Procedura Intubazione Orotracheale: guida per l’infermiere e assistenza

Dario Tobruk 12/11/20
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L’intubazione orotracheale (IOT) quando non eseguito in elezione prima di un intervento chirurgico, è una procedura di emergenza di difficile esecuzione poiché va eseguita perfettamente in pochi minuti per ridurre lo stato di ipossia indotta.

L’ IOT è indicata in caso di apnea, arresto respiratorio, arresto cardio-respiratorio, insufficienza respiratoria (es. ARDS) e in tutte le situazioni in cu il paziente è ipossico e tutti gli interventi applicati sono risultati inefficaci.  Anche la difficoltà ad effettuare scambi gassosi efficaci è indicazione per posizionare un tubo endotracheale ed effettuare la ventilazione meccanica.

Procedura per Intubazione Orotracheale: ruolo dell’infermiere e assistenza al paziente

Quando eseguita in emergenza, deve precedere un’attenta seppur rapida ed efficace valutazione. In un contesto ospedaliero, l’intubazione orotracheale può essere eseguita in situazioni diverse. Il più desiderabile di questi setting è al letto del paziente in un ambiente intensivo in cui tutto il materiale è a disposizione, il personale è esperto e il paziente già monitorato.

Materiale necessario per IOT e razionale

  • Materiale per sicurezza ambientale:
    • Ventilatore pronto o dispositivo di ventilazione come AMBU o “Va e Vieni“: la fase successiva all’intubazione è quella di garantire la ventilazione.
    • Aspiratore con sondino innestato, pronto e funzionante: verificare suzione efficace per rispondere al rischio di aspirazione!
    • Cannula di Guedel o Mayo: utile in diversi momenti della procedura.
    • Applicare monitoraggio del paziente: ECG per monitorare frequenza cardiaca e PV quali pressione arteriosafrequenza respiratoriasaturazione periferica (SpO2): le competenze dell’infermiere oltre all’assistenza al medico sono quelle di monitorare i segni vitali.
    • Maschera, mount e filtro antibatterico: per assistenza respiratoriaaumenta la compliance del dispositivo, il filtro è un dispositivo di sicurezza.
  • Materiale per l’intubazione orotracheale:
    • Videolaringoscopio, laringoscopio, con lame di diversa misura: permette la visualizzazione della glottide e del passaggio tra le corde vocali.
    • Tubo endotracheale, diverse misure: è il dispositivo che garantisce la pervietà delle vie respiratorie, permette la ventilazione.
    • Mandrino per TTE: è un filo di alluminio rivestito di plastica, duttile e rigido, favorisce l’introduzione del tubo endotracheale.
    • Lubrificante idrosolubile monouso: favorisce il passaggio del tubo in trachea.
    • Siringa 20 ml: per gonfiare il palloncino che ,al termine dell’introduzione, mantiene il tubo in trachea e previene l’ab-ingestis nelle vie respiratorie e il dislocamento dello stesso. Prima di porgere il tubo verificare che questo si gonfi e che il palloncino rimanga rigido, gonfiare secondo indicazione del produttore o secondo protocollo aziendale.
    • Pinza di Magill: aiuta il medico nel passaggio attraverso le corde vocali.
    • Cerotto medico: se assente altro dispositivo per mantenere il tubo, il cerotto assicura il tubo al viso del paziente e durante la movimentazione.

Procedura IOT

Il video presenta la procedura di intubazione orotracheale in elezione per intervento chirurgico è diversa ma  questa video-procedura chiarisce la dinamica di esecuzione e l’assistenza dell’infermiere al medico esecutore e al paziente e può aiutarci a memorizzare le fasi di assistenza.

