Il passaggio di consegne infermieristiche: implicazioni assistenziali e prospettive nell’interesse di cura

passaggio di consegne infermieristiche
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Il passaggio di consegne infermieristiche: 

implicazioni assistenziali e prospettive nell’interesse di cura

di Dr. Gaetano ROMIGI – Coordinatore, Docente e Tutor Corso di Laurea in Infermieristica e Master Università degli Studi di Roma Tor Vergata Sede ASL Roma 2 – Polo Formativo S.Eugenio


Non è facile approfondire un tema, spesso sottovalutato nell’organizzazione del lavoro e nel contesto di un team multi-professionale in ambito sanitario, quale il passaggio di informazioni e comunicazioni attraverso le consegne infermieristiche. 

A seconda dei diversi setting di cura sono molte e complesse le implicazioni assistenziali correlate al passaggio di consegne. La trasmissione inefficace di dati e informazioni infatti può condurre alla frammentarietà delle cure, a ritardi od omissioni nell’esecuzione di procedure diagnostiche, terapeutiche ed assistenziali, ad un aumento del rischio di complicanze ed errori ed infine ad un prolungamento della degenza ospedaliera con conseguente aumento della spesa sanitaria oltre che del disagio sociale delle persone assistite.

Nonostante ciò le prospettive per un miglioramento del processo di assistenza infermieristica non possono che passare attraverso due aspetti fondamentali: da una parte l’aumento della consapevolezza da parte del professionista Infermiere circa l’importanza strategica del passaggio di informazioni al fine di assumere responsabilmente decisioni per i pazienti e dall’altra la necessità di ricercare la massima efficacia negli strumenti di comunicazione e trasmissione delle consegne.

In sostanza si tratta di comprendere come la realizzazione di un efficace, condiviso e strutturato sistema di scambio di dati e informazioni tra i colleghi di un equipe, e/o tra equipe diverse, permetta di memorizzare più a lungo le informazioni, di dedicare più tempo alla pianificazione dell’assistenza e di garantire massima sicurezza agli utenti.

Per assicurare ciò è fondamentale possedere conoscenze di base su cosa si intende per efficace comunicazione all’interno del sistema sanitario ed in particolare come la trasmissione di informazioni può avvenire sia nelle situazioni di ordinaria amministrazione, sia nelle situazioni di urgenza-emergenza, sia nell’assistenza infermieristica di base così in quella specialistica o in area critica ed infine in contesti ambientali assai diversi tra loro quali l’Ospedale, il Territorio o il Domicilio.

La storia dell’infermiere fino ad oggi:

Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo

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Caterina Galletti, Loredana Gamberoni, Giuseppe Marmo, Emma Martellotti, 2017, Maggioli Editore

La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situazioni, avvenimenti ed episodi accaduti in tempi a noi più vicini; si tratta di una lacuna da colmare perché proprio nel passaggio al nuovo millennio...



Le consegne infermieristiche e la “continuità di cure”

Con il termine generico di consegne infermieristiche solitamente si fa riferimento a quelle modalità con le quali è possibile il passaggio di dati e di informazioni tra colleghi di una struttura teso a garantire in primis una “continuità” delle attività assistenziali. La continuità del percorso di cura e assistenza all’interno della stessa equipe oppure tra equipe di reparti, servizi e unità operative diverse è funzionale ad assicurare al paziente una presa in carico globale e ad impedire l’insorgenza di problematiche lungo tutto il percorso di cura.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2007 con il “Communication during patient handovers” ha posto in evidenza il processo di trasmissione delle informazioni, relative al paziente, tra professionisti, con lo scopo di assicurare la continuità e la sicurezza della cura. A supporto di questo diverse ricerche negli ultimi 10 anni hanno dimostrato che, con l’ausilio di metodi standardizzati, vi può essere un notevole miglioramento qualitativo delle informazioni trasmesse.

Le consegne infermieristiche e la sicurezza del malato

Come accennato le consegne infermieristiche sono un elemento molto sottovalutato e sottostimato, poiché pur esistendo strumenti standardizzati, precisi e stabili, questi non sono tuttora considerati come indispensabili per una corretta, sicura ed ottimale gestione del percorso.

