Al mondo mancano sei milioni di infermieri: urgente investire sulla professione

Al mondo mancano sei milioni di infermieri urgente investire sulla professione

Se abbiamo imparato qualcosa da questa pandemia è che la sanità è più un investimento che un costo. Che uno stato che garantisce una sanità efficiente è uno stato che sorregge anche la sua economia. Ma cosa serve per avere una sanità efficiente? Infermieri. Servono infermieri.

Al mondo mancano sei milioni di infermieri: urgente investire sulla professione

Per garantire una copertura sanitaria universale è necessario formare, remunerare e reclutare almeno 6 milioni di infermieri nel mondo. Per raggiungere quest’obiettivo entro il 2030, secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), il numero totale di infermieri laureati e formati dovrebbe aumentare dell’8% ogni anno.

Inoltre è necessario attuare politiche che mirano ad attirare i giovani a scegliere la professione infermieristica, aumentare la presenza maschile, garantire che questo personale sia assorbito dai sistemi sanitari e spronato a non cambiare professione. Obiettivo difficile da raggiungere visto i recenti sondaggi in cui gli intervistati dichiaravano che preferivano fare gli ambulanti piuttosto che l’infermiere,

Perché mancano infermieri?

La questione più grave è la discrepanza tra lo studio necessario a conseguire la laurea e i vantaggi socio-economici che si ottengono da questi sforzi. Discrepanza di risultati che risulta penosa nei paesi occidentali, deprimente nei paesi in via di sviluppo e nel terzo mondo.

L’educazione infermieristica necessita di percorsi universitari, o comunque di livello avanzato, per un intervallo di tempo di almeno tre anni di formazione. Un enorme investimento di tempo, energie, soldi che crea forti aspettative negli studenti sia dal punto di vista socio-economico, sia da quello personale e professionale.

Aspettative sistematicamente deluse e che creano un racconto negativo attorno alla professione dell’infermiere, non possono che allontanare i giovani più meritevoli verso professioni che promettono maggiori soddisfazioni personali e professionali.

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



Quanti infermieri mancano in Italia?

Il rapporto State of the World’s Nursing Report dell’Organizzazione Mondiale della Salute parla di 332.182 infermieri nel 2017, il 47% dei professionisti sanitari totali, con un incremento di 12.000 infermieri ogni anno.

Il Rapporto OASI 2019 di CERGAS-Bocconi  parla di 5,6 infermieri per 1.000 abitanti in Italia, contro i 16 mediamente in Nord Europa. Non i peggiori in assoluto, Grecia, Polonia e Spagna registrano numeri più bassi ma sicuramente l’Italia è sotto la media europea.

Di certo non mancano medici: con circa 400 medici ogni 100.000 abitanti, il numero dei medici in Italia in rapporto alla popolazione porta il nostro paese al secondo posto in Europa con 240.000 medici. Il rapporto medici/infermieri resta uno dei più bassi dei paesi OCSE: 1,5. In Italia ogni 3 infermieri ci sono 2 medici, un divario di risorse allocate troppo alto e nettamente al di sopra della media occidentale. Rapporto che si può correggere solo in due modi: o riduci i medici o aumenti gli infermieri.

Come migliorare le cose? 10 proposte dalle Nazioni Unite

  1. Aumentare gli investimenti nell’educazione infermieristica
  2. Analisi, raccolta e utilizzo dei dati sulla forza lavoro sanitaria
  3. La mobilità e la migrazione tra i vari paesi degli infermieri dovrebbero essere gestite in maniera da non sfavorire i paesi esportatori di professionisti
  4. Inserire all’interno dei programmi di istruzione e formazione infermieristica, strumenti per progredire verso gli obiettivi di una copertura sanitaria universale
  5. Potenziale la leadership infermieristica e la formazione universitaria utile a questo scopo. L’infermiere non può più essere relegato al solo ruolo di operatore
  6. Gli infermieri devono partecipare a definire gli obiettivi strategici in termine di salute pubblica nei contesti sanitari in cui lavorano
  7. Garantire condizioni di lavoro dignitoso per gli infermieri: ambiente favorevole, remunerazione adeguata, benefit per infermieri che operano in ambienti difficili
  8. Garantire l’equità di genere in tutti i fronti
  9. Favorire i sistemi burocratici, di riconoscimento delle professionalità acquisite dagli infermieri
  10. Gli organi istituzionali devono essere coinvolti e con loro i ministeri della sanità e gli altri ministeri competenti (come istruzione, immigrazione, finanza, lavoro). Oltre a tutti gli altri attori interessati dal dialogo pubblico e privato

Autore: Dario Tobruk (FacebookTwitter)

Fonti:

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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