Come abbassare la Febbre e cosa fare in base alla temperatura

Dario Tobruk 21/06/21
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Come abbassare la febbre, soprattutto quando è molto alta? Per ridurre la temperatura non ci sono solo rimedi farmacologici ma anche rimedi casalinghi alla portata di tutti. In questo articolo vi spiegheremo cosa fare e cosa non fare quando dobbiamo abbassare la temperatura in caso di febbre.
Indice
Cos’è la febbre? Prima di tutto chiariamo che la febbre non è la malattia, bensì il sistema di difesa con cui l’organismo esalta le proprie risposte immunitarie. Lo scopo della febbre è aiutare l’organismo a guarire dalla causa che ha scatenato la febbre, come le infezioni virali o batteriche. Perché aumenta la temperatura con la febbre? Lo scopo dell’aumento della temperatura corporea è quella di favorire i processi biochimici idonei a reagire alle cause patologiche.

Infatti la temperatura alta provocata dalla febbre, favorisce la risposta immunitaria contro le infezioni e accelera tutte le attività metaboliche contro i patogeni. Per legge chimica: all’aumento della temperatura aumentano anche le reazioni enzimatiche e quindi l’efficacia del sistema immunitario. Aiutandoci a guarire prima e meglio.
Qual è la temperatura normale? Statisticamente viene definita normale (o fisiologica) una temperatura corporea interna di circa 37° nell’adulto sano, valori più alti e più bassi si riferiscono invece ai bambini e agli anziani. 

Con temperatura normale si intende quel range di valori statisticamente rilevati nella popolazione a cui si associa una sensazione di benessere in base all’età.
Quali sono i segni e i sintomi della febbre? Come animale omeotermo, l’uomo è continuamente condizionato da due sistemi opportunamente contrapposti che ne controllano l’equilibrio (omeostasi): la termogenesi e la termodispersione. 

Un qualunque input patogeno come batteri, tossine, neoplasie, infiammazioni croniche inducono i leucociti a rilasciare interleuchina-1 inducendo l’ipotalamo ad aumentare la temperatura corporea.