Nei servizi sanitari è sempre più crescente l’attenzione data ai processi di trasferimento dei pazienti tra strutture e unità operative e la conseguente presa in carico da parte di altri colleghi o di altre equipe professionali. E’ sempre più crescente, anche se per altri motivi, l’attenzione agli errori, ai danni e alle complicanze che si possono verificare in momenti particolari, quali ad esempio il cambio turno degli operatori.

Queste situazioni sono frequentemente la conseguenza di una scarsa attenzione alla comunicazione e alle modalità con cui essa avviene, nonché agli strumenti usati per renderla sicura. Alcune volte le criticità risiedono nella scarsità di informazioni trasmesse, altre volte in anomalie della trasmissione stessa che, come detto, generano incomprensioni, errori, interpretazioni di dati false e fuorvianti.

Certamente un fattore che aumenta l’eventualità di una trasmissione inefficace di informazioni può essere l’aumento delle competenze avanzate e specialistiche richiesto a tutti gli operatori e l’elevato livello di complessità assistenziale dei pazienti, dei loro familiari e dei caregiver, non soltanto per le situazioni di instabilità clinica, ma anche per fattori correlati alla persona, alla sua autonomia, alla sua storia, al grado di comprensione e partecipazione al progetto di cura e al percorso tra ospedale, territorio e domicilio.

Metodi in uso per la trasmissione delle consegne infermieristiche

Come già sottolineato negli ultimi anni alcuni operatori e ricercatori hanno effettuato diversi studi per la ricerca di nuove soluzioni efficaci ed efficienti nella trasmissione delle consegne infermieristiche. Molti di questi studi concordano nell’affermare che le modalità di trasmissione delle informazioni da un operatore ad un altro si differenziano per gli strumenti con cui avvengono e per il setting assistenziale cui si riferiscono.

Solitamente nelle varie unità operative delle aziende ospedaliere, si fa uso generico delle consegne infermieristiche. Fino ad oggi queste rappresentano lo strumento di comunicazione e sono considerate come una vera e propria forma di documentazione formale che consente di trasferire da un cambio turno all’altro, dati e informazioni necessarie per garantire una sequenza temporale di azioni spesso continue e ripetute.

Questa forma di documentazione però non risulta essere per niente affidabile, pertinente e precisa. Spesso è scritta senza seguire un determinato e prefissato criterio, se non quello temporale, in assenza totale di un linguaggio unico e standardizzato e senza un format che abbia una logica legata all’ambito assistenziale in cui viene utilizzata. Si tende inoltre a scrivere la consegna in maniera quasi personalizzata, spesso trasmettendo dati o informazioni poco utili e pertinenti, sottostimando ciò che invece risulta essenziale al fine di pianificare, migliorare e valutare decisioni ed azioni.

l’Organizzazione Mondiale della Sanità, enfatizza l’importanza della consegna infermieristica, contestualizzandola alla diversità del percorso di cura e assistenza. Il concetto innovativo risiede nella responsabilità di individuare ed adottare le modalità e gli strumenti per garantire un passaggio di dati che consenta, anche ad operatori diversi e in ambienti diversi, di prendersi carico dello stesso paziente, di proseguire l’assistenza in sicurezza evitando errori dai quali possano scaturire danni, complicanze o addirittura morte del malato stesso (OMS, 2007).

La standardizzazione e l’uso di strumenti informatici, possono costituire un valido ausilio allo scambio di informazioni tra persone, operatori e professionisti.

Comunicare con l’assistito

Comunicazione e salute

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Giovanni Muttillo, Elisa Crotti, 2008, Maggioli Editore

La comunicazione è per definizione sfaccettata e mutevole. Da un lato si connota come comunicazione interna, incentrata e viva nel cuore dell'organizzazione, poco percepibile per chi sta all'esterno. dall'altro lato evolve come comunicazione interpersonale. Infine la grande sfida, la...



Consegne a letto del malato

Il metodo da preferire in tutte le strutture ospedaliere dovrebbe essere la consegna al letto del paziente, come suggerito da molti ed autorevoli studi del settore, ma coinvolgere i pazienti stessi nell’attività richiederebbe specifiche competenze e abilità e sarebbe utilizzabile solo in determinate condizioni.

Per far si che venga adottata una modalità pertinente, efficace e produttiva da questo punto di vista, vanno presi in considerazione vari fattori in relazione al modello organizzativo dell’assistenza, alla pratica clinica e alla tipologia dei pazienti presi in carico.

Si tratta di approfondire un tema molto caro alle istituzioni sanitarie al fine di garantire Qualità e Sicurezza delle cure e dell’assistenza erogata da tutti gli esercenti le professioni sanitarie, così come recita la recente Legge n. 24 di marzo 2018, meglio conosciuta come Legge Gelli.

Consegne infermieristiche e “valutazioni degli outcomes assistenziali”

Molto importante per gli Infermieri è anche lo stretto legame esistente tra le informazioni raccolte e trasmesse e la possibilità di valutare gli esiti delle cure. Troppo spesso la professione infermieristica si è trovata di fronte ad un problema antico: la scarsità delle informazioni che riguardano le azioni infermieristiche.

Per il futuro l’uso di metodi e strumenti nuovi e sperimentali deve poter garantire anche questo aspetto assolutamente funzionale rispetto al miglioramento della Qualità e della Sicurezza dell’assistenza infermieristica e rispetto ad un continuo processo di ricerca e sviluppo sia operativo che organizzativo.

IL Metodo SBAR

Tra le metodiche in uso e sperimentali ricordiamo ad esempio il metodo SBAR, il Metodo Bedside handover, il metodo delle 5 P, quello Pop ed infine Isbar e Isobar.

Il metodo S.B.A.R. (Situation, Background, Assessment, Reccomandation), permette di trasmettere in breve tempo tutte le informazioni utili ed essenziali.

Fu ideato dalla Marina Militare degli Stati Uniti come metodo comunicativo sui sottomarini nucleari consentendo l’invio di messaggi chiari e comprensibili sia in situazioni ordinarie che di pericolo. Negli anni ‘90 tale metodo è stato introdotto in ambito sanitario allo scopo di migliorare la qualità delle cure e garantire la sicurezza del paziente. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), mettendo in evidenza l’importanza di utilizzare un metodo strutturato nelle consegne Infermieristiche, nel 2007 ne suggerisce l’utilizzo.

Consiste in una tecnica comunicativa facile da ricordare, che garantisce una comunicazione strutturata e coerente tra gli operatori. Permette, grazie ad un modello, una sequenza ben precisa di informazioni e una diminuzione degli errori, ottimizzando l’assistenza.

Gli obiettivi del metodo sono:

  • Ridurre le barriere comunicative tra diverse discipline e livelli professionali
  • Creare un modello adatto a tutti i pazienti e a tutte le situazioni sia di routine che di criticità
  • Favorire la stesura sintetica e organizzata della consegna scritta
  • Ridurre l’incidenza di informazioni mancanti
  • Ridurre il tempo per la trasmissione delle consegne

Il metodo è costituito da moduli in formato checklist e  si presta a tutte le modalità di comunicazione: faccia a faccia, telefonica e scritta.

I contenuti della comunicazione sono i seguenti:

  • SITUATION (Situazione) – cioè identificazione del paziente e del problema;

  • BACKGROUND (Contesto) – cioè breve storia clinico assistenziale;

  • ASSESSMENT – (accertamento) – cioè come si presenta il paziente in questo momento e quale si ritiene possa essere il problema;

  • RECCOMENDATION – (Raccomandazioni) – cioè quali interventi devono essere eseguiti.

In particolare in area critica, il metodo SBAR è stato oggetto di sperimentazione da parte di ricercatori Infermieri italiani e oggetto di studi frutto della collaborazione scientifica tra il Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Genova diretto dalla Prof.ssa Loredana Sasso, il Cecri (Centro per la Cultura e la Ricerca Infermieristica) dell’OPI di Roma, diretto nel 2014 dal Dr Gennaro Rocco e recentemente anche l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata rappresentata dalla Prof.ssa Rosaria Alvaro.

Anche i colleghi Infermieri Martina Biscaro e Maria Benettorn, hanno pubblicato per conto della società scientifica Aniarti uno studio nel numero 1/2014 della rivista Scenario, organo ufficiale dell’Associazione nazionale Infermieri di area critica, in cui si esaminano le implicazioni delle consegne infermieristiche tra personale del 118 e personale di Pronto Soccorso. 

Risulta essenziale quindi che la trasmissione delle informazioni avvenga in maniera completa e corretta, rapida ed efficace. L’obiettivo dello studio osservazionale-descrittivo citato delle due ricercatrici è stato quello di indagare le modalità di passaggio di consegna dell’equipaggio sanitario (non volontario) dall’ambulanza agli infermieri del Pronto Soccorso e successivamente, confrontare tale metodo con il metodo SBAR (“Situation”, “Background”, “Assessment”, “Recommendation”) consigliato in letteratura e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Da questo confronto che ha studiato 121 passaggi di consegne emerge che la maggior parte dei soccorritori non rispetta un ordine progressivo nel passaggio delle consegne e nel 30% l’ordine è completamente casuale. Adottare un modello standardizzato nel passaggio di consegne può migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’intervento. L’utilizzo del metodo SBAR anche in emergenza potrebbe essere la soluzione, in quanto favorisce la trasmissione delle informazioni in maniera semplice, completa, sintetica e ordinata.

Le consegne infermieristiche e il setting assistenziale

Come accennato le operazioni dedicate al passaggio di consegne permettono di poter lavorare garantendo i massimi livelli di sicurezza, utilizzando un linguaggio unico e condiviso, e consentono la trasmissione delle informazioni in maniera standardizzata.

Quando parliamo di comunicazione e passaggio di dati, handoff o handover, così come è definito nel mondo anglosassone, facciamo riferimento a tutti quei momenti in cui vi è la necessità di conoscere dati e informazioni. Tra tutte le situazioni possibili in cui vi è la necessità di trasferire informazioni che siano essenziali evitando la probabilità di non sapere o di cadere in errore, uno dei momenti più delicati e critici, in cui è fondamentale ricevere una giusta comunicazione è rappresentato dalle situazioni di urgenza-emergenza, dall’assistenza al paziente critico, quando è facile un repentino deterioramento delle condizioni cliniche e/o uno scadimento delle condizioni psico-relazionali del paziente, specie nei reparti di area critica come l’emergenza territoriale, il Pronto soccorso, le Terapie intensive, le sale operatorie d’urgenza ecc.

Linguaggio unico, condiviso e standardizzato

Da diversi studi è emerso che in questi casi la tradizionale consegna è per lo più imprecisa, incompleta non pertinente e non idonea per il flusso di informazioni che dovrebbe garantire, non oggettiva, imprecisa, ma soprattutto si è rivelata illeggibile per la mancanza di un linguaggio standardizzato e unico.

Ognuno tende a scrivere ciò che è necessario o che può essere importante senza seguire un criterio di stesura, inoltre ognuno tende a scrivere in maniera personalizzata senza un linguaggio unico per tutti. L’attenzione quindi si sposta sull’osservazione di nuovi strumenti di consegna, di tipo standardizzato che vanno a sostituire del tutto il vecchio metodo e garantiscono una buona trasmissione di informazioni.

La comunicazione messa in pratica con l’utilizzo dei metodi standardizzati risulta essere una comunicazione efficace e completa, ovvero consente di fornire tutte le informazioni rilevanti senza aggiungere dettagli non necessari, risulta chiara e usa un linguaggio comprensibile e una terminologia condivisa.

Si presenta breve e concisa evitando di dilungare in dettagli superflui e non pertinenti che potrebbe andare a confondere il quadro, Inoltre è un modello per lo più tempestivo, ossia un modello utilizzato prontamente in caso di situazioni d’emergenza senza perdere tempo per la successiva fase d’azione.

Tali metodi possono essere utilizzati in varie situazioni che variano a seconda del contesto e quindi ovviamente i contenuti della comunicazione variano a seconda dell’obiettivo e degli attori coinvolti, ovvero i diretti interessati. Un passaggio di consegne da un reparto all’altro richiede, per esempio una più approfondita valutazione, la quale è tesa a fornire precise informazioni anamnestiche e situazionali.

Conclusioni

Per concludere, possiamo dire che l’aspetto importante da prendere un esame è proprio l’inefficacia e l’inefficienza della consegna infermieristica di tipo tradizionale e la necessità da parte degli infermieri di apportare modifiche al fine di migliorare questo aspetto della pratica infermieristica.

Quasi tutti gli studi sono concordi nell’affermare che l’uso appropriato di un modello standardizzato apporta non solo novità e cambiamenti, ma consente sia al personale che ai pazienti in cura di avere maggiore sicurezza nell’assistenza che viene erogata. Con un buon flusso di informazioni e un corretto passaggio di dati all’interno dell’equipe o tra equipe diverse si riesce a garantire la massima sicurezza e un alto livello qualitativo di cure e assistenza, specie come detto per i pazienti critici.

In conclusione al di là del significato tradizionale del passaggio di consegne, il tema delle modalità di raccolta e trasmissione dati e informazione a colleghi dello stesso reparto o servizio o di reparti e servizi diversi risulta un tema assai dibattuto nella comunità scientifica e professionale infermieristica sia a livello internazionale che nazionale, perché le sue implicazioni riguardano due sfere apparentemente tra loro lontane rappresentate dalla qualità e sicurezza delle cure e dalla valutazione degli outcomes di assistenzia infermieristica. 

Per quanto concerne il primo dei due aspetti è indubbio che una necessità è quella di evitare errori, danni, complicanze per il paziente in modo tale da ridurre i contenziosi e i risarcimenti economici. A questo va aggiunto che la nuova normativa, cioè l’introduzione lo scorso anno della Legge n.24, conosciuta come Legge Gelli, ha imposto una attenzione da parte di tutti gli esercenti le professioni sanitarie alla sicurezza tramite l’uso di buone pratiche e Linee Guida e attraverso un radicale cambiamento delle modalità della prassi infermieristica che deve essere congruente rispetto all’evidenza scientifica (EBN) e rispetto alla pratica clinica (EBP).

Per quanto concerne invece il secondo punto vi è la necessità di definire meglio qual è lo specifico professionale infermieristico, quali sono le competenze, le responsabilità di un Infermiere, ma soprattutto le conoscenze e le abilità avanzate e specialistiche richieste in particolare per chi opera in settori specifici.

Affinchè questo sia possibile l’Infermiere ha l’imperativo di dover dimostrare gli esiti delle sue azioni e per farlo necessita di una sistematica raccolta dati, di una congruente analisi da cui trarre informazioni assolutamente indispensabili per tutti i processi di ricerca, sperimentazione, sviluppo e miglioramento continuo della qualità di cure.

Solo misurando gli esiti sarà possibile dimostrare ad esempio che la presenza di un Infermiere con competenze avanzate e specialistiche può rappresentare un valore aggiunto in grado di fare la differenza tra la routinaria e confusa attività assistenziale e una pratica clinica basata su prove di efficacia.

Leggi anche:

Migliorare la comunicazione tra professionisti? Usa la tecnica SBAR!

PER APPROFONDIRE

  • Aiken L. Sloane D. Bruynell L. Van De Heede k, Griffiths P. et al. (2014) Nursing staffing and education and hospital mortality in nine European countriesLancet, 383: 1824-30.

  • Bini C. et al, “L’efficacia della consegna infermieristica al letto della persona assistita (bedside handhover)”, in Collegio Ipasvi di Brescia (La fucina delle evidenze), 2016.

