Turni Infermieristici da 6 ore, l’esperimento svedese: funziona ma costa troppo

esperimento: turni infermieristici da 6 ore

Concluso il famoso esperimento, finanziato dallo stato svedese, in cui per due anni si riducevano i turni infermieristici a sei ore. Una casa di cura ha provato a verificare gli effetti sulla produttività del comparto infermieristico riducendo l’orario a turni infermieristici da 6 ore, mantenendo inalterato lo stipendio mensile. I risultati sarebbero anche positivi ma c’è una notizia bella e una cattiva: funziona ma costa troppo.

Turni infermieristici ridotti e pareggio di bilancio

Gli effetti diretti sul lavoro sono estremamente positivi in tutte le sue caratteristiche. Lo studio ha dimostrato che il personale ha richiesto un numero minore di permessi e malattie, dimostrando maggiore soddisfazione lavorativa e produttività.

Purtroppo questi risultati potrebbero non essere sufficienti a vincere l’onere economico che risulta essere coperto solamente al 50% delle spese. Per far ruotare turni giornalieri da 6 ore la struttura ha dovuto assumere 15 unità infermieristiche in più per un ammontare di circa 600 mila euro.

Gestire una struttura sanitaria?

Guida alla gestione di ipab/asp,  fondazioni, rsa

Guida alla gestione di ipab/asp, fondazioni, rsa

Adelaide Biondaro - Ladi De Cet - Virgilio Castellani - Egidio Di Rienzo , 2015, Maggioli Editore

Adelaide Biondaro Ha maturato un’esperienza di oltre dieci anni come Segretario-Direttore di strutture IPAB 
in provincia di Verona e Vicenza. Oggi ricopre il ruolo di Dirigente del Coordinamento Attività Amministrative Interdistrettuali presso l’Azienda ULSS 20 di...



Difficilmente la maggior produttività del personale può essere quantificata economicamente ed inserita come sostegno al pareggio bilancio di una struttura. Un servizio infermieristico più efficiente ed efficace porta a risultati legati per lo più alla qualità del servizio, dalla soddisfazione del paziente fino alla sua mortalità ospedaliera. Alla lettura dei dati dello studio da parte di persone in malafede ed obnubilate dal dato economico questo può risultare anti-economico. Paradossalmente, visto come un fallimento.

Alla fine del turno di lavoro ero esausta, appena arrivavo a casa mi gettavo sul divano. Ma adesso no: sono più attiva ed ho più energia da spendere nel lavoro e con la mia famiglia”, queste le parole dell’infermiera Lise-Lotte Pettersson al Guardian che si è occupato della vicenda.

Sempre al Guardian Daniel Bernmar, leader del consiglio comunale del partito di sinistra di Göteborg, ha negato che l’esperimento si sia concluso con un fallimento. “Resta ancora da vedere se i costi economici della riduzione dell’orario di lavoro superano i benefici. I costi del trial per l’economia pubblica erano in realtà la metà di quello che abbiamo pensato che sarebbe stato“. Bernmar ha inoltre rimarcato che il progetto si è appena concluso e che il rapporto costo-beneficio è ancora tutto da valutare.

I risultati dello studio svedese. Ma in Italia?

Sarà necessario aspettare ancora qualche mese per avere una valutazione scientifica, chiara ed oggettiva dei risultati del trial. Sappiamo che in molte strutture italiane esistono già versioni molto simili alla turnazione proposta da questo studio: saremo curiosi di sapere come il personale percepisce la propria vita lavorativa. Quindi chiedo e rimando a tutti voi, siete soddisfatti del vostro turno?

 

 

Condividi
Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Garda, frequenta il Master in Tecniche ecocardiografiche presso UniCattolica di Brescia. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO