Linee Guida Infermieristiche: cosa sono, a cosa servono e come usarle

Linee Guida Infermieristiche cosa sono, a cosa servono e come usarle
Linee Guida Infermieristiche cosa sono, a cosa servono e come usarle

Le linee guida infermieristiche: cosa sono e a cosa servono? Quali sono i requisiti essenziali affinché le linee guida possano aiutare l’infermiere a prendere le migliori decisioni in base al contesto clinico? In questo articolo spiegheremo cosa è una linea guida nel mondo dell’infermieristica.


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Qual è la definizione di Linea Guida Infermieristica?

La definizione più nota di Linee Guida è quella formulata dall’Institute of Medicine nel 1992 che le definisce come:

“raccomandazioni di comportamento clinico, sviluppate mediante un processo di revisione sistematica della letteratura e delle opinioni di esperti, con lo scopo di aiutare i medici e i pazienti nelle decisioni sulla gestione appropriata di specifiche condizioni cliniche”.

Nel contesto sanitario moderno che vede lo sviluppo della professione infermieristica, ma anche la nascita e lo sviluppo di altre professioni sanitarie, la precedente definizione si avvia a diventare obsoleta, lasciando spazio per una nuova definizione di linea guida infermieristica che possiamo raccogliere da nuove proposte più generali:

“raccomandazioni elaborate a partire da una interpretazione multidisciplinare e condivisa delle informazioni scientifiche disponibili, per assistere medici e pazienti nelle decisioni che riguardano le modalità di assistenza appropriate in specifiche circostanze cliniche” ( proposto da R. Grilli nel Piano Nazionale Linee Guida).

Naturalmente le linee guida vengono prodotte per aiutare non solo i medici e i pazienti, ma anche il personale infermieristico e sanitario, rendendo l’attività clinica più omogenea riducendo la variabilità dei comportamenti, quando questi non siano motivati. Inoltre da ricordare la differenza tra linea guida e protocollo.

Una linea guida infermieristica deve sostanzialmente assistere nel momento della decisione clinica ed essere di ausilio alla pratica professionale in quanto fornisce una sintesi delle migliori evidenze scientifiche disponibili in quel momento. Dovrebbe inoltre essere flessibile intendendo con questo, la capacità di adattarsi a situazioni anche molto diverse fra loro.

Linee guida infermieristiche: a cosa servono?

Tale flessibilità diventa indispensabile affinché il professionista possa esercitare il suo giudizio clinico caso per caso e possa coinvolgere il malato nelle decisioni da assumere. Ciò è essenziale quando esistano diverse opzioni terapeutiche e la scelta fra esse si basi non solo sul giudizio del clinico, ma anche sulle necessità e sulle preferenze dell’assistito.

Quindi per rispondere alla domanda a cosa servono le linee guida infermieristiche:

  • funzione di educazione, formazione ed aggiornamento in quanto queste rappresentano una sintesi critica delle informazioni scientifiche disponibili sulla efficacia degli interventi sanitari;
  • creare le condizioni per rendere possibile il monitoraggio della pratica clinica individuando i comportamenti clinici più appropriati, il loro utilizzo ed i conseguenti risultati ottenuti;
  • la promozione del miglioramento continuo dell’attività assistenziale in quanto le linee guida sono fondamentali strumenti a base di una azione di governo clinico.

Quali sono i requisiti delle linee guida infermieristiche?

Di seguito verranno riportati i requisiti desiderabili per una linea guida, elencati dall’ Institute of Medicine (Guidelines for Clinical practice: from their developement to use, Washington DC, National Academic Press, 1992 ):

  • Validità: la linea guida è valida se porta al beneficio atteso;
  • Riproducibilità: è riproducibile quando esperti diversi arrivano alle medesime conclusioni a partire dalle medesime evidenze scientifiche ed utilizzando lo steso metodo;
  • Rappresentatività: dovrebbe essere prodotta con un processo che determini il coinvolgimento di diverse figure professionali e non interessate al problema;
  • Applicabilità: dovrebbe essere applicabile a popolazioni di pazienti definite rispetto alle evidenze scientifiche e/o esperienza clinica;
  • Flessibilità: dovrebbe esplicitare le situazioni cliniche che fanno eccezioni rispetto alle raccomandazioni ed indicare in quali circostanze le preferenze dei pazienti debbono essere prese in considerazione;
  • Chiarezza: dovrebbe essere scritta con un linguaggio chiaro e presentata in formato che ne faciliti l’uso nella pratica clinica
  • Documentazione: dovrebbe indicare chiaramente coloro che hanno partecipato alla sua produzione, la metodologia utilizzata e le evidenze scientifiche prese in considerazione
  • Forza: dovrebbe segnalare la qualità delle evidenze scientifiche sulle quali si basano le sue raccomandazioni
  • Aggiornamento: dovrebbe prevedere in quali circostanze si renderà necessario il suo aggiornamento.

Autore: Dario Tobruk (Profilo Linkedin)

Fonte:

  • L’infermiere – Manuale teorico-pratico di infermieristica – Cristina Fabbri – Marilena Montalti, Maggioli Editore
  • Cosa sono le Linee Guida (tratto e rielaborato da Plebani M., Trenti T. Linee guida e audit: strumenti di Governo Clinico nell’organizzazione sanitaria. In: Plebani M, Trenti T. eds. Praticare il Governo Clinico: qualità, efficacia e professionalità in Medicina. Torino: Centro Scientifico Editore, 2002 pp. 23­54)

Leggi anche:

Linea Guida e Protocollo: quali sono le differenze?

 

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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