Come abbassare la Febbre e cosa fare in base alla temperatura

Come abbassare la Febbre e cosa fare in base alla temperatura
Come abbassare la Febbre e cosa fare in base alla temperatura

Come abbassare la febbre, soprattutto quando è molto alta? Per ridurre la temperatura non ci sono solo rimedi farmacologici ma anche rimedi casalinghi alla portata di tutti. In questo articolo vi spiegheremo cosa fare e cosa non fare quando dobbiamo abbassare la temperatura in caso di febbre.

 

Cos’è la febbre?

Chiariamo che la febbre non è la malattia, bensì il sistema di difesa con cui l’organismo esalta le proprie risposte immunitarie. Lo scopo è aiutare il corpo a guarire dalla causa che ha scatenato la febbre, come le infezioni virali o batteriche.

Perché aumenta la temperatura con la febbre?

Lo scopo dell’aumento della temperatura corporea è quella di favorire i processi biochimici idonei a reagire alle cause esterne. Infatti la temperatura alta favorisce la risposta immunitaria contro le infezioni e accelera tutte le attività metaboliche contro i patogeni. Per una legge chimica, all’aumento della temperatura aumentano anche le reazioni enzimatiche e quindi l’efficacia del sistema immunitario. Per questo motivo aumenta la temperatura corporea.

Assistere a casa

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Chiara Mastroianni, Giuseppe Casale, 2011, Maggioli Editore

Da chi svolge quotidianamente un lavoro a contatto con le persone malate e i loro contesti famigliari, e che affronta con loro tutto quello che può accadere dentro le case durante l'assistenza domiciliare, nasce questo agile e utilissimo manuale. Non è un testo enciclopedico, non vuole...



Qual è la temperatura normale?

Statisticamente viene definita “normale” (fisiologica) una temperatura corporea intorno ai 37°. Con valore normale si intende quel range di valori statisticamente rilevati a cui si associa una sensazione di benessere.

Quali sono i segni e i sintomi della febbre?

Come animale omeotermo, l’uomo è continuamente condizionato da due sistemi opportunamente contrapposti che ne controllano l’equilibrio (omeostasi): la termogenesi e la termodispersione. Un qualunque input patogeno come batteri, tossine, neoplasie, infiammazioni croniche inducono i leucociti a rilasciare interleuchina-1 inducendo l’ipotalamo ad aumentare la temperatura corporea, come?

Provocando su tutto il corpo brividi scuotenti (l’attrito muscolare produce calore), la tiroide aumenta il metabolismo, il cuore accelera la propria frequenza cardiaca e si consuma maggiore ossigeno.

Questo meccanismo è quindi la causa dei segni (aumento FC, piressia, aumento FR, ecc..) e dei sintomi della febbre: malessere generale, discomfort, astenia, dolori muscolari (dovuti all’elevato tono muscolare).

Come abbassare la febbre?

Il rimedio migliore per abbassare la febbre dipende dalla temperatura che si raggiunge:

Dai 37° ai 38°

Generalmente al di sotto dei 38° viene chiamata febbricola e, se occasionale e passeggera, in una persona relativamente sana non è necessario un trattamento farmacologico, il quale risulta controproducente alla funzione stessa della febbre. Concentrarsi piuttosto su idratazione, riposo e assicura un ambiente areato che favorisca un’efficace termodispersione.

Dai 38° ai 39°

Potrebbe essere prevista una maggiore attenzione alla ricerca delle cause di simili temperature. Come per temperature inferiori, anche in questi casi dovrà essere informato il medico che si occuperà, se lo considera necessario, del trattamento farmacologico: il più comune è l’uso del paracetamolo nelle sue varie forme, dalla compressa da 500 mg alle forme ev da 1g.

Se già diagnosticata, si opterà per terapie che ne combattano le cause come gli antibiotici per le infezioni batteriche. Se non si conoscono le cause verranno molto probabilmente richiesti una serie di esami diagnostici come RX Torace, esami ematici, emocolture e/o urinocolture.