  • Biscaro M., Benetton M., Il passaggio di consegne tra Emergenza Territoriale e Pronto Soccorso: studio osservazionale con metodo SBAR, Scenario, 1/2014, 40-47

  • Bonds RL., 2018. SBAR Tool Implementation to Advance Communication, Teamwork, and the Perception of Patient Safety Culture. Creative Nursing 2018 May 1;24(2):116-12

  • Doran D. Harrison MB. Laschinger H. Hirdes J. Rukholm E. Sidani S. et al. (2016) Relationship between interventions and outcome achievement in acute setting. Research in Nursing & Health, 29 (1): 61-70.

  • Drachsler H. et all, “The handover toolbox: a knowledge exchange and training platform for improving patient care”, in BMJ Quality Safety, 2012.

  • Fabbro E., 2014. Metodi a confronto nel passaggio delle consegne: il metodo SBAR. Soc Medicina Generale Udine

  • Germini F., Vellone E.,Venturini G., Alvaro A., Gli outcomes del nursing: strumenti per rendere visibile l’efficacia dell’assistenza infermieristica, Professioni Infermieristiche, Vol. 63, /n. 4, Ottobre – Dicembre 2010, pag.205;

  • Hohenhaus S., S.J. (2016), ”Enhancing Patient Safety During Hand Offs, in Standardized communication.

  • Müller M, et al., 2018. Impact of the communication and patient hand-off tool SBAR on patient safety: a systematic review. British Medical Journal 2018 Aug 23; 8(8)

  • Palese A.,Beltrame ER. Bin A. et al. (2008) Esiti sensibili alle cure infermieristiche: analisi della letteratura. Assistenza Infermieristica e Ricerca, 27 (1): 33-42.

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  • Sermeus W. Aiken L. Van De Heede K. Rafferty A. Griffiths P. et al. (2011) Nurse orecasting in Europe (RN4CAST): rationale, design and methodology. BMC Nursing, 10:6.

  • DIMENSIONE INFERMIERE, Di Caudo Martino, Le consegne infermieristiche e l’informazione erronea: sanzioni penali e civili correlati, 22/05/2017

https://www.dimensioneinfermiere.it/ecco-cosa-sapere-delle-consegne-infermieristiche-e-informazione-erronea/

http://www.infermiereonline.it/passaggio-consegne-infermieri-corsia-efficaci-sicure/

  • Legge 8 marzo 2017, n.24, Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonche’ in materia di responsabilita’ professionale degli esercenti le professioni sanitarie. 

  • Nuovo Codice Deontologico dell’Infermiere approvato dal Consiglio Nazionale della FNOPI Federazione Nazionale degli Ordini delle professioni Infermieristiche, a Roma nella seduta del 13 aprile 2019 , Articoli n° 15, 19, 20, 21, 28, 29 e 33

  • Linee Guida del Ministero della Salute su rischio clinico ed errori dalla n.1 alla n. 17
  • Università degli studi di Padova, Corso di laurea in infermieristica, Facoltà di Medicina e Chirurgia, “Selezione ed organizzazione delle informazioni cliniche da trasmettere nelle consegne infermieristiche”, Laureando Chiaramonte L., Relatore Elodie L., AA 2014/2015.

  • Università degli studi di Roma Tor Vergata, Corso di laurea in Infermieristica, Facoltà di Medicina e Chirurgia, “Sperimentazione del metodo SBAR quale garanzia del corretto passaggio di consegne infermieristiche”, Laureando Illiano R., Relatore Ricci S. e Zuchi E., AA 2014/2015.

  • Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Corso di Laurea in Infermieristica, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Aspetti applicativi, implicazioni e prospettive assistenziali nel passaggio di consegne infermieristiche in area critica, Laureando Virzì G, Relatori Romigi G e Ricci S, AA 2017/2018

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Coordinatore e Tutor Corso di Laurea in Infermieristica e Master area critica – Università Tor Vergata sede ASL Roma 2 – Prof a c. Infermieristica clinica in area critica e Membro Nazionale del Direttivo di Aniarti

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