di questi ultimi anni, le aspettative, le attese e le promesse avranno in qualche modo influenzato il voto di questa enorme popolazione di elettori. Quanto influisce il nostro “saper essere” professionista nelle scelte di voto? Siamo prima infermieri o cittadini, magari entrambi?

Le scelte vengono influenzate da decine di fattori, è chiaro, ma crediamo che le rivendicazioni della classe infermieristica verteranno verso le migliori opzioni in campo e gli eventi ad essi collegati.

Quali sono queste opzioni?

PD e alleati

Il Pd in quanto partito di Governo negli ultimi anni ha notevolmente influenzato il vissuto degli infermieri, nel bene e nel male, sono stati anni ricchi di avvenimenti. Un eventuale scelta di questa forza politica viene influenzata da almeno quattro fattori:

  • La presenza inedita tra i senatori del PD dell’ex-presidente Ipasvi Annalisa Silvestro, inizialmente rivendicata da tutti gli infermieri come baluardo della professione alla fine osteggiata per non aver fatto la “differenza” che molti si aspettavano facesse.
  • La recente Legge Gelli, ancora misteriosi gli effetti sulla vita dei sanitari. L’intento del legislatore era quello di mitigare gli effetti dei contenziosi tra sanitari e cittadini verso un campo neutro col fine di offrire serenità al professionista e la sicurezza di prestazioni fondate su evidenze e linee guida.
  • l’istituzione del Neo-Ordine atteso da diversi anni.
  • Il rinnovo contrattuale insoddisfacente e lo sciopero indetto dai sindacati di categoria.

Coalizione di Centro-Destra

Se Salvini e Meloni glissano la situazione infermieristica per lo più, il padano riconvertito italiano sembra appoggiare la causa delle forze dell’ordine e noi non potremmo che esserne contenti.

Ma se gli alleati ignorano gli infermieri è il sempiterno Silvio Berlusconi che ha fatto parlare di sé quando dimesso dal “San Raffaele” di Milano dopo un complicato intervento al cuore e un’assistenza impeccabile si sorprese di quanto guadagnasse un’infermiera. A riferirlo fu il medico personale Alberto Zangrillo, che pochi minuti dopo le sue dimissioni dal San Raffaele rilasciò ai cronisti le seguenti impressioni: “in un paio di mesi tornerà in piena efficienza. Quello che mi ha colpito è il suo stupore quando le infermiere gli hanno detto a quanto ammontasse il loro stipendio: ha capito che questo mestiere è economicamente sottovalutato”.

Da quel momento, l’ex-premier, continua a promettere aumenti vortiginosi di stipendi per medici e infermieri. “Scelta dei migliori manager, più sinergia pubblico-privato, piano di riqualificazione per medici e infermieri e revisione del sistema di accesso all’università”. Questo il piano di Silvio Berlusconi per la sanità italiana.

Qualcuno avrà creduto alle sue parole?

Movimento Cinque Stelle

Di Maio vuole bloccare i continui tagli alla sanità fatti dal Governo: “se non li fermiamo la spesa sanitaria scenderà sotto il 6,5% del Pil” a favore di un aumento della spesa e della sanità privata in generale.

Sembra suggerire un potenziamento della sanità pubblica: “Per questo bisogna rifinanziare la Sanità secondo i bisogni dettati dall’invecchiamento della popolazione e investire più risorse nella prevenzione. Le risorse ci sono.”. Sblocco del turn-over e recupero dei fondi economici a favore del lavoro sanitario: “L’aumento dei fondi permetterà di attuare anche un piano da 10.000 assunzioni di personale medico e infermieristico, che in questi anni è stato umiliato dal blocco del turn-over e dall’esplosione delle ore di straordinario. Un medico o un infermiere stressati lavorano peggio e rischiano di cadere più facilmente nella sindrome da burn-out, la qualità del servizio sanitario peggiora, si allungano le liste d’attesa e i pazienti sono spinti verso il settore privato, con effetti deleteri sulle spese che le famiglie devono affrontare e anche sull’equità del sistema.”

Le carte in tavola

Abbiamo accolto in diversi modi la campagna elettorale e votato in altrettanti modi diversi. Ci saremo fatti sentire, ci chiediamo tutti?  Le scelte degli infermieri saranno state univoche al punto tale di aver manifestato un dissenso che sia monito per le forze politiche che hanno o potrebbero vincere?

E voi chi avete votato?

Gli ultimi 20 anni di storia infermieristica:

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



 

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