Saranno utili le precedenti precauzioni ambientali ed eventualmente per favorire il comfort della persona bisognerà assecondarne le fasi febbrili:

  1. Incremento: fase in cui la temperatura aumenta. Segni e sintomi della febbre si presenteranno in questo momento, non si considera necessario scoprire il malato per impedire l’aumento della temperatura corporea, che avverrebbe comunque. Quindi assecondare il proprio caro che chiederà di essere coperto fino a che la sensazione di freddo e brivido non passi e la temperatura si stabilizzi.
  2. Acme: il vero e proprio periodo febbrile, in cui si procederà con trattamenti farmacologici e fisici: quindi ambiente e uso di impacchi e spugnature tiepide (ambientali, mai fredde) sulle zone in cui emergono i polsi periferici arteriosi, il collo e la nuca, la classica pezza bagnata sulla fronte e sui piedi e gambe; scoprirlo da eccessive coperte, lasciando solo un lenzuolo.
  3. Defervescenza: se lenta verrà chiamata per lisi e porterà il malato al benessere, mentre se la caduta della temperatura corporea è eccessivamente veloce, è detta per crisi, innesca un abnorme vasodilatazione e sudorazione profusa: quindi controllo della Pressione arteriosa e idratazione.

Maggiore dei 39°

Gli interventi saranno uguali a quelli già elencati, quello che cambia è che all’aumentare della temperatura dovrà essere posta maggiore attenzione e velocità di intenti affinché la temperatura non superi i 41°, condizione che, qualunque sia la causa, potrebbe danneggiare irreversibilmente il sistema nervoso. Per questo motivo richiede interventi fisici e terapeutici tempestivi ed energici. E ovviamente un continuo controllo della temperatura. Non dimenticarsi di avvisare il proprio medico di base o l’infermiere di fiducia.

Ipertermia > 41°

Caso estremo e molto raro. L’intervento più efficace, ma piuttosto estremo è l’immersione in acqua fredda. E’ il sistema più veloce per favorire nella maniera più veloce la termodispersione, ma va usato solo nei casi estremi, e l’intervento valutato da personale esperto perché ad oggi considerata procedura obsoleta e ambigua, ma sempre efficace secondo molte scuole di pensiero. Quindi il parente dovrà contattare immediatamente il proprio medico di base o eventualmente i servizi di urgenza territoriale (112).

Cosa fare in caso di convulsioni da febbre alta?

Le complicazioni più comuni della febbre sono le convulsioni o attacchi epilettici. In caso di convulsioni da febbre alta bisogna mantenere la calma. Durante le convulsioni è possibile verificare la presenza di tremori improvvisi, contrazioni e rigidità muscolare. L’episodio tipico dell’attacco epilettico si divide in tre fasi:

  1. Irrigidimento dei muscoli seguito da contrazioni muscolari violente che scuotono tutto il corpo;
  2. Stato di rilassamento con sonnolenza e a volte semiincoscienza;
  3. Il malato si riprende ed in genere non ricorda nulla dell’accaduto.

La convulsione dura in genere circa 5 minuti e nella grande maggioranza dei casi si risolve spontaneamente.

  • Se il malato è già a terra non spostarlo, mentre se è in sedia o sulla poltrona è necessario, con cautela adagiarlo in sicurezza sul pavimento. Al massimo si può mettere una coperta sotto, facendolo scivolare;
  • In caso si verifichi vomito o forte salivazione è necessario posizionarlo sul fianco in posizione di sicurezza;
  • Se la bocca è chiusa, non contrastare le contrazioni muscolari, non cercare di aprirla si potrebbero causare delle fratture; Se la bocca è aperta, mettere tra i denti, su un lato della bocca, il manico di un cucchiaio avvolto con un fazzoletto;
  • Non praticare respirazione bocca a bocca o altre manovre rianimative perché inutili e pericolose;
  • In caso di febbre elevata cercare di abbassare la temperatura con impacchi freddi sul viso e sul collo.
  • Non dare nulla da bere, solo al risveglio somministrare eventuali farmaci. I farmaci anticonvulsivanti devono essere somministrati solo dal medico o dall’infermiere.

I consigli di gestione del paziente con convulsioni da febbre alta sono tratti dal libro “Assistere a casa Suggerimenti e indicazioni per prendersi cura di una persona malata” a cura di Giuseppe Casale e Chiara Mastroianni, edizione Maggioli, vedilo su Amazon!

Il brodino di pollo, infine, sempre consigliato! 😉

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Infermiere di Unità Coronarica e Cardiologia, Master in Tecniche ecocardiografiche (UniCattolica). Web Content Editor medico-scientifico, iscritto al Master in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza. Nel 2016, in collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato DimensioneInfermiere.it.

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