Cercasi infermiere volontarie: “Non paghiamo, ma garantiamo soddisfazione personale”

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Non paghiamo (d’altronde sono tutti volontari, ndr). Ma possiamo garantire soddisfazione personale. Passate parola, ci contiamo”. È con battute come questa rivolte ai media e ai social che la Protezione civile di Falconara sta cercando di individuare delle nuove infermiere per garantire un minimo di turnover alle altre professioniste che, impiegate dal 12 aprile scorso nella vaccinazione anti-Covid della popolazione presso il centro sociale Leopardi, iniziano ad essere decisamente stanche.

Mancano delle ‘Meravigliose’ infermiere volontarie

“Da quella data ci siamo uniti con altre organizzazioni di volontariato del territorio per gestire il punto di vaccinazione falconarese, con l’obiettivo di agevolare i cittadini, dapprima gli anziani soli o comunque in condizioni di difficoltà. E poi tutti gli altri. Non è stato semplice, a causa della costante incertezza della disponibilità dei vaccini da parte dell’Asur” spiegano.

Ma adesso “Le meravigliose infermiere che prestano servizio al centro sociale Leopardi hanno necessità di rifiatare. Aiutateci a trovarne altre”, dichiarano. E ammettono: “Siamo in sofferenza. Le nostre bravissime, encomiabili, meravigliose infermiere hanno necessità di rifiatare, sono rimaste in poche. Aiutateci, senza di loro non abbiamo la possibilità di continuare. Basta solo la disponibilità di qualche turno, tre ore quando disponibili”.

Il centro vaccinale va a gonfie vele

Ma le professioniste ‘bravissime, encomiabili, meravigliose’ dovranno essere disposte a prestare la loro opera a titolo gratuito, ‘ovviamente’, visto che si tratta di un servizio volontario. Parliamo di una ‘macchina’ entrata a pieno regime già da un po’, che produce numeri importanti e che smorzare sarebbe un vero peccato.

Il centro Leopardi, infatti, con le 164 vaccinazioni di ieri, ha raggiunto quota 4033 e l’attività procederà spedita anche nella giornata di oggi (sabato), per cui vi sono ancora degli slot di prenotazione disponibili. Altresì, è possibile iscriversi per la giornata di mercoledì 23 data in cui il centro riprenderà la sua attività.

E ciò sempre sperando che la presenza di personale infermieristico affamato solo di ‘soddisfazione personale’ sia sufficiente. Lo slogan ‘Non vi diamo soldi, ma soddisfazione’, per molti infermieri potrà apparire irritante e forse addirittura un insulto, ma… Forse è il caso di sorriderci su senza fare troppe polemiche.

Proviamo a sorridere

Già, perché come si legge su Il Resto del Carlino, in barba a qualsivoglia compenso economico il sorriso è la prima cosa: “Ed è verissimo sul tema della soddisfazione. Perché chi esce da lì, che sia qualcuno che vaccina del personale o che sia un vaccinato, lo fa sempre col sorriso sulle labbra e con la soddisfazione, in un verso o nell’altro, dell’aver aiutato la comunità ad uscire dall’incubo emergenza”.

Proviamo a sorridere, quindi. Perché quella in atto è un’emergenza sanitaria (anche se oramai, da tempo, ha assunto chiari caratteri di cronicità) e perché lo ‘spirito di servizio’ che ci contraddistingue  non può che farci sentire in dovere, a prescindere, di partecipare all’immunizzazione della popolazione.

Proviamo a sorridere, anche se hanno ricominciato a riempirci di botte e a sbeffeggiarci con ingiustificabile ignoranza; anche se siamo stremati, pochi, amareggiati per le tante promesse non mantenute e consapevoli del fatto che finché ci sarà chi lavorerà gratis o a condizioni contrattuali/economiche terribili, i riconoscimenti che tanto bramiamo come categoria di professionisti difficilmente arriveranno.

Proviamo a sorridere. Perché al di là di tutto… Siamo infermieri.

Autore: Alessio Biondino

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