Piano assistenziale infermieristico al paziente iperteso

Piano assistenziale infermieristico al paziente iperteso
Piano assistenziale infermieristico al paziente iperteso

Il paziente iperteso spesso non è consapevole della sua situazione. Ancora più spesso, anche quando conosce la sua patologia, sottovaluta i rischi dell’ipertensione. L’infermiere può fare la differenza in questa tipologia di paziente e il piano assistenziale infermieristico al paziente iperteso può davvero salvargli la vita attraverso l’educazione e il monitoraggio delle sue condizioni.

Definizione di ipertensione

L’ipertensione arteriosa è la condizione clinica in cui il paziente presenta un pressione arteriosa, permanente o intermittente, con valori superiori a 140 per la pressione sistolica e 90 per la pressione diastolica.

Le cause possono essere di varia natura: alle volte non identificabili o sconosciute, identificandone la natura primaria (o essenziale), alle volte invece è nota, e quindi secondaria a patologie croniche (insufficienza renale, insufficienza epatica), farmaci (iatrogena) o correlata a fattori evolutivi (gravidanza).

Sintomatologia

La pressione alta spesso non viene diagnosticata per anni e ciò comporta un danno continuo agli organi e alle strutture più sensibili: arterie, cuore, reni e molti altri ancora.

Inizialmente asintomatica, solo il lungo e lento logorìo prodotto dall’ipertensione porterà all’evidenza sintomi causa dell’espressione degli organi danneggiati. Alle volte crisi ipertensive possono portare ad alcuni segni e sintomi che rendono manifesta la condizione: cefalea, epistassi e obnubilamento sono solo alcune tra queste.

Pazienti con una comorbilità cardiovascolare saranno certamente sottoposti a maggiori rischi (infarto miocardico e ictus cerebrale) e andrebbero maggiormente valutati ed attenzionati.

Diagnosi ed Esame obiettivo nel paziente iperteso

L’individuazione di una condizione di ipertensione persistente o prolungata è spesso riscontrata con semplici controlli della pressione, a cui, in seguito di riscontri di alte pressioni, si prosegue con controlli quotidiani per una o più settimane in quella che viene chiamato il “diario pressorio“.

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In seguito di riscontro di ipertensione, nel paziente asintomatico andranno individuati tutti gli eventuali danno d’organo non ancora slatentizzate a patologie, e quindi non evidenti con sintomi e segni.

Nel paziente con storia clinica conclamata, bisogna individuare la progressione e lo stato attuale della malattia ipertensiva ed eventuali ripercussioni su altri organi.

Alcune rapide valutazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio prevedono:

  • esame obiettivo: riscontro di rumori respiratori all’auscultazione, visita del fondo della retina, ipertensione giugulare e portale, ecc…
  • esami di laboratorio: BNP e NT-proBNP (peptide natriuretico), sodio, potassio, creatininemia, urine 24h, ecc…
  • diagnostica strumentale: ECG, ecocardio, TAC renale e albero arterioso, ecc…

Farmaci nell’ipertensione

I farmaci previsti nel trattamento anti-ipertensivo sono vari e numerosi, e dipendono da caso a caso. Si può redigere un elenco generale delle famiglie farmacologiche più comuni:

  • ace-inibitori
  • calcio-antagonisti
  • sartani
  • beta-bloccanti
  • diuretici

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Piano assistenziale infermieristico al paziente iperteso

Il nursing di prima assistenza prevede essenzialmente il monitoraggio dei parametri vitali (come pressione arteriosa, saturazione periferica, respiro, ecc…), la prevenzione e intercettazione delle possibili complicazioni e la verifica della risposta al trattamento farmacologico.

Sarà fondamentale verificare, documentare e segnalare eventuali segni e sintomi di disfunzione d’organo. Collaborare, educare ed assistere il paziente all’assunzione dei farmaci prescritti. Monitorare l’insorgenza di eventuali picchi ipertensivi, o anche di quelli ipotensivi, soprattutto nelle prime fasi di trattamento farmacologico.

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Inoltre, fondamentale tutta la parte di educazione del paziente sull’importanza dell’adesione al trattamento farmacologico, l’adozione di stili di vita più salubri, la riduzione del peso, l’implementazione di una dieta iposodica e/o in alcuni casi persino la restrizione idrica.

Diagnosi infermieristiche tipiche dell’assistenza al paziente iperteso

Rischio di / Non adesione

Definizione: rischio elevato di non adesione al trattamento farmacologico correlato alla convinzione di non necessitare di farmaci per assenza di sintomatologia.

Obiettivo: aumento della compliance al trattamento.

Interventi:

  • identificare tutti i motivi e le convinzioni alla base della mancata aderenza alla terapia anti-ipertensiva;
  • educare e informare il paziente e i caregiver sulle conseguenze di un comportamento oppositivo alla terapia;
  • rendere il paziente cosciente che l’assenza di sintomi non equivale ad assenza di danno d’organo (responsabilizzazione alla buona vita);

Rischio di / Gestione inefficace del regime terapeutico

Definizione: rischio elevato di gestione inefficace del trattamento dovuto a scarse conoscenze da parte del paziente e dei caregiver.

Obiettivo: gestione efficace della terapia in autonomia o in compensazione della famiglia

Interventi:

  • educare il paziente sulla malattia e le sue complicanze;
  • far comprendere al paziente l’importanza dell’assunzione di responsabilità e autodeterminazione;
  • educare il paziente e i caregiver alla rilevazione dei parametri vitali come la pressione arteriosa;
  • descrivere ed educare alla gestione della terapia farmacologica (determinazione causa-effetto) e sottolineare l’importanza di un corretto follow-up anche in futuro.

Problemi collaborativi

Monitoraggio delle complicanze:

  • crisi ipertensiva
  • ischemia tissutale
  • deficit visivi (visus sfocato, macchie, ecc…)
  • sintomi cerebrovascolari (deficit motori, del linguaggio, dell’orientamento, della memoria)
  • segni di danno d’organo renale: metaboliti urinari ed elettroliti, diuresi alterata
  • segni di danno d’organo miocardico: dolore e segni elettrocardiografici di sofferenza miocardica

Autore: Dario Tobruk 

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