Posizione antishock e posizione di sicurezza laterale, a cosa servono?

Posizione antishock e posizione di sicurezza laterale cosa sono e a cosa servono
Posizione antishock e posizione di sicurezza laterale cosa sono e a cosa servono

In caso di malori, svenimenti e perdita di coscienza, il posizionamento della persona che necessita di soccorso è fondamentale per prevenire ulteriori complicazioni. In questo breve articolo spieghiamo cosa è, a cosa servono e come si usano la posizione antishock (anche detta posizione di Trendelenburg) e la posizione laterale di sicurezza.

Posizione antishock o posizione Trendelenburg

In caso di un malore correlato a bassa pressione arteriosa, come nel caso della sincope o della pre-sincope, quando non sono presenti traumi, sia che il paziente sia cosciente, semicosciente o del tutto incosciente (ad esempio nel caso di un colpo di calore), la posizione più consigliata per assistere un infortunato è la posizione antishock o anche chiamata Trendelenburg.

Lo scopo di questa posizione è favorire la perfusione degli organi vitali come cervello, cuore e reni, quando la bassa pressione possa comportare una bassa distribuzione ottimale dell’organismo. Il meccanismo di azione è lo sfruttamento della gravità al fine di riportare il sangue verso quelle gli organi fondamentali fino al rientro di una pressione ottimale che perfonda tutto l’organismo in autonomia.

Posizione antishock o posizione Trendelenburg

Come effettuare la posizione antishock?

  • l’uso di un letto articolato permette di sollevare le gambe e abbassare il torso;
  • sollevare le gambe di 30-45°, (mai più di 30 cm dal piano della testa) di un paziente atterrato in sicurezza, e mantenendo il capo basso:
    • le gambe possono essere sollevate da un soccorritore;
    • o possono essere sostenute da sedie e cuscini (verificare che siano in sicurezza e ben salde sul supporto per evitare che cadendo da quell’altezza comportino un ulteriore danno).

Ricordiamo che esistono anche diversi rischi nel mantenere per troppo tempo la posizione antishock, in quanto la gravità agisce anche sugli altri tessuti come quello polmonare e cerebrale comportando, in alcuni pazienti, difficoltà a respirare, ansia e cefalea.

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Posizione laterale di sicurezza

La posizione laterale di sicurezza è un particolare posizionamento per prevenire, nell’infortunato incosciente o che ha subito un incidente, ulteriori complicanze. Lo scopo principale della posizione di sicurezza è evitare soffocamenti, mantenendo libere le vie respiratorie e immobilizzando la persona con una posizione auto-supportante.

Prima di posizionare il paziente in sicurezza è necessario sapere che la scelta di adottare questa posizione andrebbe valutata da un esperto, in quanto ci sono molte controindicazioni alla movimentazione, quando ciò non è possibile:

  • non spostare un infortunato in cui si ha la certezza, o anche solo il sospetto, di un trauma alla colonna vertebrale in quanto lo spostamento dell’asse potrebbe comportare un ulteriore aggravamento del trauma con esiti di paralisi a vita;
  • lo spostamento di pazienti traumatizzati ha un rapporto rischio/beneficio vantaggioso solo in caso di rischio di soffocamento per ab-ingestis di sangue, vomito e altri fluidi.
  • il paziente incosciente senza respiro o senza battito cardiaco non deve essere posizionato in sicurezza ma devono essere iniziate immediatamente le manovre rianimatorie (in posizione supina) e chiamati i soccorsi.

Come si effettua la posizione laterale di sicurezza?

  1. Posizionarsi a lato dell’infortunato:
    • scegliere il lato in base al maggiore vantaggio rispetto a traumi o altre evenienze;
    • controllare che non vi siano oggetti in bocca (ad esempio la dentiera), eventualmente estrarre;
  2. Piegare il ginocchio al lato opposto al proprio ed estendere il braccio dell’infortunato che si trova accanto a sé;
  3. il braccio del lato opposto va posizionato tra la guancia e la spalla in modo da immobilizzare la posizione;
  4. mantenendo allineata l’asse della colonna vertebrale, ruotare l’infortunato verso di sé applicando una forza parallela da spalla e bacino
  5. al posizionamento verificare che la mano appoggi la guancia al pavimento e che la gamba sia ben posizionata sul pavimento senza pressioni eccessive su un unico punto;
  6. chiamare immediatamente i soccorsi;
  7. verificare continuamente la presenza di respiro e battito cardiaco.

Autore: Dario Tobruk (Profilo Linkedin)

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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