Un vaccino anti-diabete? Ci sono risultati promettenti in alcuni pazienti

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In un periodo storico nel quale i vaccini sono al centro dell’attenzione di tutti, ecco spuntarne uno contro il diabete. L’obiettivo del vaccino, somministrato a giovani diabetici tipo 1, è quello di rallentare o arrestare la completa distruzione delle cellule secernenti insulina. I risultati sembrano promettenti per uno specifico sottogruppo di pazienti.

Come funziona il vaccino anti-diabete e a cosa serve

Nel diabete tipo 1 il sistema immunitario distrugge gradualmente le cellule che producono insulina, rendendo impossibile l’auto regolazione dei livelli di glucosio nel sangue.

È stato dimostrato che la produzione autogena di insulina, seppur in piccolissima percentuale, migliora significativamente la qualità della vita del paziente, perché elimina le ipoglicemie e riduce il rischio di chetoacidosi.

Cura e assistenza al paziente con ferite acute e ulcere croniche

Quali sono le medicazioni adeguate per un’ulcera da pressione in un neonato” Le vesciche vanno rimosse” Come trattare un’ustione superficiale” Quali sono i segni secondari di infezione” Cosa fare in caso di un’ulcera maleodorante” e in caso di dermatite da incontinenza” Come prevenire le ulcere da pressione del tallone” Quali sono i problemi della ricerca infermieristica nel campo del wound care” Quali sono le caratteristiche cliniche da rilevare” Come si prepara un intervento educativo per un paziente con ulcere” Pensato e scritto da infermieri con una preparazione specifica nei diversi ambiti della cura delle lesioni, questo libro affronta temi particolari e poco conosciuti, ma ben presenti nella pratica quotidiana. Il manuale coniuga le più recenti prove di efficacia – mettendone in luce gli elementi critici e i punti di forza – con l’esperienza degli autori. Il modo in cui sono trattati i singoli argomenti non offre al lettore “ricette facili” (spesso fallimentari), ma fornisce percorsi per trovare soluzioni differenti a pazienti unici. Caula Claudia, infermiera, esperta in wound care, referente ulcere da pressione RSA Vignola (MO). Alberto Apostoli, infermiere, podologo, esperto in wound care. Master in Assistenza Infermieristica in Area Geriatrica. U.O. Chirurgia Plastica, Azienda Spedali Civili (Brescia).

Claudia Caula, Alberto Apostoli | 2010 Maggioli Editore

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Uno studio condotto dall’Università di Linköping, in Svezia, indaga sulla possibilità di rallentare o arrestare la distruzione delle cellule che producono insulina. Iniettando, tramite vaccino, una proteina “bersaglio”, l’azione distruttiva del sistema immunitario verrebbe attratta da questa, piuttosto che incentrarsi sulle cellule.

La proteina oggetto dello studio è il GAD (acido glutammico decarbossilasi), una delle tante contro cui l’organismo sviluppa anticorpi. Iniettando del GAD artificiale nei linfonodi si spera di rendere il sistema immunitario più tollerante verso il GAD autologo, preservando le cellule dalla distruzione.

Risultati promettenti in alcuni sottogruppi di pazienti

Lo studio è stato condotto vaccinando 109 giovani pazienti con recente diagnosi di diabete tipo 1. Sono stati monitorati, prima dello studio ed a 15 mesi: la produzione di insulina da parte dell’organismo, l’emoglobina glicata e la richiesta di insulina esogena.

Precedenti studi evidenziano come i geni HLA (antigene leucocitario umano), che codificano le proteine di superficie delle cellule, hanno un ruolo fondamentale nell’efficacia del trattamento.

E’ emerso, inoltre, che alcuni geni HLA sembrano aumentare il rischio di diabete; altri, invece, come il gene HLA-RD3-DQ2, esponendo il GAD artificiale all’azione del sistema immunitario, sono la chiave di volta per la buona riuscita del trattamento vaccinale.

I partecipanti allo studio che presentano questo gene, che sono circa la metà del totale, hanno sviluppato anticorpi contro il GAD artificiale. Per loro, dunque, la distruzione delle cellule secernenti insulina è, di fatto, più lenta rispetto ai partecipanti che non possiedono questo gene.

I risultati sono promettenti, ma ulteriori studi sono necessari per portare sul mercato un vaccino sicuro ed efficace per poter migliorare la qualità di vita di milioni di pazienti diabetici in tutto il mondo.

Autore: Margherita Ilaria Nuzzaco

Fonte scientifica:

  • Johnny Ludvigsson, Zdenek Sumnik, Terezie Pelikanova, et al. Intralymphatic Glutamic Acid Decarboxylase With Vitamin D Supplementation in Recent-Onset Type 1 Diabetes: A Double-Blind, Randomized, Placebo-Controlled Phase IIb TrialDiabetes Care, 2021; dc210318 DOI: 10.2337/dc21-0318

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