Salute mentale dei sanitari: dobbiamo parlarne ancora

Dario Tobruk 21/12/22
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La salute mentale dei sanitari italiani è un argomento ignorato dalla politica e dall’opinione pubblica eppure di grande importanza e attualità, soprattutto in seguito alla pandemia di Covid-19 che ha messo a dura prova il sistema sanitario nazionale per così tanto tempo, e di cui ancora non siamo in grado di misurare gli effetti su infermieri, medici, oss e tutti gli altri professionisti sanitari. Problemi che potrebbero avere una ripercussione negativa su tutti, cittadini compresi.
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Nascondere la polvere sotto il tappeto non funzionerà per sempre Non è più necessario nasconderlo a nessuno, il lavoro dei sanitari è estremamente stressante e impegnativo. La maggior parte degli altri professionisti di altri settori più blasonati, piangerebbe in posizione fetale di fronte ad eventi e situazioni che un infermiere, un medico o un oss affrontano ogni singolo giorno della loro vita professionale.

Costantemente a contatto con pazienti e situazioni difficili, i sanitari italiani devono ancora, alla fine di una lunga ed estenuante pandemia, affrontare ancora turni estenuanti e scarsi riconoscimenti. È evidente che la società non abbia imparato nulla da tutto questo. O forse il caro bollette è oggi prioritario rispetto il proprio diritto ad una sanità efficace.

Poi i politici si chiedono perché i giovani non hanno alcuna intenzione di fare questa professione, e preferiscano, se proprio devono lavorare a queste condizioni, impegnarsi piuttosto in un percorso da medico, che quantomeno garantisce uno stipendio decoroso e un riconoscimento professionale e sociale che gli infermieri sognano nelle loro notti più serene. Non a caso negli ultimi due anni, in Italia, si siano laureati più medici che infermieri. Che strano paese il nostro!

Inoltre, durante la pandemia, molti sanitari hanno dovuto lavorare in condizioni difficili, con il rischio di contrarre il Sars-Cov-2 e con l’aggravante di non poter vedere le proprie famiglie per lunghi periodi di tempo. Tutto questo ha avuto un impatto negativo sulla salute mentale dei sanitari, che possono sperimentare sintomi di stress, ansia e depressione.
Andare in burn-out e non uscirne più Inoltre, molti sanitari sono ancora soggetti al cosiddetto “burnout“, spesso senza nemmeno esserne coscienti. Con questo termine si intende un esaurimento emotivo e fisico dovuto all’eccessivo carico di lavoro e alla mancanza di supporto.

Per i sanitari colpiti da questa patologia, è fondamentale, giunti a questo punto, che ricevano un adeguato e professionale supporto psicologico e il giusto riposo. Fattivamente si intende di un periodo di infortunio in cui è uno psicoterapeuta qualificato ad accompagnare il sanitario verso un riequilibrio emotivo e psicologico, e questo ha un costo che le aziende e i governi non si vogliono addossare. Ma come abbiamo già detto, nascondere la polvere sotto il tappeto è una soluzione che non dura a lungo, che non risolve il problema ma lo posticipa e lo ingigantisce.

Aiuterebbe a prevenire o a calmierarne gli effetti, che il lavoro dei sanitari venga persino riconosciuto e valorizzato adeguatamente, in modo che possano sentirsi motivati e appoggiati nel loro operato. Ma abbiamo smesso di credere alle favole, e il cinismo e la demotivazione nei confronti delle istituzioni e delle aziende sono ormai a livelli fatali.
Salute mentale dei sanitari: un problema che non non importa a nessuno Purtroppo, la situazione attuale non è delle migliori. Molti sanitari non hanno accesso a servizi di supporto psicologico adeguati, e spesso devono affrontare questi problemi da soli. Qualcuno ha la fortuna di poterselo permettere, o la consapevolezza di concederselo, ma la maggior parte no. Inoltre, il sistema sanitario italiano è sottodimensionato e spesso i sanitari sono costretti a lavorare in condizioni di sovraccarico e sotto pressione, con ulteriori conseguenze negative sulla loro salute mentale.

Per affrontare questi problemi, è necessario che il governo e le istituzioni si impegnino a fornire ai sanitari il supporto di cui hanno bisogno. Questo può includere servizi di supporto psicologico, maggiori risorse per il sistema sanitario e maggiore riconoscimento del lavoro dei sanitari. Inoltre, è importante che i sanitari stessi prendano coscienza dei loro limiti e imparino a gestire lo stress e l’ansia in modo adeguato. Questo può includere pratiche di rilassamento e attività fisica.

Nei nostri limiti, consapevoli di non poter nemmeno scalfire il problema della salute mentale dei sanitari, vogliamo condividere con voi un elenco di articoli che speriamo possano aiutarvi ad essere maggiormente consapevoli di questo stato mentale così pernicioso, e che vi dia la forza di chiedere aiuto. Storie di altri infermieri, strumenti per rilassarsi, persone a cui chiedere aiuto: perché nessuno può farcela da solo, così a lungo e in queste condizioni.

Per saperne di più sul burn-out:
  • Infermieri distrutti dal burnout: un documentario ne racconta le storie
  • Burnout Infermieristico: cos’è, come si manifesta e come si previene?
  • Solo la pandemia poteva peggiorare il lavoro degli infermieri
  • Trauma da “Effetto Covid-19”: gli infermieri non saranno più gli stessi
  • Strumenti per migliorare la propria salute mentale:
  • Come ridurre lo stress da corsia e passare agli infermieri strumenti innovativi di cui si parla ancora troppo poco
  • Mindfulness: cos’è, a cosa serve e come si pratica
  • Insonnia: 13 consigli per risolvere i disturbi del sonno
  • Infermiere lavoro stressante? 3 consigli per risparmiare energie mentali
  • Autore: Dario Tobruk  (seguimi anche su Linkedin – Facebook Instagram)
    ECG facile: dalle basi all’essenziale
    FORMATO CARTACEO
    ECG facile Quando un infermiere entra in un nuovo contesto lavorativo, viene investito da un’onda di gigantesche proporzioni di protocolli, nozioni, dinamiche, relazioni e migliaia di cose da sapere. Fortunatamente, però, la saggezza professionale insegna che le cose hanno, alla fine, sempre la stessa dinamica: prima è tutto difficile, poi diventa normale, e prima o poi le cose si faranno semplici. È un ciclo che si ripete. Quale che sia il reparto o il servizio, prima si affronterà la montagna e prima si potrà godere della vista incantevole dei picchi a fianco delle nuvole, e scendere a valle soddisfatti del cammino, pronti per la prossima sfida. L’interpretazione dell’elettrocardiogramma è una di queste sfide. Lo scopo di questo breve manuale è guidare il sanitario, per quanto sia possibile, verso il pendio più semplice da scalare, aiutandolo passo dopo passo ad acquisire gli strumenti per non cedere mai di fronte alle avversità. A differenza dei numerosi manuali di autoapprendimento all’interpretazione dell’ECG disponibili nelle librerie e sul mercato, questo testo non è stato pensato per medici, ma è scritto e pensato per il personale sanitario come l’infermiere o, se volete, il tecnico sanitario perfusionista o di radiologia, che ogni giorno si confrontano con questo meraviglioso strumento di indagine. Il manuale tra le vostre mani ha il solo scopo di farvi sviluppare un unico superpotere: saper discriminare un tracciato normale da uno patologico, sapere quando dovrete segnalarlo al medico, e possibilmente salvare la vita del paziente. Scusate se è poco! Dario Tobruk Infermiere di area critica, ha lavorato in Cardiologia e UTIC e si è specializzato in ambito cardiologico. Da sempre persegue l’obiettivo di occuparsi di informazione, divulgazione e comunicazione medico-scientifica. In collaborazione con la casa editrice Maggioli, ha fondato dimensioneinfermiere. it, che tuttora dirige. Dario Tobruk | Maggioli Editore 2021
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