Triage ospedaliero a 5 codici: rivoluzione annunciata nel Lazio.

Gaetano Romigi 01/11/19
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Triage ospedaliero a 5 codici: rivoluzione annunciata nel Lazio.

di Gaetano Romigi – Direttivo nazionale Aniarti 


 

Quando si discute dell’organizzazione del Sistema dell’Emergenza non si possono non considerare questioni come la comparsa di nuovi bisogni assistenziali, l’invecchiamento progressivo della popolazione, i lunghi tempi d’attesa diversi da regione a regione, ma anche tra un’azienda sanitaria e l’altra, le difficoltà nello gestire il sovraffollamento e il fenomeno della violenza verso gli operatori nei pronto soccorso, la necessità di dirottare i pazienti meno gravi sul territorio, il dibattito sul pagamento del ticket per i codici bianchi, le resistenze all’introduzione di innovazioni tecnologiche, l’auspicabile integrazione tra tutti gli attori coinvolti.

I dati della Regione Lazio

Nel Lazio negli ultimi dieci anni vi è stata una progressiva e graduale diminuzione degli accessi totali nei Pronto soccorso che sono diminuiti di 200 mila unità: nel 2018 sono stati in totale 1.928.168 gli accessi nella rete dell’emergenza regionale e di questi 3,1% in codice rosso, 27% in codice giallo, 65,2% in codice verde e il 4,3% in codice bianco.

Circa l’88% ha registrato una permanenza al pronto soccorso inferiore alle 12 ore. Per quanto riguarda infine le modalità di accesso il 15,6% dei pazienti sono giunti con i mezzi dell’Ares 118 e il 78,8% con mezzi autonomi. Al tempo stesso vi è stato un aumento della complessità in particolare per quanto riguarda i codici gialli e i codici rossi.

Nuovi codici di priorità in Pronto soccorso, l’evento.

E’ in questa cornice che si è svolta il 28 Ottobre scorso presso la Sala Tirreno della Regione Lazio in Via Rosa Raimondi Garibaldi, alla presenza dell’Assessore Alessio D’Amato, la giornata denominata “Nuovi codici di priorità in Pronto soccorso e sistema di Teleconsulto nelle reti di emergenza” dedicata alla presentazione ufficiale dei nuovi Codici numerici/colore della rete dell’Emergenza.

L’evento si è svolto alla presenza di molti tra gli Operatori e i Responsabili direttamente e indirettamente coinvolti nei processi di gestione, organizzazione, formazione e addestramento delle reti dell’Emergenza.

Preso l’impegno da parte della Regione di reinvestire 6 milioni di euro nella Rete dell’Emergenza anche integrando ed ottimizzando le risorse umane attualmente impiegate e introducendo importanti innovazioni tecnico-informatiche.

Guida al monitoraggio in Area Critica

Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.Non può esistere area critica senza monitoraggio intensivo, che non serve tanto per curare quanto per fornire indicazioni necessarie ad agevolare la decisione assistenziale, clinica e diagnostico-terapeutica, perché rilevando continuamente i dati si possono ridurre rischi o complicanze cliniche.Il monitoraggio intensivo, spesso condotto con strumenti sofisticati, è una guida formidabile per infermieri e medici nella cura dei loro malati. La letteratura conferma infatti che gli eventi avversi, persino il peggiore e infausto, l’arresto cardiocircolatorio, non sono improvvisi ma solitamente vengono preannunciati dal peggioramento dei parametri vitali fin dalle 6-8 ore precedenti.Il monitoraggio è quindi l’attività “salvavita” che permette di fare la differenza nel riconoscere precocemente l’evento avverso e migliorare i risultati finali in termini di morbilità e mortalità.Riconosciuto come fondamentale, in questo contesto, il ruolo dell’infermiere, per precisione, accuratezza, abilità nell’uso della strumentazione, conoscenza e interpretazione dei parametri rilevati, questo volume è rivolto al professionista esperto, che mette alla prova nelle sue conoscenze e aggiorna nel suo lavoro quotidiano, fornendo interessanti spunti di riflessione, ma anche al “novizio”, a cui permette di comprendere e di utilizzare al meglio le modalità di monitoraggio.   A cura di:Gian Domenico Giusti, Infermiere presso Azienda Ospedaliero Universitaria di Perugia in UTI (Unità di Terapia Intensiva). Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Master I livello in Infermieristica in anestesia e terapia intensiva. Professore a contratto Università degli Studi di Perugia. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane ed internazionali. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.Maria Benetton, Infermiera presso Azienda ULSS 9 di Treviso. Tutor Corso di laurea in Infermieristica e Professore a contratto Università degli Studi di Padova. Direttore della rivista “SCENARIO. Il nursing nella sopravvivenza”. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.