Come? Provocando su tutto il corpo brividi scuotenti (l’attrito muscolare produce calore), la tiroide aumenta il metabolismo, il cuore accelera la propria frequenza cardiaca e si consuma maggiore ossigeno. Questo meccanismo è quindi la causa dei segni (aumento FC, piressia, aumento FR, ecc..) e dei sintomi della febbre: malessere generale, discomfort, astenia, dolori muscolari (dovuti all’elevato tono muscolare).
Quali sono le fasi della febbre? Il fenomeno clinico chiamato febbre presenta diverse fasi, tre nello specifico. Conoscerle può aiutarci a capire quale comportamento adottare di volta in volta per prendersi cura di sé o di un proprio caro nel migliore dei modi:
  • Incremento: fase in cui la temperatura aumenta. Segni e sintomi della febbre si presenteranno in questa fase con un aumento progressivo della temperatura. Se la temperatura non è eccessivamente alta (>38°) non è consigliato scoprire il malato pur di impedire l’aumento della temperatura corporea, che avverrebbe comunque. Quindi assecondare il proprio caro che chiederà di essere coperto fino a che la sensazione di freddo e brivido non passi e la temperatura si stabilizzi.
  • Acme: una volta che la temperatura corporea avrà raggiunto il suo apice avremmo pertanto la vera e propria febbre. In questa fase si procederà con trattamenti farmacologici (se prescritti dal medico) e anche fisici. Quindi ambiente ventilato e uso di impacchi e spugnature tiepide (ambientali, mai fredde) sulle zone in cui emergono i polsi periferici arteriosi (come il polso della mano, l’inguine, la caviglia), il collo e la nuca, la classica pezza bagnata sulla fronte e sui piedi e gambe; ora è il momento giusto per scoprire il malato da eccessive coperte, lasciando solo un lenzuolo in un luogo fresco in cui scambiare calore con l’ambiente.
  • Defervescenza: se lenta verrà chiamata per lisi e porterà il malato al benessere, mentre se la caduta della temperatura corporea è eccessivamente veloce (tipico dopo la somministrazione di antipiretici come il paracetamolo), è detta per crisi, innescando un abnorme vasodilatazione e sudorazione profusa: consigliato quindi controllo della Pressione arteriosa e garantire idratazione con bevande confortanti.
  • Come abbassare la febbre? Il rimedio migliore per abbassare la febbre dipende dalla temperatura massima che si raggiunge nell’adulto e nell’anziano non pluripatologico:
  • Febbricola (dai 37° ai 38°): se occasionale e passeggera, in una persona relativamente sana non è necessario un trattamento farmacologico, il quale risulta controproducente alla funzione stessa della febbre. Concentrarsi piuttosto su idratazione e riposo. Inoltre bisogna assicurare un ambiente areato che favorisca un’efficace termodispersione (riduzione del calore cutaneo).
  • Febbre (dai 38° ai 39°): potrebbe essere prevista una maggiore attenzione alla ricerca delle cause di simili temperature. Come per temperature inferiori, anche in questi casi dovrà essere informato il medico che si occuperà, se lo considera necessario, del trattamento farmacologico. Il farmaco più comune è il paracetamolo nelle sue varie forme, dalla compressa da 500 mg alle forme ev da 1g. Se la causa diagnosticata è di natura batterica, si opterà per terapie che ne combattano le cause come gli antibiotici. Se non si conoscono le cause e nonostante i trattamenti farmacologici la febbre non tende a sparire nell’arco di una settimana, verranno molto probabilmente richiesti una serie di esami diagnostici come RX Torace, esami ematici, emocolture e/o urinocolture. Saranno utili le precedenti precauzioni ambientali ed eventualmente per favorire il comfort della persona bisognerà assecondarne le fasi febbrili.
  • Febbre alta (>39°): gli interventi saranno uguali a quelli già elencati, quello che cambia è che all’aumentare della temperatura dovrà essere posta maggiore attenzione e velocità di intenti affinché la temperatura non superi i 41°, condizione che, qualunque sia la causa, potrebbe danneggiare irreversibilmente il sistema nervoso. Per questo motivo richiede interventi fisici e terapeutici tempestivi ed energici. E ovviamente un continuo controllo della temperatura. Non dimenticarsi di avvisare il proprio medico di base o l’infermiere di fiducia.
  • Ipertermia (> 41°): caso estremo e molto raro. L’intervento più efficace, ma piuttosto estremo è l’immersione in acqua fredda (Non fatelo a casa!). E’ il sistema più veloce per favorire nella maniera più veloce la termodispersione, ma va usato solo in situazioni controllate, e l’intervento valutato da personale esperto perché ad oggi considerata procedura obsoleta e ambigua, ma efficace secondo molte scuole di pensiero. In questo caso si dovrà contattare immediatamente il proprio medico di base o eventualmente i servizi di urgenza territoriale (112).
  • Cosa fare in caso di convulsioni da febbre alta? Le più comuni complicazioni della febbre alta sono le convulsioni o attacchi epilettici. In caso di convulsioni da febbre alta bisogna mantenere la calma: durante un attacco convulsivo è possibile verificare la presenza di tremori improvvisi, contrazioni e rigidità muscolare. L’episodio tipico dell’attacco epilettico si divide in tre fasi:
  • Irrigidimento dei muscoli seguito da contrazioni muscolari violente che scuotono tutto il corpo;
  • Stato di rilassamento con sonnolenza e a volte semi-incoscienza;
  • Il malato si riprende ed in genere non ricorda nulla dell’accaduto.
  • La convulsione dura in genere circa 5 minuti e nella grande maggioranza dei casi si risolve spontaneamente:
  • se il malato è già a terra non spostarlo, mentre se è in sedia o sulla poltrona è necessario, con cautela adagiarlo in sicurezza sul pavimento. Al massimo si può mettere una coperta sotto, facendolo scivolare lentamente e in sicurezza;
  • in caso si verifichi vomito o forte salivazione è necessario posizionarlo sul fianco in posizione laterale di sicurezza;
  • se la bocca è chiusa, non contrastare le contrazioni muscolari, non cercare di aprirla: si potrebbero causare delle fratture o venire morsi. Se la bocca è aperta, mettere tra i denti, su i lati della bocca, il manico di un cucchiaio di legno avvolto con un fazzoletto;
  • non praticare manovre rianimative durante l’attacco perché inutili e pericolose; a fine attacco valutare lo stato di salute e se necessario iniziare la manovra.
  • in caso di febbre elevata cercare di abbassare la temperatura con impacchi freddi sul viso e sul collo.
  • non dare nulla da bere durante l’incoscienza, solo al risveglio somministrare eventuali farmaci prescritti per il caso;
  • Fonte e libri sull’argomento: I consigli di gestione del paziente con convulsioni da febbre alta sono tratti dal libro “Assistere a casa Suggerimenti e indicazioni per prendersi cura di una persona malata” a cura di Giuseppe Casale e Chiara Mastroianni, edizione Maggioli, vedilo su Amazon! Il brodino di pollo, infine, sempre consigliato!

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