YouTube video

  1. Preparare il materiale necessario come sopra descritto per garantire la sicurezza del setting assistenziale:
    • verificare rapidamente il buon funzionamento dei dispositivi se non se ne è già certi: aspiratore, ventilatore, monitoraggio, dispositivi di assistenza ventilatoria, laringoscopio, ecc…
    • rimuovere protesi dentali mobili.
  2. Somministra farmaci come prescritti, generalmente le classi di farmaci usate sono sedativi come gli ipnotici (es. Propofol), analgesici e bloccanti neuromuscolari. Consultare sempre la documentazione del proprio contesto aziendale per avere la lista dei farmaci.
  3. Il medico estende il capo allineando le vie respiratorie:
    • valutare il caso di preossigenazione al 100% se conservata residua funzionalità respiratoria.
  4. Porgere il laringoscopio, dopo aver verificato l’accensione della lampada sulla lama scelta.
  5. Porgere il tubo endotracheale della misura scelta e il mandrino dopo aver verificato integrità del palloncino con controllo gonfiaggio e sgonfiaggio.
  6. Mentre il medico tenta di posizionare il tubo endotracheale, controllare i parametri vitali e mantenere sempre a disposizione il sondino aspiratore e la pinza di Magill.
  7. Quando il medico ha completato l’intubazione endotracheale, gonfiare il palloncino come previsto dal produttore.
  8. Collegare l’emergenza del tubo al ventilatore o al dispositivo di assistenza respiratoria come AMBU o Va e vieni e assistere il medico mentre ausculta il torace del paziente per verificare espansione polmonare.
  9. Assicurare il tubo del paziente con dispositivo dedicato o cerotto medicato.
  10. Posizionare la cannula di Guedel.
  11. Monitorare i parametri respiratori fino a target desiderabili o accettabili.
  12. Programmare in routine: monitoraggio dei parametri vitali, verifica del posizionamento e del gonfiaggio.
  13. Prestare ulteriore assistenza infermieristica al paziente.
  14. Documentare il tutto.

Autore: Dario Tobruk (FacebookTwitter)

Guida al monitoraggio in Area Critica

Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera.Non può esistere area critica senza monitoraggio intensivo, che non serve tanto per curare quanto per fornire indicazioni necessarie ad agevolare la decisione assistenziale, clinica e diagnostico-terapeutica, perché rilevando continuamente i dati si possono ridurre rischi o complicanze cliniche.Il monitoraggio intensivo, spesso condotto con strumenti sofisticati, è una guida formidabile per infermieri e medici nella cura dei loro malati. La letteratura conferma infatti che gli eventi avversi, persino il peggiore e infausto, l’arresto cardiocircolatorio, non sono improvvisi ma solitamente vengono preannunciati dal peggioramento dei parametri vitali fin dalle 6-8 ore precedenti.Il monitoraggio è quindi l’attività “salvavita” che permette di fare la differenza nel riconoscere precocemente l’evento avverso e migliorare i risultati finali in termini di morbilità e mortalità.Riconosciuto come fondamentale, in questo contesto, il ruolo dell’infermiere, per precisione, accuratezza, abilità nell’uso della strumentazione, conoscenza e interpretazione dei parametri rilevati, questo volume è rivolto al professionista esperto, che mette alla prova nelle sue conoscenze e aggiorna nel suo lavoro quotidiano, fornendo interessanti spunti di riflessione, ma anche al “novizio”, a cui permette di comprendere e di utilizzare al meglio le modalità di monitoraggio.   A cura di:Gian Domenico Giusti, Infermiere presso Azienda Ospedaliero Universitaria di Perugia in UTI (Unità di Terapia Intensiva). Dottore Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Master I livello in Infermieristica in anestesia e terapia intensiva. Professore a contratto Università degli Studi di Perugia. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane ed internazionali. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.Maria Benetton, Infermiera presso Azienda ULSS 9 di Treviso. Tutor Corso di laurea in Infermieristica e Professore a contratto Università degli Studi di Padova. Direttore della rivista “SCENARIO. Il nursing nella sopravvivenza”. Autore di numerose pubblicazioni su riviste italiane. Membro del Comitato Direttivo Aniarti.

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Foto di Simon Orlob da Pixabay