a cura di Gian Domenico Giusti e Maria Benetton | 2015 Maggioli Editore

15.00 €  12.00 €

Triage ospedaliero a 5 codici e teleconsulto

Dopo l’uscita delle Linee di Indirizzo Nazionali sul Triage Intraospedaliero (Accordo Stato-Regioni del I Agosto 2019 – Rep. N.Atti 143/CSR), la Regione Lazio quindi è la prima ad annunciare un percorso che nei prossimi mesi condurrà ad adottare il nuovo sistema passando dai codici colore ai codici numerici in Pronto Soccorso.

A questa introduzione si affiancherà l’innnovazione tecnologica del Teleconsulto e della Telemedicina. Non si tratta di un semplice adempimento o spacchettamento del sistema precedente, ma la trasformazione rappresenta un nuovo processo di codifica nel quale si ridefiniscono i tempi massimi di attesa, la definizione clinica del paziente e i parametri vitali per l’attribuzione finale del codice numerico, la valorizzazione delle competenze e del ruolo dell’Infermiere triagista in Ospedale.

Dal codice colore al codice numerico

Il cuore del nuovo sistema di triage ospedaliero prevede il passaggio dai consueti 4 Codici a colore (Rosso-Giallo-Verde e Bianco) al nuovo sistema a 5 Codici numerici (dall’1 al 5) nel quale: 1 è l’EMERGENZA, 2 l’URGENZA, 3 l’URGENZA DIFFERIBILE, 4 l’URGENZA MINORE e 5 la NON URGENZA. I codici 1-2-3 sono a medio alta intensità di cure mentre 4-5 a moderata-bassa intensità.

Le nuove linee guida entrano nel dettaglio della tempistica: con la revisione le urgenze non potranno aspettare più di 15 minuti, mentre gli ex “codici verdi”, spacchettati in livello “3” e “4” tra urgenze differibili e minori, andranno trattati rispettivamente entro al massimo 60 o 120 minuti.

Il programma dei nuovi codici triage

Il Programma prevede che le prime attivazioni dei nuovi codici di triage si svolgeranno tra la fine del 2019 e l’ inizio del 2020, dapprima negli ospedali della Asl Roma 1 (Santo Spirito, il San Filippo Neri e l’Oftalmico con il suo pronto soccorso specialistico) e via via nelle altre strutture, fino a giungere al completamento dell’applicazione verso fine gennaio con l’attivazione del Policlinico Gemelli.

Presentato per l’occasione anche il relativo Manuale elaborato dal Gruppo di Lavoro regionale Triage modello Lazio agosto 2019 che ha visto la consulenza di esperti e la collaborazione di tanti colleghi Infermieri.

Lo scopo del Manuale è di aggiornare e revisionare la versione del 2007, in primo luogo per supportare il passaggio da un sistema di triage di priorità a 4 codici “colore” ad uno a 5 codici “numerici” e, poi, per tutti gli altri aspetti che favoriscono l’introduzione di modelli di presa in carico più innnovativi ad oggi presenti in molte realtà.

Nel corso dei lavori è stata più volte sottolineata la necessità della massima integrazione tra i professionisti sanitari coinvolti, infermieri e medici in primis, ma anche Ostetriche ed altri operatori. Parola d’ordine “superare corporativismi” con l’obiettivo comune ed ambizioso di ricondurre il modello Lazio ai vertici di una rinnovata Sanità.

Tra i punti salienti del modello l’applicazione tecnologica, la costituzione di una integrazione tra le reti con investimenti tesi a garantire la “continuità assistenziale” per il fine ultimo di creare un Sistema Emergenza tempo-dipendente connesso con tutti gli altri sistemi, in particolare con quei servizi territoriali troppo spesso svalutati.

Autore: Gaetano Romigi – Direttivo nazionale Aniarti

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