Ossimetria e l’uso del Saturimetro: interpretazione dei dati e interventi infermieristici

Il Saturimetro misura la saturazione dell'ossigeno

Il Saturimetro misura la saturazione dell’ossigeno, SpO2%

il saturimetro e l’ossimetria permettono di rilevare la percentuale di saturazione dell’ ossigeno presente nel sangue in maniera incruenta.  I siti accessibili sono zone riccamente irrorate raggiungibili dal pulsossimetro: dita delle mani, l’alluce del piede o il lobo dell’orecchio.

Lo scopo è quello di rilevare la saturazione fisiologica del paziente e di agire tempestivamente in caso di ipossia (somministrando Ossigenoterapia per esempio).

Il materiale occorrente per rilevare la saturazione dell’ossigeno

è un ossimetro/saturimetro e il kit per rimuovere eventuale smalto presente (potrebbe alterare la rilevazione).

La procedura

  1. Lavarsi le mani, assicurare la privacy e informare il paziente sulla procedura.
  2. Scelto il sito idoneo rimuovere, se presente, lo smalto (con un tampone imbevuto di acetone )
  3. Applicare il sensore già accesso, attendere qualche secondo affinché i valori si assestino, quindi documentare i valori quando si saranno stabilizzati su valori costanti.
  4. Documentare i dati prelevati e l’avvenuta procedura, quindi lavarsi le mani.

Una possibile interpretazione dei dati riguardo la SpO2%

Una saturazione bassa può provocare danni ai tessuti soprattutto quelli cerebrali.

SpO2% > 95%
valore considerato normale necessità solo della routinaria osservazione.

SpO2% tra 91% e 94%
valore potenzialmente accettabile ma deve attivare una valida osservazione, provare a rilevare in altri siti per verificare dati diversi, ricercare segni clinici di ipossia e cianosi come labbra e letto ungueale blu o il livello di vigilanza, rivalutare successivamente.

SpO2% tra 88% e 91%
posizionare il pz in posizione ortopnoica con testata del letto sollevata e stimolare il paziente a respirare profondamente. Valutare la pervietà delle vie aeree respiratorie  e aspirare se necessario. In molti protocolli aziendali e specifici per U.O. vi si prescrivono a questi valori diversi interventi: somministrare O2T a bassi flussi fino a che non si raggiungano valori  >90% e/o eseguire un emogasanalisi. Avvertire il medico se la saturazione non aumenta dopo qualche minuto.

SpO2% inferiore a 87%
Avvertire medico e richiedere la necessità di somministrare 02T, posizionare il paziente in modo da favorire la respirazione: seduto a letto in flower alta, o posizione ortopnoica. Verificare se presenti farmaci che possano deprimere la respirazione come i narcotici e segnalarli al medico. Se le condizioni peggiorano (diminuzione successiva della SpO2%) generalmente per verificare l’attendibilità del dato è necessario un ega, se quest’ultimo conferma il peggioramento clinico, attenersi alle indicazioni del medico e preparare il necessario per l’intubazione o per una ventilazione manuale (con l’uso dell’ambu) in caso di arresto respiratorio.

Attenzione: Verificare sempre il contesto e la storia clinica (ad esempio un paziente con BPCO avrà saturazioni fisiologicamente basse). Un dato decontestualizzato può dare via a errori di valutazione, visto che il pulsossimetro può generare valori errati e indurre un quadro paradossale in cui il valore è inferiore a 88% ma il pz è vigile e la frequenza respiratoria è normale. Valutare sempre ulteriori segni e PV come la frequenza respiratoria o verificare risultati diversi in diversi siti.

N.B.: Ogni azienda stabilisce dei protocolli a cui riferirsi riguardo l’uso e l’interpretazione dei dati ricavati dall’uso del saturimetro. Quella da noi qui elencata ha il solo scopo didattico e dimostrativo di mostrare uno dei possibili modi di intervento. Vi indirizziamo, quindi, ai protocolli dell’azienda in cui lavorate.

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Infermiere di Unità Coronarica presso ASST Desenzano del Garda. Tra i molti interessi, ha una certa vocazione per tutto ciò che viene percorso da "corrente elettrica": computer, macchine, internet. Da grande, nel futuro, spera di curare i cyborg.

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